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domenica 25 gennaio 2015

Le cose che non capisco non sono tutte belle

Every breath you take
Per esempio non capisco perché Costanza Miriano, scrittrice e blogger cattolica&oltranzista, abbia scelto di non pubblicare i miei commenti a latere del suo resoconto del convegno in favore della famiglia tradizionale tenutosi a Milano lo scorso weekend. Nel primo le chiedevo perché nel suo resoconto non dicesse (ormai lo sanno anche i sassi) che della «bellissima platea» del convegno faceva parte anche il prete pedofilo don Mauro Inzoli. Ma Costanza, sorpresa!, non mi ha pubblicato.
Il giorno dopo era martedì e le ho chiesto perché non citasse nemmeno i La Russa senior e junior, pure loro presenti nella «bellissima platea»; i La Russa, mi sono permessa di scriverle, mi sembrava fossero noti per sfasciare famiglie, più che per sostenerle. Nemmeno questo, Costanza ha pubblicato.
In subordine - era ormai mercoledì - le ho chiesto allora per quale motivo avesse citato nel suo post i salumi Gran Brianza. «Ti pagano per farlo? O semplicemente ti mandano a casa i cosciotti di suino gratis?». Non mi ha pubblicato neanche questo.
Every move you make Poi ho avuto il dannato gastrovirus e non ho avuto la forza di scrivere più nulla. Comunque in redazione noialtre sfaccendate parliamo abbastanza spesso di Costanza Miriano. Ci colpisce il suo look, diciamo, assieme emancipato e succinto, che per noi continua a essere in netto contrasto con le tesi che lei sostiene. La conoscete? Penso di sì, è l'autrice del best seller Sposalo e sii sottomessa, tradotto pure in spagnolo e polacco. Miriano è di Perugia e andava a scuola con una mia collega, che interrogata a riguardo ha dichiarato: «Da ragazzina aveva un'aria molto, ehm, poco sottomessa». Oggi, che è moglie e madre di quattro figli, si accompagna volentieri con l'amico Mario Adinolfi, ex deputato Pd (?), proprio colui che nei giorni scorsi alla trasmissione radio La zanzara ha dichiarato: «La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite. E sottomessa non significa che non c'è la parità, eh. Sono due cose diverse».
Every bond you break Stamani, guariti dal gastrovirus, io, il Pupo e la Piccolissima siamo andati a un laboratorio di autoproduzione di bambole organizzato proprio dietro casa. I partecipanti - da 3 a 8 anni - erano tutti maschi. (Il Pupo ha chiamato la sua bambola «Elvis» e mi ha fatto giurare di non dirlo a nessuno, ma questo non c'entra). Mi ha colpito la madre di uno di loro, un bambino dal nome arabo; lei aveva occhiali dalla montatura severa e una ruga alla Ligabue che le spaccava in due la fronte. Sopra i pantaloni indossava una specie di camicione, sopra il camicione il chador. Era, è, italiana.
Every step you take Cos'hanno in comune Costanza Miriano e la mamma del laboratorio di pupazzi, che per tutta la mattina si è mangiata le unghie e ha osservato nervosa l'orologio - forse solo perché aveva una torta in forno e temeva di bruciarla? Qual è il punto di contatto tra la donna con la ruga sulla fronte, i capelli schiacciati sotto il chador e l'aria timida - e la donna bionda, trucco e messa in piega impeccabili, sicura di sé, che si fa fotografare trionfante accanto al Papa e altri vip e poi vende 80.000 copie scrivendo «Chissà, magari si apre una stagione di donne sottomesse per scelta, felici, libere di servire non da schiave ma da donne che possono avere tutto, e scelgono la parte migliore»?
I'll be watching you Non raccontiamoci per piacere che burqa e chador sono l'espressione della libera scelta di donne che semplicemente hanno  un’altra concezione del mondo rispetto a quella occidentale. Lo sarà veramente quando vedremo donne musulmane in bikini, leggings o minigonna. Il sottotitolo del libro di Costanza è pratica estrema per donne senza paura. Mi fa (sor)ridere perché nei suoi testi scomoda spesso San Paolo, ma a me, ogni volta che lo incrocio, viene in mente solo Cinquanta sfumature di grigio. Mi secca un po', poi, che Miriano ripeta di far parte «di una schiera di donne risolte e pacificate, che hanno ricevuto in eredità la libertà fin dalla nascita; che non devono rivendicare nulla, che non gridano in piazza, perché questa libertà non è più in pericolo». Allora. Prima di tutto dovrebbe farsi un giro qui nel Bovisashire, dove abito io. Poi, quale libertà esattamente ha condotto la donna italiana con la ruga sulla fronte a indossare il chador? Mi spiace molto che Costanza non mi abbia mai pubblicato, perché in fondo, a ben vedere, la domanda che avrei voluto farle è questa.

Soundtrack: Every breath you take. (C'è chi crede sia un pezzo romantico e vorrebbe usarlo come colonna sonora alle proprie nozze. Attenzione perché invece parla di gelosia, ossessione, controllo. Anche nel refrain «Oh, can't you see - You belong to me» - «Non capisci che mi appartieni?». Quando Sting l'ha scritta stava uscendo da un brutto divorzio, e lui stesso ha raccontato di essersi accorto della sua atmosfera cupa, sinistra e opprimente solo molto tempo dopo. Ciò non mi impedisce di cantarla a squarciagola ogni volta che la sento passare in radio).



83 commenti:

  1. Lupa Solitaria26 gennaio 2015 09:43

    Non ti pubblica perchè non ha un briciolo di coraggio per sostenere il confronto, quel tipo di persone non prevede di mettersi in discussione e non ha capito che si cresce solo con dialogo e confronto.
    Su altri punti, la mia riflessione è il burqa dell'occidente è la taglia 42 e i modelli femminili imposti (minigonna e leggins e pesare 40 kg altriemnti fai schifo) e che rovinano un sacco di ragazze spingendole a disturbi dell'alimentazione o nevrosi depressive. Stai attenta alle tue bambine, aiutale a crescere senza farsi condizionare e volendosi bene.

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    1. hai ragione, ragione da vendere, questo è un altro tema centrale sul quale noi tutte dovremmo vegliare. ho appena intercettato il pezzo scritto da una collega che raccoglie la testimonianza di una (l'ennesima) ex anoressica. a neanche 20 anni questa ragazza ha già fatto tutto il giro dei disturbi alimentari, e ora lotta per costringere se stessa a mangiare qualcosa di "normale". grazie per lo spunto

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  2. anche io sono una "fan" della Miriano, nel senso che sono una delle più accanite lettrici del suo blog, che è sicuramente uno di quelli a cui sono più fedele. E' più forte di me, devo andare alla fonte per poter giudicare chi non condivido, anzi è diametralmente opposto a me. ho provato anche io tante volte a commentare, ponendo domande, forse in maniera un po' antipatica. che io ricordi non sono mai stata censurata ma le risposte erano sempre molto acide, non si rispondeva mai veramente a quello che chiedevo o criticavo, si facevano citazioni bibliche, e mi si faceva chiaramente capire che il mio commento non era gradito. nessun contraddittorio, a dire il vero non era affatto divertente discutere con loro anzi sembrava di parlare con un chatbot. ho smesso quindi di commentare, ma rimango comunque appassionata ai suoi post, e scorro i commenti notando che a scrivere sono sempre gli stessi osannanti lettori, ma dati gli argomenti che tocca e la notorietà dell'autrice è palese che ne censurino parecchi. la distorsione della realtà inizia da lì. PS: concordo anche su quanto dici della signora con il chador)

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    1. cara Cosmic, capisco quel che dici. anche per me la Miriano è fonte di attrazione/repulsione. non avevo mai cercato di commentarla prima, ma ho visto le risposte che dà, e che tu descrivi. anche una mia collega ha provato a commentare, era un commento garbato, ma l'hanno censurata e poi hanno pubblicato una frase generica accusandola "di voler gettare altro fango" su Costanza Miriano. lei comunque - la Miriano intendo - è molto intelligente. mi spiace che non utilizzi la sua intelligenza in altro modo

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    2. si, è intelligente e scrive bene, a suo modo simpatica, autoironizza sulla sua sbadataggine, sul fatto che non sappia cucinare, sul modo in cui gestisce la famiglia e i figli... diciamo che sa il fatto suo, ha creato un personaggio ad arte ed è per questo che ha tanto successo... ed ecco perchè alla fine non riesco a smettere di leggere il suo blog.

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  3. a mio semplicissimo parere, la Miriano (e Adinolfi e compagnia bella) è una gran, gran furbona: elogiare la posizione della donna di casa è tanto comodo, quando puoi permetterti colf e babysitter (e anche qualche pratica anticoncezionale un po' più sicura della lotteria del calendario).
    no so, ha lo stesso sentore di quei vegotalebani che fanno i salvatori del mondo ma il cui stile di vita è permesso solo dal fatto di essere nati nel posto giusto (Europa) al momento giusto (XX secolo) e di poter andare avanti a suon di soia, seitan e quinoa. così come a questi ultimi mi vien da dire "fai sei mesi da vegano padano di una volta, a verze, polenta e castagne, e se non ti viene la pellagra ne riparliamo", alla Miriano, se fosse possibile, farei fare una bella chiacchierata con la mia bisnonna Genoveffa, una cascina nella bassa da mandare avanti e otto figli. da tenere buoni col frustino appeso sopra al centro della tavola.

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    1. cavolo noisette! ma lo sai che il mio nuovo romanzo, che sta per uscire, parla esattamente di questo? santi numi. te/ve ne darò prestissimo notizia!

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    2. certo perchè il veganesimo è una religione, tanto quanto il cattolicesimo.

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    3. esattamente. si potrebbe fare un trova/sostituisci con tutte le analogie e similitudini.

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    4. essere veg non è una religione, è una scelta che può avere tante motivazioni etiche o salutistiche. senz'altro dettata dalle possibilità , infatti è una scelta alla portata di tutti che fa bene a se stessi e all'ambiente. e non servono sitan e tofu ma vanno benissimo gli ingredienti locali e i prodotti che mangiavano i nostri nonni e bisnonni, che del resto non mangiavano né da mcdonald's né da cracco tutti i giorni.
      manu

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    5. cara Manu, è un tema che riprenderemo senz'altro perché appunto il mio nuovo romanzo si intitola Straziami ma di tofu saziami. Essere veg può anche diventare una sorta di religione, te l'assicuro.

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    6. cara noisette, commento perfetto, niente da aggiungere, sia per i veg che per le donne sottomesse.
      Grazie!

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    7. certo come il calcio o altre cose più o meno serie. conosco anche io molti veg-talebani, ma ti assicuro che la maggior parte sono semplicemente persone come me che si fanno domande, e cercano un'alternativa e sono perfettamente consapevoli che non si devono e non si possono fare paragoni con situazioni economiche e storiche diverse. è proprio l'enorme disponibilità e possibilità che abbiamo che ci obbliga ad aprire gli occhi e fare scelte consapevoli. sono vegetariana da vent'anni e vegan da due e ti assicuro che scanso chiunque venga a convertirmi che sia a colpi di crocifisso che di seitan

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    8. ti credo manu! e per fortuna esistono quelli come te. abbasso gli estremismi

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Non conosco la Blogger di cui parli, quindi non mi esprimerò su di lei. Secondo me però le donne che parlano di sottomissione (non mi esprimo sugli uomini che lo fanno...) non sanno minimamente cosa significhi essere davvero sottomesse. Un conto è scegliere un ruolo da subalterna, ognuno puo' decidere che cosa fare nella propria vita, un conto è esservi costrette. Farei parlare queste paladine della sottomissione con chi ha lottato tutta la vita per i propri diritti, con chi la sua vita l'ha persa per questa causa, con chi subisce ogni giorno.

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    1. ci stavo pensando stanotte, @milk. mi sono ancora una volta tornate in mente le vittime di femminicidi - in italia e nel mondo, e mi è salito un gran nervosismo.

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    2. soprattutto, è facile sputare sul femminismo quando sei laureata, fai la giornalista alla RAI, scrivi libri e puoi pubblicarli in tutto il mondo...

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    3. Lupa Solitaria28 gennaio 2015 09:15

      vorrei vederla, se dovesse sottomettersi x es all'infibulazione, o ad un matrimonio combinato con un uomo 30 anni più vecchio, o a fare la prostituta in un bordello per turisti del sesso..

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  6. quello della donna italiana che sceglie di indossare il chador è un mistero per me destinato a rimanere tale. se qualcuno può illuminarmi, grazie mille.

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  7. questo post mi ha scosso.

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  8. Ho paura che continuerò serenamente a non leggere il suo blog.

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  9. Molto d'accordo. Spero di non ripetermi ma tempo fa ho visto una campagna instagram dove ragazze americane mostravano il cartello "non mi serve il femminismo perché non sono una vittima". Comodo godersi i frutti delle lotte altrui e sentirsene pure superiori: nessuno pensa che forse non sei una vittima proprio grazie a quelle donne tanto criticate che non si sono accontentate di sottomettersi? che persino la loro libertà di laurearsi e poi scrivere sciocchezze, di sposarsi e sottomettersi a chi vogliono,sono il risultato di quelle lotte tanto disprezzate?
    Ah ho adorato il tuo riferimento a 50 shades of grey, che descrive una relazione malata, di quelle che, se meno soldi fossero coinvolti, sarebbero tutto meno che glamour....eppure te lo spacciano come film di san valentino, se ci penso mi vengono i nervi.

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    1. MaraMaionchibis26 gennaio 2015 11:48

      la cosa che trovo agghiacciante e antistorica è la scelta di Miriano&co. di ignorare (fingere di non vedere) quel che accade proprio dietro l'angolo. a fronte di un cospicuo numero di libere donne occidentali, quante ne esistono che invece non lo sono? a partire dalla signora con il chador che hai visto ieri. quel che intendo dire è: per quante ancora, invece, occorerrebbe lottare, rivendicare, opporsi?

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  10. Io vivo bene anche senza conoscerla. È grave?

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  11. Cara Paola mi è capitato di leggere qualcosa sul blog della Miriano (dopo che "sommessamente" e senza farne il nome l'avevi citato sul tuo blog...), ma poi ho smesso, e ho continuato a guardare scarpe su yoox, che brutta malattia la shopping-ite...
    Ora leggerò ancora qualcosa di suo e forse comprerò un paio di scarpe in meno...
    sulla questione velo chador e burqa che sia bisognerebbe aprire un dibattito a parte, e forse noi "occidentali" non dovremmo giudicare l'uso del velo in paesi di cui poco comprendiamo la cultura, te lo dico io che in paesi come lo Yemen, Siria ci sono stata da turista prima che nascesse il Sonte, e le donne li non mi sono sembrate "costrette" ad indossare il velo, mi sembrava che lo facessero per tradizione, come le donne velate di nero al sud, questo lo scrivo da ignorante in materia, anzi quando fotografavamo queste donne, a loro volta ci fotografavano come se fossimo noi ragazze in maglietta e pantaloni i fenomeni da baraccone. Dopo questi viaggi ho approfondito solo un po' (purtroppo) la mia conoscenza del libro del Corano e della cultura araba...
    La nascita della mia Pupetta è prevista per il 20 maggio.
    Ilaria

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  12. Maraons, inauguro i miei commenti sul tuo blog per autodenunciare la mia mancanza e confessare che non so chi sia la signora sottomessa in questione. Se ho tempo, mi informo, oppure no, ché tanto di gente che si ama maltrattarsi (o punirsi, o umiliarsi) e lo fa con gioia ce n'è tanta. C'è anche chi si fa fare la pipì addosso da qualcuno e lo trova il massimo dell'intimità, e t'ho detto tutto. Io preferisco se a sottomettersi in casa, tipo alla punizione del lavaggio piatti, è il mio fidanzato, quindi non faccio testo (e soprattutto non posso far parte della meravigliosa platea di cui parlava la signora).

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  13. Ciao Paola.
    Anch'io seguo la Miriano per un processo di attrazione-repulsione, tant'è che le ho recensito anche il libro sul mio blog.
    Dice un sacco di cose che condivido e un sacco di cose che non condivido.
    Penso che sia tutt'altro che sottomessa e che l'insistenza con cui sottolinea le sue presunte mancanze per esaltare le doti di chi le sta accanto le permetta di tenere saldamente il marito per le palle. Come fatto da milioni di donne nei secoli dei secoli.Amen.

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    1. vero, verissimo, ma allora è in mala fede, e strumentalizza. detesto questo.

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  14. Comunque un paio d'anni dopo Sting scrisse un altra bella canzone intitolata "If you love somebody set them free". Amo entrambe, ma ammetto di preferire il testo della seconda.
    E forse farò una visitina alla Miriano, per il piacere di scandalizzarmi un po'. Evitando con cura di commentare, credo.

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  15. Per curiosità ho fatto un salto sul blog della persona che hai citato. Mamma mia che accozzaglia di sciocchezze. Per divertimento ho commentato, vedremo che succede, anche se non credo che mi pubblicheranno.

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    1. ah poi mi faresti sapere? mi interessa molto.

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    2. Ovviamente non ha pubblicato. Per divertimento ne ho lasciato un altro. Tutti commenti corretti, sia chiaro, solo in controtendenza ;-)

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  16. ...io la chiamo la "canzone dello stalker"... Chiara

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  17. Sono una novellina alle prime armi, ma il blog di questa signora mi sembra abbia una connotazione sadomaso atroce e, temo, pericolosa. Avevo sentito parlare dei suoi libri, ma speravo fossero stati un flop...
    Fortunatamente sul web ci sono anche blogger mamme consapevoli di avere un valore che va ben oltre la sottomissione al marito e, diciamolo, anche ben oltre la maternità.

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    1. in effetti a me pare pericoloso il messaggio che veicola. si è realizzate appieno solo se mogli (sottomesse) e naturalmente madri. questo traspare. mi piacerebbe sbagliarmi, ma temo di no

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  18. Vado off topic e provo a vedere se ho indovinato: nelle facce dei 30 blogger sei quella col ciuccio e catenella, vero?!?
    :-D
    fra

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    1. ahah brava che sei andata off topic. speravo che qualcuno mi notasse lassù :-) e comunque sì, sono io!

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  19. ho 38 anni e un sacco di capelli bianchi, ogni mese se non faccio la tinta mi sento a disagio, brutta, vecchia, trascurata e sciatta.
    e invidio le donne col velo. velo in testà, et volià, problema ricrescita risolto!
    v@le

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    1. ahah sai che ci avevo pensato anch'io?

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  20. Guarda, non so per quale strana coincidenza, ma ho appena finito di leggere un articolo del blog di Costanza Miriano.
    Non so perché non abbia pubblicato i tuoi commenti.
    Ma il suo libro, regalatemi da un'amica, è e rimane una versione molto ironica della donna e della moglie.
    Poi, scusami ma non capisco ancora il perché nel 2015 bisogna giudicare le persone in base all'abito.
    Non capisco nemmeno l'attinenza con quella mamma italiana in burqa.
    La libertà, in Italia, come in qualunque paese occidentale, è, per l'appunto, di potersi vestire come si vuole, infatti la mamma in burla o chador ha potuto scegliere.
    Nei paesi musulmani le donne sono obbligate a coprirsi, non possono seguire nemmeno le funzioni religiose, ti pare poco?
    Non capisco proprio come si faccia a non vederle queste differenze sostanziali.
    Una donna come Costanza Miriano può benissimo vestirsi in maniera femminile senza venir meno alla sua intelligenza.
    Sei donna anche tu. La visione per cui in base a come ti vesti dici che testa hai è una visione del tutto maschilista.
    E tu sei una donna, come me, se domani vuoi metterti una minigonna e i tacchi sei te stessa ugualmente e non hai perso improvvisamente qualche neurone. Anzi, hai potuto scegliere.

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    1. Scusa se mi permetto: ma chi ti dice che la donna con lo chador abbia potuto scegliere? Il fatto di risiedere in Italia non è certo garanzia di libertà in sede familiare, come si può evincere da diversi fatti di cronaca.
      francesca

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  21. scusa Ktml ma non capisco cosa vuoi dire. il punto non è che la Miriano si vesta o meno in maniera femminile o smaccatamente sexy come spesso fa. buon per lei. e, certo che può farlo senza venir meno alla sua intelligenza. il problema della Miriano è un altro. poi sono contenta che tu abbia trovato molto ironico il suo libro. io l'ho trovato fastidioso e irritante. a tratti semmai la trovo divertente sul blog. soprattutto mi infastidiscono a) la sua mancanza di onestà intellettuale perché altrimenti pubblicherebbe i commenti e b) il desiderio di strumentalizzare il concetto di sottomissione. la sottomissione di Miriano non ha nulla a che vedere con quella della donna in chador al laboratorio di produzione bambole, te l'assicuro. credevo di aver reso l'idea ma evidentemente non abbastanza.

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  22. Ciao Paola, seguo da sempre il tuo blog, e sempre lo farò. Imparo sempre qualcosa,dai tuoi post, e questo è davvero molto bello. Complimenti e grazie. Sally

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  23. Prima mi eri simpatica, apprezzavo il tuo stile e i tuoi racconti. Adesso quasi stampo questo pezzo e lo appendo in ufficio. E' da quando c'è stato quel vergognoso convegno, e rivendico con orgoglio l'appartenenza ai 4 pirla, che sento un prurito ma un prurito che proprio non se ne va. Gente come la Miriano e Adinolfi andrebbe spazzata via dal totale disinteresse, per loro e per le schifezze che dicono e scrivono. Grazie per quello che hai scritto, ciao, Valeria

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  24. grazie a te. sai che ho letto l'attacco del tuo commento e pensavo che scrivessi: "Prima mi eri simpatica, adesso mi stai sulle scatole". mi ero preoccupata! :-)

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    1. Hai ragione, rileggendolo poteva sembrare proprio un "attacco"....;) Mi avete fatto venire la tentazione di andare sul blog della Miriano a dare un'occhiata ma per oggi mi sento di voler evitare il mal di fegato. Magari ci andrò in un giorno di buonumore inscalfibile.

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  25. Il commento de "Lanoisette" dice tutto e molto meglio di come lo farei io.
    Quindi sappi che ti stimo e concordo con te e con lei.
    Per la cronaca: qualche mese fa mi sono imbattuta nel blog della Miriano e anche io ho provato a commentare.
    Censurata senza neppure risposte sdegnose!!!
    In ogni caso, leggendo i suoi post mi sono fatta l'idea che sottomesso sia il marito, altro che lei!!!!

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    1. vero! me lo immagino come un succube fuco... poi chissà

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  26. cara Paola,
    alla fine ho pensato che forse può servire rendere noti i risultati parziali della mia piccola ricerca privata sui cattolici fondamentalisti, per non giudicare una donna dal suo vestito ma, come si dice, dai contenuti. Ecco qui dunque le tesi che sono riuscita a distillare dal Convegno sulla famiglia milanese, da onesta cronista, omettendo il folklore e le osservazioni sulla platea. Quelli tra parentesi sono i pensieri miei.
    1. La maternità non è sufficientemente sostenuta dallo Stato e in generale dalla società (vero, soprattutto pensando alle lavoratrici precarie).
    2. La differenza di genere maschio-femmina è un preciso confine di natura, dato dalla nascita e invalicabile per tutta la vita della persona, pena il “peccato” o comunque l’infelicità (molto falso e molto pericoloso; lo dicono la scienza, la storia e l’esperienza personale. E sotto sotto, perfino il Papa, che oggi ha ricevuto un transessuale).
    3. Le mamme che lavorano, se potessero, preferirebbero non lavorare (falso, però ne conosco molte che vorrebbero lavorare in un altro modo).
    4. Gli uomini che fanno le pappe e cambiano i pannolini diventano “droni asessuati”(sic) (questo è troppo facile, a Miriano piace assai provocare).
    5. La teoria che il “tempo di qualità” passato con i figli piccoli compensi le assenze materne è una solenne minchiata (vero, è una solenne minchiata).
    6. I cattolici hanno il preciso dovere morale di opporsi al matrimonio gay (non se ne vede il motivo; le unioni gay non minacciano in alcun modo il matrimonio cattolico).
    7. I cattolici “lo fanno meglio” (sic) perché sono consapevoli del valore sacro dell’atto sessuale (mancano le statistiche...).
    8. La maternità surrogata o utero in affitto è un atto contro natura (Non ho ancora un’opinione precisa ma ammetto che la pratica della maternità surrogata mi turba).
    Baci, Monica

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    1. grazie Monica per le tue idee sempre stimolanti e per il garbo che ti contraddistingue e a cui, neanche volendo, sapresti rinunciare. brava brava brava. brava giornalista e brava persona (nel senso più alto del termine)

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    2. Lupa Solitaria28 gennaio 2015 09:12

      molti spunti! io sul punto 3 sono d'accordo, se potessi preferirei non lavorare ANCHE fuori casa.

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  27. ...non sono una femminista, forse nemmeno lo so cosa voglia dire veramente essere una femminista...il punto non è questo, credo. Qui c'è qualcosa di molto più pericoloso. parlo per esperienza. Mi sono sposata molto giovane, per amore e credendoci fortissimamente, desideravo con tutte le mie forze una famiglia felice, serena ...il mio sogno...purtroppo solo un sogno. Pur di realizzarlo mi sono spesso accontentata, troppo spesso, ho accettato, sopportato, subito...e poi...non è più bastato. Nemmeno la mia accondiscendenza, la mia "sottomissione" ad un certo punto sono stati sufficienti...perché dopo un bel po'ci si stanca anche di questo, ci si annoia e si vuole altro, così fanno i bambini viziati e capricciosi... e allora, come liberarsi di questa moglie ormai diventata un fardello? di una donna che non serve più perché non ti serve proprio come vuoi, non stira esattamente come comandi, non sistema in quel preciso modo o si permette di avere anche delle opinioni? come liberarsene senza tutte quelle seccature e perdite di denaro che comporterebbe la separazione? ...facile: la moglie deve morire. Semplice. Per un uomo che pensa che la sua compagna non sia altro che la sua appendice è logico ritenere che abbia anche questo diritto. E così è successo. Viva solo per miracolo. Questo per dire che avere una visione distorta e malata della realtà non è solo opinabile, ma molto, molto pericoloso...spesso addirittura letale.
    Paola, non so se ti ricordi di me, se hai capito chi sono, ti chiedo e vi chiedo scusa, preferisco non firmarmi, ma ci tenevo a lasciare questa testimonianza, per me è importante. Un bacio a tutte.

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    1. Questo messaggio vale piu'di ogni altro commento postato sopra. Ho le lacrime agli occhi. Grazie, anonimo.

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    2. io mi ricordo di te, anonima.
      e non ho altre parole se non "grazie" per averci ricordato il rischio che si corre a propagandare pensieri meschini come fa la miriano.
      o.p.

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  28. tesoro, certo che mi ricordo, e grazie per avermi riscritto. grazie per la fiducia che riponi in me, in noi. e acc, doppio acc, alla miriano e quelle come lei, che secondo me veicolano messaggi pericolosi: tipo che la donna deve sopportare, o anzi "scegliere di servire", in nome di un legame stabile e di una prevaricazione scambiata per amore. che, come nel tuo caso, può arrivare a estremi crudeli. non posso sapere cosa hai passato, non ero lì. ma da lontano ti ammiro, ti sostengo, e ti mando un caldo abbraccio.

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  29. ps non intendo naturalmente dire che tutti i rapporti conducano a questo genere di prevaricazione. però a volte il confine è sottile, e occorrerebbe mettere in guardia le ragazze, non invitarle tout court a subire - a essere "messe sotto". posso solo immaginare il fastidio che questa espressione ti arreca.

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  30. Ciao a tutte! Credo che i titoli dei libri della Miriano non le rendano giustizia...o almeno, sono atti a creare dei grandi polveroni che spesso sono lontani anni luce dai contenuti espressi. Personalmente seguo con interesse la Miriano anche per un motivo molto personale. La mia è una storia abbastanza singolare. Ho avuto modo di avere in casa e condividere lo stesso tetto con due persone molto importanti nella mia vita ed il paradosso è stato che uno apparteneva alla massoneria, l'altro all'Opus Dei. Questa dicotomia apparente mi ha spinto a studiare molto...anche per motivi affettivi, ( il mio papà naturale era massone, il mio papà putativo era dell'Opus Dei) e ho scoperto davvero un miliardo di cose che mi sfuggivano e quante relazioni vi sono tra le ideologie opposte che poi hanno un riscontro nella realtà. Il tema della donna è un tema molto caro ai massoni quanto ai cattolici. La donna è la cartina di tornasole, è il perno che fa la differenza. L'unicità dell'essere donna, i suoi talenti e le sue potenzialità fanno paura perchè la donna è davvero capace di fare la differenza e di imprimere un andamento all'altalena della vita...ed il suo campo di battaglia è la quotidianità. E' nelle piccole cose ed attraverso le piccole cose che si guadagna campo e questo lo sanno tanto i massoni quanto i cattolici. E' per questo che troppo spesso il ruolo della donna nella società è stato manipolato a seconda della convenienza...la donna è stata sezionata, psicanalizzata, sottomessa nel termine più volgare del termine. La sottomissione della Miriano non è da intendersi come una sorta di prevaricazione da parte dell'uomo e della società, ma un mettersi sotto a base, a fondamento, a reggere perchè la donna ha la forza e le capacità la stabilità e l'equilibrio che spesso all'uomo mancano. Riscoprire questa forza mette le donne un gradino più in alto rispetto agli uomini, che spesso hanno bisogno di essere indirizzati, guidati per mano, proprio perchè spesso accecati dalla loro stessa forza e dal loro egoismo. Se la donna cominciasse a sentirsi non al pari dell'uomo ma a riconoscere dei talenti che sono in grado di trascinare, coinvolgere addirittura da risultarne superiore saprebbe anche percepirsi non come il sesso debole ma il sesso forte, talmente forte da saper trasformare i ruoli che secondo la società sono improduttivi ( come essere casalinga per esempio) come il punto base e di partenza per costruire e costruirsi una società sicuramente più giusta ed equa, non perchè uguale agli uomini ma proprio perchè diversa. Pensate che mio zio massone, ( vi ricordo che per secoli la donna non ha potuto avere accesso alla massoneria) diceva che la donna è "sangue prestato", un pò il concetto dell'utero in affitto. Una differenza fondamentale tra le diverse mentalità ve la posso sottolineare riportando un episodio accadutomi da piccolina. Mio zio, massone, mi portò a sciare. Io ebbi un attacco di panico...gli scii non mi piacevano, avevo paura. Non vi dico che scenata e che rimproveri ebbi...un predicozzo sul fatto che ero debole, vittima delle mie pulsioni, incapace di controllarmi...Non vi dico l'umiliazione, il senso di frustrazione e di fallimento che insieme ad altri episodi mi hanno portato a ripetere la stessa sensazione anche in altri ambiti della mia vita. Di contro il mio papà putativo ( cattolico) prima di condurmi ad uno sport mi chiese: Potolina, per cosa ti sentiresti predisposta? Tu prova, se non riesci tenta qualche altra cosa, scopri quello che sei e scoprirai quello che vuoi. Ecco, i libri della Miriano, mi hanno aiutato ad accettarmi per quella che sono e non per quello che la società vuole che io sia, e la mia battaglia è il mio quotidiano nel quale apro le porte solo a hci è capace di vedere me, Potolina, e non quello che gli altri vogliono che io sia...prima di ogni ideologia viene la persona...e non viceversa. Grazie per avermi permesso di dire la mia! Spero di non aver annoiato nessuno! Baci

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    1. Davvero molto interessante Potolina, resta il dubbio sul perché, per significare "accettati (e aggiungo, amati) per quella che sei", il cattolicesimo fondamentalista scelga una parola ambigua, provocatoria e sostanzialmente sbagliata come "sottomissione". Monica

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    2. secondo me perchè con tutta la produzione di libri sull'universo femminile con un altro titolo il libro non se lo sarebbe calcolato nessuno :-P...invece all'epoca di San Paolo "sottomissione" significava "dedicazione" ossia dedizione al lavoro, alla famiglia, al marito ecc...ossia la disponibilità a concentrare e dare, donare, mettere a disposizione le proprie energia per qualcosa o per qualcuno.

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    3. ai giorni d'oggi il termine "sottomissione" ha assunto un'accezione negativa perchè la nostra società si fonda sulla lotta per la sopravvivenza...mentre chi è veramente libero è contento di dedicarsi di sua spontanea volontà ad un hobby, un interesse, un amore...ossia mette alla base ( cioè sotto) la propria missione , la propria volontà , le proprie energie e costruisce il rapporto su questa sottomissione, ossia su questa dedizione.

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  31. p.s. e comunque non ho mai visto nessuna donna "sottomessa" "massacrare" gli uomini così come fa Costanza Miriano ... nemmeno la più accanita delle femmiste ci è mai riuscita! :-P

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  32. Non posso esimermi dal commentare di nuovo (scusa paola!!)Potolina, ho letto con attenzione quello che scrivi, e il problema è proprio in quello che tu hai spiegato pensando di migliorare il concetto espresso dalla Miriano: la donna debole e sottomessa che ha bisogno di un uomo che la guida, oppure l'uomo egoista che ha bisogno di una donna che lo sostenga? Mi sembrano entrambi concetti sbagliati. Io non ragiono secondo questa logica: io ragiono in base alla singola persona, che ha la sua forza e la sua debolezza, e in base a queste costruisce i suoi rapporti sociali. Quelle che fai sono, secondo me, generalizzazioni. E secondo me generalizzare è sempre sbagliato.

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    1. non lo so...a suo tempo anche Aristotele ha generalizzato dicendo che l'essere umano è un animale sociale, nel senso che non basta a se stesso per potersi realizzare...ed effettivamente io personalmente ho bisogno degli altri, amiche, amici, parenti, familiari, marito, figli, per mettermi sempre in discussione e venire fuori in qualche modo. Il confronto con gli altri, come questo ad esempio, non può non arricchirmi e devo dire che proprio perchè uomo e donna sono profondamente diversi non potrei pensare di non poter condividere il mio futuro senza mio marito, il suo punto di vista , la sua peculiarità di essere uomo. Io credo nelle differenze tra individui, tra persone e tra uomini e donne...credo sia una grande ingiustizia non sottolineare l'unicità di ciascuno e comunque nel mio piccolo non ho ancora incontrato nessuno che non sia realizzato in un rapporto di relazione...Se riusciamo ad uscire dall'ottica di relazione basata sulla lotta, su chi è più forte o migliore riusciremmo anche a scrollarci di dosso tutti i pregiudizi che hanno affibiato alla donna un ruolo di sottomissione nella storia. Condivido quello che dici a proposito del fatto che ognuno ha la sua forza e la sua debolezza...ma in un rapporto a due, d'amore, mi chiedo cosa ci sia di male se l'uno può compensare delle mancanze dell'altro? Non è un sostenersi a vicenda? Se io, per esempio, persona ansiosa all'ennesima potenza, incontro un uomo, quale mio marito, che invece è uno che mi può ridimensionare per il mio bene, perchè dovrei sentirmi inferiore o sottomessa se può darmi qualcosa che io non ho? Io non ci trovo nulla di umiliante sinceramente...lo dico anche proprio nel senso pratico...se non riesco ad aprire un barattolo di pelati ma che male c'è se "sfrutto" la forza di mio marito che invece entra nel panico quando magari deve fare gli auguri al parentado e si serve della mia diplomazia per poterlo fare? Chi stabilisce chi è meglio o peggio? Chi stabilisce chi è più forte e perchè? Scendendo nel particolare, se i miei sbalzi ormonali dovuti al ciclo mi fanno essere isterica ed invece la stabilità ormonale di mio marito può fare uscire qualche parola di conforto dalla sua bocca in quei miei momenti, mi dici che male c'è? Mi dovrei sentire "sottomessa" solo perchè mi sto appoggiando al suo sano equilibrio ormonale? Non credo sinceramente. E scusami se ho fatto esempi di vita banali...ma in fondo la quotidianità è fatta di queste cose e non di paroloni che non hanno riscontro nella realtà...

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  33. Potolina, qualunque parola italiana che possiamo reinterpretare alla luce della propria radice greca o latina acquista sicuramente una sfumatura semantica diversa. Ma questo tipo di dialettica, molto amata dai fondamentalisti, è disonesta. Chi oggi dice "sottomissione" parla l'italiano del Ventunesimo secolo, e sottoscrive il significato che la parola ha nella nostra comunità linguistica OGGI. E' una brutta parola, punto. Ci stanno dentro le violate, le vendute, le plagiate, le ammazzate. Chi lo dice deve prendersene la responsabilità. La generosità, la dedizione, lo spirito di sacrificio, la femminilità, il pudore stanno in altri campi semantici. E, per ogni evenienza, hanno un sacco di sinonimi. (Monica)

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    1. io non credo che esista un "pensiero unico" che abbia le risposte a tutto. Credo invece che ogni cosa va vista nel proprio contesto...in questo contesto, è la Miriano che usa un termine per il suo libro. E la licenza poetica è concessa a tutti. Ma visto che la Miriano prende parole antiche , nello specifico San Paolo,è giusto capire perchè lo fa. Magari se il titolo fosse stato usato da un Corrado Augias o dalla Gruber magari sarebbe stato un titolo di denuncia. Tu mi hai chiesto come mai si è scelta questa parola per il libro ed io ti ho spiegato perchè avendolo letto...se mi chieseddi perchè un libro si intitola "I mostri della ragione" te lo spiegherei...ma non a cavoli, ti direi l'autore, il motivo perchè ha scelto il libro e che "mostri "non si intende come comunemente si crede un essere repellente che fa paura ma un prodotto della nostra società...:-)

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    2. non lo so...è come se dicessi " vado a vedere un film in 3D senza gli occhialini appositi"...che senso avrebbe? Un bacio e grazie a Paola per permetterci il confronto...

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    3. Grazie Monica, hai dato una lucida interpretazione e sei riuscita a ricontestualizzare l'assurdità di un libro per le donne invitandole ad essere sottomesse.

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  34. ciao potolina, grazie per il contributo intelligente e informato. monica però ha ragione, è su questa ambiguità che si gioca il grosso della questione. cosa vuol dire essere sottomesse? purtroppo il primo significato non è "essere pietra fondante". io poi sarei personalmente arcistufa anche del pensiero opposto, quello che tu ben descrivi e che vedrebbe la donna come "un gradino più in su"; creatura nobile che può in sostanza arrivare dove l'uomo nemmeno immagina. trovo invece molto interessante e centrata la prima parte della tua riflessione: la donna, sostieni, è usata da secoli come perno, cartina di tornasole, etc... ed è esattamente quel che sta facendo Miriano. in pratica strumentalizza se stessa (in quanto femmina) per emergere (in quanto individuo). grazie infinite per gli spunti! se fossi la Miriano ti avrei censurato :-)

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    1. "se fossi la Miriano ti avrei censurato"....mi hai fatto morire dal ridere , giuro ! ;-P

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  35. ps: sempre @Potolina. sei troppo intelligente (e si vede da quel che scrivi) per citare tra gli esempi i tuoi sbalzi ormonali versus la stabilità di tuo marito. questo sì, simbolicamente te lo censuro.

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    1. grazie per il complimento...si vede che non mi conosci :-P ! ...ad ogni modo ti assicuro che i miei sbalzi ormonali hanno un effetto devastante su di me, su mio marito, sui miei figli, sui vicini di casa e soprattutto sui miei neuroni! :-P p.s. se fossi Potolina mi censurerei anche io in quei momenti! :-P

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  36. a me ribolle il sangue. Ho 56 anni, ho vissuto i primi collettivi femministi, le prime manifestazioni, il senso di ciò che significavano. Ho vissuto il referendum sul divorzio, pur non potendo votare perchè ero minorenne, il referendum sulla legge sull'aborto( non sull'aborto, come è più semplice dire: sono cose diverse), ho vissuto rapporti basati sulla continua ricerca della parità, pur nella diversità che c'è tra uomo e donna, basati sulla condivisione, sul confronto. Sentir parlare di sottomissione con accezione positiva.......mi fa male al cuore.Pensare che ormai le donne siano così risolte da poter essere " sottomesse" per scelta mi fa inorridire: non costa molto guardare dietro l'angolo. E l'angolo non è mai, purtroppo, così lontano dal nostro mondo occidentale. Emanuela

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  37. Da lettrice occasionale di questo blog, che trovo molto ben fatto e divertente, mi permetto di fare notare che l'onestà intellettuale imporrebbe di 1. Citare il titolo del libro correttamente 2. riconoscere all'autore la facoltà di intitolare il SUO libro come crede 3. (riferito solo ad alcuni dei commenti che mi hanno preceduto) avere letto un libro prima di parlarne. Antonietta

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    1. Ma perché tirare in ballo l'onestà intellettuale? Si tratta solo di un refuso - il titolo corretto del libro, che per onestà intellettuale, visto che l'ho sbagliato, lascerò scorretto lassù in cima al post, è Sposati e sii sottomessa. Grazie per la precisazione. La mia svista nasce dal fatto che il corrispettivo maschile per qualche misterioso motivo si intitola Sposala e muori per lei. 2. certo che l'autore può intitolare il suo libro come crede! nessuno ha mai detto il contrario. per me può anche intitolarlo "cacca", se ritiene. 3. per parlare del libro della Miriano basta leggere il suo blog. grazie Antonietta, perdonami l'irriverenza.

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  38. Grazie per la discussione onesta e profonda... e grazie Potolina (mi fa un po' ridere il tuo nick!) per la ricchezza di idee! Mi fa riflettere meglio sul perché idee e atteggiamenti come quelli che porta avanti la Miriano mi infastidiscono tanto e mi fa andare un po' più sotto un generico femminismo e di rispetto per chi ci ha regalato possibilità che qualche decennio fa sognavamo solo (che già è una motivazione mica da poco). Quello che c'è stato in questa discussione sul blog mi sembra mancare nei ragionamenti della Miriano (e di altri, da una parte e dall'altra della barricata). L'ironia, la provocazione culturale, gli artifici dialettici e la tendenza a elaborare una generalizzazione "alta", da soli, rischiano di diventare un esercizio di stile snob e insensbile. L'ironia, anche se è autoironia, rischia di svilire e sminuire la storia e l'esperienza degli altri. Rischia di restare chiusa nella sua intelligenza e non rendersi conto delle ricadute che il pensiero ha sulla realtà. Si può teoricamente sezionare, rigirare e nobilitare la parola "sottomissione", ma se nella realtà porta con sé concretamente l'odore e il rischio della sopraffazione non va bene e basta. Così come restare chiusi nella propria ottica, nelle proprie storie singolari, senza il coraggio di aprirsi alla discussione fa mancare consistenza e profondità a quello che si dice. Grazie perché invece in questa discussione ho trovato il pensiero delle idee e il cuore dell'esperienza di ognuno!
    Lucia

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    1. grazie a te Lucia per la tua attenzione, per le acute osservazioni... e per il tuo cuore.

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  39. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  40. ** ripristino dopo autocensura - per restare in tema - causa errata corrige grammaticale **

    Vi ringrazio sinceramente per questa preziosa discussione, che mi ha aiutata a chiarire le idee nebulose nate dalla lettura del libro succitato.
    Questo mi è stato regalato da una cara amica, con cui ho spesso proficue chiacchierate sulla nostra diversa visione del mondo; perciò, scansato l'enorme punto interrogativo al neon materializzatosi nell'aria all'apertura del pacchetto, con un'alzata di spalle ho deciso di approfondire.
    Animata da forza di volontà e spirito di confronto - e armata di una simbolica molletta da bucato da pinzare sul naso all'occorrenza - sono riuscita a finirlo (quasi, ad essere onesti ho saltato qualche paginetta..), e anche a spremerne qualche goccia di succo di verità.
    Credo che alla luce di questo fertile scambio di pareri lo rileggerò sottolineando e prendendo appunti, poi ne riparleremo: non mi sento abbastanza preparata per rispondere in altro modo. Per ora, quello che ho portato a casa - scremando ettolitri di falsa autoironia travestita da modestia, e ridacchiando divertita qua e là - è stato qualcosa come "la felicità della coppia è figlia del tuo rispetto verso la persona che ami". Amen.
    Grazie Paola per aver fornito questo spunto, tra una pagina e l'altra mi ero giusto chiesta quale sarebbe stata la tua opinione.

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  41. Paola, d'accordo su tutto ma sono convinta che il chador (magari non il burqa eh) possa essere scelto. Le femministe iraniane degli anni 70 lo portavano con convinzione come distinzione del loro femminismo da quello occidentale.
    Ma scelta consapevole o no, la cultura a volte è così radicata nel singolo da sembrare naturale. Per me è naturale mangiare la pasta. Tu dirai che però posso decidere di non mangiarla e nessuno (?) Mi obbligherà a farlo. Allora diciamo che per me è naturale fare ampio uso di minigonne. Non sono appariscente e in minigonna mi sento a mio agio. Ma se domattina io volessi presentarmi in ufficio con palandrana e velo, pensi davvero che potre scegliere di farlo? Io credo di no, e questo mi fa percepire la mia minigonna come una scelta meno scelta di quello che credevo.
    Un abbraccio.

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