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giovedì 12 febbraio 2015

Come sopravvivere a un vegano (e ad altri eventi della vita)

Una storia vegan.
Oggi esce il mio romanzo!
Sei anni fa - avevamo entrambe partorito da poco, io il Pupo, lei la sua primogenita, aka la Bambina Empatica - la mia amica storica mi ha annunciato che sarebbe diventata vegana. Il suo compagno pensava già da tempo che quello fosse l’unico modo giusto (e degno, ed etico) di nutrirsi. «Proprio tu, P., che vivresti di sushi e salumi?» le chiesi quando, superato lo choc iniziale, riuscii a pronunciare una frase di senso compiuto.
Fare a meno La mia amica Paola - si chiama così - ha trascorso gli ultimi anni a studiare e impratichirsi. Ha svezzato e cresciuto vegane sia la Bambina Empatica che la Bambola-Terremoto (la sua secondogenita, che oggi ha quattro anni). Ha praticato una sorta di epurazione costante e progressiva: chi mangia veg in genere è anche green nell'animo, o è destinato a diventarlo. E così - incoraggiata e sorretta dal suo compagno - ha eliminato l'auto, rinunciato ai viaggi aerei, ai detersivi, ai capi d'abbigliamento che contenessero anche solo un centimetro quadrato di pelle e una serie di altre cose che non vi sto a dire ora ma che poi leggerete.
Salvare il mondo Il compagno della mia amica è una specie di irreprensibile supereroe vegano. Per lui non esistono azioni neutre: di ogni cosa si chiede se sia buona o cattiva, se faccia bene al pianeta oppure no. Boicotta il circo. Raccoglie e salva piccioni feriti. Non uccide nemmeno camole, tarme e zanzare. Frequenta comunità tipo Ippoasi e fa meditazione Vipassana.  Come un saltatore in allenamento, sposta ogni giorno l’asticella. Sempre più in alto. Sempre più santo. Si informa, studia, cita statistiche: «Chi non mangia carne può salvare fino a 50 animali all’anno», ripete sempre alle sue bambine.
Livin' la vida vegan La scorsa primavera, il secondo choc: Paola è tornata onnivora. Ha capito e deciso che la vita veg non faceva più per lei. «In fondo, sai, ero una cos player vegana», mi ha confessato. E così, assieme abbiamo pensato di scrivere un libro ispirato alla sua storia, che è poi la storia di tanti. Oggi in Italia, secondo l'ultimo rapporto Eurispes, i vegetariani sono quattro milioni e 300.000, i vegani più di 400.000. Una dieta “verde”, ci viene detto e non a torto, protegge da tumori e cardiopatie, è altamente sostenibile – produrre un chilo di carne per esempio costa quanto produrne dieci di cereali – e, naturalmente, cruelty free. Ma non è per tutti.
Sgombrare il campo dai dubbi Il nostro libro avrebbe dovuto intitolarsi Come sopravvivere a un vegano (e ad altri eventi della vita). Però, dopo averlo letto, l'editore ha commentato: «Ehi! Non è un manuale semiserio come pensavamo all'inizio... è un vero romanzo!». E così, felici di aver ricevuto una promozione, gli abbiamo cambiato il titolo e l'abbiamo chiamato Straziami ma di tofu saziami. Io credo che, proprio come questo blog, Straziami vi farà ridere, riflettere e pure commuovere. Spero che amerete questo mio figlietto come amate Ero una brava mamma. Dal canto mio, scrivendolo, ho capito tante cose: per esempio che per essere buoni vegani non ci si improvvisa. Che occorre studiare gli esatti equilibri tra verdure e legumi, attrezzarsi a uno slalom virtuoso tra solanacee, seitan e besciamella di soia, compilare accurati elenchi di cibi proibiti, prevedere qualche integratore (di vitamina B12, per esempio); essere particolarmente cauti se nella scelta dei genitori sono coinvolti anche i figli, verso i quali buon senso vorrebbe – ma non sempre è così – che ogni rigidità sia vietata. Potrei andare avanti per ore, ma (per ora) mi fermo qui.



                                          

63 commenti:

  1. Io che sono un onnivoro non so se ce la farò a leggere un libro che parla di "Veganesimo", ma visto che eri una brava mamma prima di avere figli sicuramente sei una brava scrittrice prima di essere vegana

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  2. molto bene, sono impaziente di leggerlo perché anche io nell'ultimo anno ho provato ad avvicinarmi a quel modo di mangiare , informandomi, facendo corsi di cucina naturale, leggendo qualcosa su Steiner e la biodinamica (!!) . folgorante fu l'inizio del libro di Safran Foer (nel senso che il libro non l'ho mai finito) ma più vai avanti più ti si apre un mondo e non sempre tutto quel che scopri è adatto a te.io sto cercando di non farmi troppo intimorire dagli aut aut talebani e a modo mio cerco di prendere ciò che nel vegano c'è di buono per me. la cosa che giudico più positiva è quella di prendere coscienza di quel che mangiamo e di quanto sia importante per noi e per l'ambiente.ma non riesco a rinunciare completamente a tutto ciò che è di origine animale. e poi parlando di figli, il mio è essenzialmente carnivoro (essendo gruppo 0...a proposito vogliamo parlare anche del delirio della dieta gruppo sanguigno?) ...vabbè non vedo l'ora di leggerti...ma se non ho capito male SU IBS POSSO COMPRARE IL TUO LIBRO vero? :-) sei sempre sul pezzo!! ti adoro

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    1. sì lo puoi comprare! tra l'altro è un ottimo libro di ben 340 pagine. ne sono molto orgogliosa.
      la dieta del gruppo sanguigno è una delle tante cose meravigliose che il mondo moderno ci regala

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  3. io amo il compagno della tua amica, è il mio eroe

    manu

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    1. eh ma aspetta dovresti conoscerlo!

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  4. Ma non ci diventerai mica vegana pure te, Paola?!

    comunque, meno male che c'è il lieto fine e la tua amica ritorna onnivora, altrimenti non ce l'avrei fatta ad affrontare la lettura... ;-))

    complimenti vivissimi!
    franz

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    1. no io non divento vegana! reducetarian però (un pochino) sì. fammi sapere che ne pensi quando l'avrai letto! e grazie!
      ps guarda che il finale del libro, però, potrebbe essere diverso :-)

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    2. reducetarian mi piace tantissimissimo! ho calcolato che mangio carne mai piu' di una volta alla settimana, in media ogni due ma casco solo sull'affettato.
      Ti diro' che il vegano ha sempre attirato anche me, ma niente da fare, mi scontro sempre con due o tre punti fondamentali che non mi vanno giu.
      Ti faremo mille recensioni ;-)

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    3. grazie! ma chi sei?
      quali sono i punti che non ti vanno giù?

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    4. oh scusa, sono sempre la franz!
      [disclaimer, ho scritto troppo: salta ai punti 1,2.. per non annoiarti troppo!]

      il mio "studio" personale è stato lasciato a metà, quindi ti lascio le impressioni avute dai vegani letti online.
      Qualche mese fa mi sono iscritta a un gruppo di avvicinamento al veganesimo, perchè non sono cosi cattiva come sembro e sono anzi un bel po' ossessionata dall'esaurimento delle risorse del ns caro pianeta.
      Mi preoccupa anche molto la qualità di quello che mangiamo. Sono un'ossessiva dell'etichetta (si, leggo tutta la lista degli ingredienti, non spingetemi con il carrello!), non amo la carne, e mangerei solo cose fatte in casa.
      Avevo tutte le carte in regola per seguire questi 21 giorni di ricette proposte giorno dopo giorno, con tanto di lista per la spesa.
      Ho mollato dopo poco perchè i discorsi erano sempre gli stessi:

      1) basi scientifiche traballanti. Che il veganesimo sia l'UNICA dieta che faccia bene all'uomo non è mai stato provato da nessun organismo sanitario ufficiale. No, il China Study non conta. Non c'è nessunissima prova che poca, poca poca carne faccia male. E allora perchè negarmela.
      2) Il latte fa male, come sopra. A un certo punto, se leggevo ancora una volta la frase "siamo gli unici mammiferi che bevono il latte di un altro animale", mi si ruotavano gli occhi all'indietro e usciva schiuma dalla bocca.
      3) La parte etica mi interessa solo in parte: sono assolutamente contro la sofferenza degli animali in vita, e quindi aborro la carne di provenienza da allevamenti intensivi, ma il maiale cresciuto da mio zio in calabria nei boschi, libero di trotterellare e mangiare ghiande a gogo? Lo mangio senza rimorsi.
      4) la parte ecologica: ho trovato un'interessantissima discussione su wikipedia in cui si cercava di analizzare l'impatto ambientale di agricoltura vs allevamento, e pare che puntare tutto solo sulla prima sia un azzardo enorme. Impoverimento di suoli, consumi di acqua, etc, possono essere derive pericolose. Per non parlare del fatto che cmq dev'essere tutto bio, no? beh, prova a puntare tutto sul bio e poi ti arriva una piccola calamità naturale, o stagione matta. Sei out.

      Scusa Paola, sono stata davvero prolissa, l'argomento mi sta molto a cuore e sono a casa malata da una settimana, mi annoio tanto :-D
      francesca

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    5. Secondo me Francesca sei stata GIUSTAMENTE lunga, hai spiegato bene il perché non va bene adottare una scelta drastica e poi criticare gli altri. Io credo solo che il consumo di carne che abbiamo adesso non sia sostenibile per il pianeta ma nemmeno per le popolazioni del terzo mondo (visto che un animale ha bisogno di molte più risorse x crescere di un cereale o dei legumi). Ma da qui a dire eliminiamo completamente ogni prodotto animale ne passa! Io credo che ogni dieta che si adotta deve essere equilibrata non solo come nutrienti assunti, ma anche come comportamenti! Bisogna che quello che mangiamo sia reperibile ovunque, non limiti le relazioni sociali (dover rinunciare ad un invito a cena oppure fare torto a chi ha cucinato per te perché siamo integralisti su dei cibi no!)

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    6. Sono d'accordo con te sul leggere le etichette, e sull'autoproduzione nei limiti del possibile. Dove mi trovo ora scrivono "nettare" e non c'è nemmeno il 40% di frutta, quindi addio succhi di frutta al massimo ai bimbi faccio io gli smoothies. Da sempre non ho voluto omogeneizzati in barattolo perché guarda caso negli alimenti per l'infanzia e' dove mettono le schifezze maggiori (tipo 60% oli vegetali 20% addensanti e forse qualche traccia di verdura o carne)

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    7. Ciao Ime!
      In effetti è un discorso molto complicato e rischia di diventare per "addetti ai lavori" (soprattutto sul lato ecosostenibilità), ma siamo d'accordo tutti che il problema del consumo della carne a larga scala non si puo' piu' ignorare. Non va bene, non fa bene, bisogna cambiare quest'abitudine.
      Piano piano le aziende si adattano.
      Ad esempio, in Francia, dove vivo, da qualche settimana ho notato che sempre piu' marche scrivono in grosso sui pacchetti "SENZA OLIO DI PALMA", cosi non devo piu' ravanare per un'ora :-P
      qualcosa si muove!
      Fran

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    8. Ah, queste sono le discussioni che mi piacciono. Sono orgogliosa di voi siete lettori preparatissimi. Infatti siete in pole position nei ringraziamenti del mio libro :)

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    9. allora io sono vegetariana da 21 anni , ho un'alimentazione vegana al 90% , due figli vegetariani e un compagno onnivoro . il discorso è lungo e complesso. quello che sento ormai da tempo immerore e che viene fuori ad ogni conversazione lo potrei riassumere cosi:
      aspetto salutistico:
      perché io che semplicemente non mangio alcune cose (e animali e derivati sono solo alcune cose rispetto alle millemila che si possono mangiare) devo essere informata su percentuali, nutrienti, carenze, ... e tu che porti i tuoi figli da mcdonald's, compri loro roba pronta al discount, non gli fai la verdura perché a loro non piace ,... non ti devi mai porre uno straccio di domanda su cosa mangi e su come viene prodotto ciò che mangi?
      aspetto morale-ambientale:
      perché ad un vegano è richiesta una coerenza di comportamenti al 100% , una corazza e un'anima candida di paladino dei diritti di tutto il creato , mentre ad un onnivoro è concesso fare quel che può o ha voglia di fare e che soprattutto non gli costi troppo sforzo e va bene lo stesso ?
      aspetto sociale:
      se invito un amico che non mangia pesce perché non gli piace glielo cucini lo stesso perché quel giorno al mercato il salmone era in offerta ? a casa mia si chiama rispetto in tutti i sensi, se ti invito e accetti l'invito saprai che mangerai vegano dall'antipasto al dolce , ti sto proponendo cibo non monnezza. puoi mangiare ciò che ti piace e lasciare il resto. non mi offendo. allo stesso modo se mi inviti tu puoi anche dirmi che non hai voglia di preparami qualcosa apposta, non mi offendo e mi porto la cena. del resto siamo nel ricco occidente, ci troviamo a cena per stare insieme non per mangiare come se non ci fosse un domani.
      aspetto etico che riassumo con "se ami gli animali non li mangi".Non ho bisogno di leggere libri o vedere filmati per sapere che un animale non è felice di venire ammazzato, che soffre, ha paura, lo sento direttamente. per cui non me ne frega niente se fa o non fa male alla mia salute. fa male alla sua sicuramente e io non voglio esserne la causa.
      aspetto del "quanto sbattimento ci vuole", non saprei perché alcuni meccanismi sono naturali e alla fine diventano automatici ma non c'è alcuna sensazione di privazione o di mancanza. qui posso capire perfettamente il marito dell'amica di Paola ( un eroe), non è fatica è solo un modo diverso di vedere e sentire le cose. faccio un esempio che non c'entra con l'alimentazione: se passo davanti alla vetrina di un gioielliere e vedo un bell'anello penso "che bello", ma nella mia testa inizia un film che mi illustra perfettamente come quell'anello è stato prodotto dall'impatto ambientale dell'estrazione dei diamanti alle condizioni dei lavoratori, ai paradisi fiscali,.....per cui anche se è bello non potrei portarne il peso.
      sono una gran rompipalle lo so, ma non vengo a farvi la predica o la morale su come dovete vivere voi, mica sono gesù, io faccio quello che credo che sia meglio per me e la mia famiglia. non sto salvando il Mondo , solo il mio

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  5. Io sento già che amerò il tuo libro. Io sono un accanita sostenitrice di pannolini lavabili coppetta mestruale auto svezzamento e compagnia bella, da ormai sette anni. Finché ero in Italia aborrivo tutto ciò che non era auto prodotto, compresi detersivi e cibi preparati (anche il dado!!), rompevo le balle a tutti se le cose erano usa e getta (ci mancava poco che eliminassi pure la carta igienica) o le materie prime non biologiche. Ora vivo in Guatemala e mi sono mooooolto ridimensionata.,,ho capito che non si può fare una scelta di vita ed imporla alla famiglia, casomai si cerca di vivere serenamente in famiglia e assieme si fanno delle scelte di vita flessibili. Siccome amiamo molto gli animali stiamo cercando di essere, come dicono ora, REDUCETARIANESIMI. Ma essere vegan anche se condividiamo i principi proprio non potremmo esserlo..,per esempio non saprei nemmeno a che ora mettere a bagno i legumi (e qui non vendono quelli precotti). Insomma, il tuo libro mi sembra molto interessante!! Benvenuto a questo tuo nuovo "pargolo"

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    1. grazie! ma cosa fai in guatemala? che bello avere lettrici che vivono all'altro capo del mondo!

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    2. Beh che ci faccio...mio marito e' guatemalteco e si era proprio trovato male in Italia, così per evitare che i nostri bimbi vivessero con un papà triste, ho mollato tutto e devo dire che sicuramente sto meglio io qui che non lui in Italia!! Ho scoperto il tuo blog da poco ma ho già recuperato tutto il tempo perso facendo "indigestione" di posts!! Mi sono piaciuti tantissimo! Ti ho mandato anche una mail qualche giorno fa! Io sto scrivendo un blog sulle nostre peripezie qui, auto terapeutico direi! Si chiama tortilla e parmigiano

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    3. ah sei tu imelde! ora ti rispondo!

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  6. Paolè, io son vegetariana da mille anni, e in casa cerchiamo di ridurre all'osso tutti i derivati animali. E stiamo bene, eh! Dico anche come salute mentale (almeno ci sembra... abbastanza, ecco!) Ma dall'interno di questa bolla green odio profondamente i vegtalebani. Perchè è colpa loro se poi ci si sente additati di proselitismo che neanche i testimoni di geova, o di presunzione. Comunque sia la storia, leggerò volentieri. Senti, ma il formato kindle esiste/esisterà? ...

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    1. certo che c'è l'ebook!

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    2. quanto ai vegtalebani... il problema, in tutte le cose, sono gli estremismi...

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    1. e se i figli prendono i pidocchi? :-D

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    2. quelli, a malincuore, li ha sterminati

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  8. Che bell'argomento Paola!leggerò quanto prima il tuo libro, sono proprio curiosa! (prima però devo finire la biogravia di Che Guevara..700 pag..!!)

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    1. Pag.123...E ho appena finito la trilogia della Bussola D'oro..1072 pag! Il tuo libro di 340 pag.sarà uno scherzetto da leggere!

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  9. Non si parla in questo post dei vegetariani, cioè coloro che non mangiano cane /pesce, ma latte/uova sì. Nel libro sono considerati? Altra nota: una mia amica mi ha sconvolta perchè si ci vegetariana, però mangia cozze e vongole, lei dice che sono come le piante (!!) anche tu hai incontrato personaggi originali?

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    1. certo. anche un vegano che mangiava gamberetti perché, diceva, "mi stanno sulle scatole".
      come vedrai se lo leggi, il libro è ispirato alla vita vera della mia amica che è stata vegana, non "solo" vegetariana... tu sei vegetariana?

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    2. Sì, da 25 anni, ma per la famiglia cucino tutto, non sono scelte che si posso imporre. Al supermercato però sto male a vedere carne e pesce. Per la famiglia cucino tutto, evitando vitello/agnello perchè sono cuccioli e altre crudeltà culinarie tipo aragosta, patè vari..Abbigliamento: possiedo una pelliccia ereditata da una cugina morta giovane ed una seconda pelliccia smessa e regalatami da un'anziana signora. L'unica cosa che mi è chiara è che non si può essere rigidi! Del resto la rigidità è tipica del cadavere..la morbidezza invece è del neonato.

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    3. a proposito del quale (del neonato, cioè), mi viene da dire... gnam!

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  10. Adoro i tuoi post quindi sento che adorerò i tuoi libri...li leggerò sicuramente!!

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  11. Adoro i tuoi post quindi sento che adorerò i tuoi libri...li leggerò sicuramente!!

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  12. Devo regalarlo a mio fratello che è passato da una dieta iperproteica alle bistecche di soia in un colpo solo, dopo trent'anni... e non sa bene neanche lui il perché...

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  13. eheheh so a chi lo regalerò. Brava Paoletta!

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  14. Ahhh, argomento spinoso, ma immagino che leggerti lo renderà commestibilissimo :-) (evito di dire la mia perché potrei diventare logorroica). In bocca al lupo!

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    1. ennò, invece ci terrei! racconta racconta e...
      crepi il lupo

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  15. Eccomi! Vegetariana per 25 anni vegan con qualche peccato da due. Io i miei figli li cresco onnivori spiegando loro molto bene la mia scelta. Il grande (11 anni) dice che per ora non ce la fa a eliminare la carne, che mangia solo a casa dei miei e al max 2 volte a settimana, ma che crescendo spera di apprezzare di più le verdure e passare così ad un'alimentazione veg. Il piccolo non vuole più mangiare maiale da quando ha visto una foto di un allevamento intensivo, poco dopo ha voluto eliminare anche il resto della carne ma a scuola segue la dieta normale (oddio "normale"....quella della Milano Ristorazione....). Io non ho mai voluto mangiare esseri viventi, l'ho fatto solo fino a quando hanno potuto "obbligarmi" anche se passavo ore a tavola in attesa di finire la vomitevole bistecchina. Quarant'anni fa si pensava che saresti morto senza carne. Che dire, la mia è una scelta etica quindi le questioni di salute non mi smuovono ora e non mi smuovevano prima quando per me prevedevano una vita di stenti. Non sono talebana ma in casa non si cucinano e non si consumano prodotti animali. Il mio compagno è un onnivoro talmente "reducente" che ormai non gli viene più voglia di mangiare carne nemmeno quando è fuori. Io cucino cose fresche tutte le sere, per rendere accattivanti per i bambini alcuni piatti ho fatto diversi esperimenti. Capisco possa sembrare che ci voglia una forte motivazione ma per me mangiare una cosa che aveva vita e l'ha persa tra atroci sofferenze e terrore è il migliore dei deterrenti. Scusa la lungaggine, leggerò a breve, intanto complimenti! Un saluto, Valeria

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    1. e brava Valeria! sono curiosissima di sapere cosa pensi di Straziami, a maggior ragione considerato il tuo saggio percorso...

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  16. La tua amica alla fine si è ovviamente separata dal marito immagino...
    E ora Paola chissà come ti monti la testa! Rizzoli? Ma lo hanno letto prima di pubblicartelo? Ci fate pure un film l'anno prossimo?
    ;-)
    Però aspetto a comprarlo quando sarò a Milano a marzo e l'autrice potrà autografarmelo!

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    1. @elena sì, ma è il terzo libro che pubblico con Rizzoli e sì, l'anno prossimo ci facciamo pure un film! ti aspetto a Milano allora... però puoi pure comprarlo subito e poi tra un mese te lo autografo! ci terrei molto così puoi dirmi o scrivermi che cosa ne pensi, come tutti gli altri lettori del blog che volessero farlo.
      quanto alla mia amica, non posso svelare com'è andata a finire!

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    2. Oddio sono amica di una celebrità e non lo sapevo!
      Si che lo leggo il tuo libro: avrai una recensione coi fiocchi, ma in privato così posso parlarti senza filtri!
      Se fate il film e c'è una particina per me, mi vedrei bene come tofu...

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  17. bello non vedo l'ora di leggerlo...ma dimmi sinceramente si affronta l'argomento con vero spirito critico??sicuramente con la tua solita ironia.....
    io devo dire che la cucina sana, la dieta vegetariana sono sicuramente dei i miei "principi vivendi"..ma sinceramente questi "tuttologi", dietisti, salutisti e persino medici li odio, anzi secondo me sono pericolosissimi...ma come si può pensare di dare consigli medici...senza aver preso una laurea in tale ambito?questo è pericoloso pressapochismo...il pressapochismo innocuo posso tollerarlo....!!!auguri per il libro...lo comprerò.. Vera

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  18. Vegetariana da dieci anni e più, per amore degli animali. Troppo pigra anche solo per pensare di diventare vegana, mi sento comunque orgogliosa della mia scelta.

    Spero che il tuo libro non sia uno sfottò dei vegani, o un "noi sani di mente" vs "quegli estremisti".

    Ti scrivo questo non perché dubiti delle tue capacità di scrittrice, anzi scusa se sono sospettosa, ma da anni vengo additata come una bestia strana, forse perché vivo in un posto dove è impossibile non trovare il maiale anche nel pane (Emilia).
    Pensa che non parlo della mia dieta, a meno che non mi invitano a cena in casa (oddio ma cosa mangi allora?! Per non parlare di amici che dopo anni ancora mettono in tavola il ragù), altro che proselitismo.

    Per me è una scelta spontanea, arrivata pian piano, e non ho voglia di giustificarla (con tutto il colesterolo alto di cui ci si lamenta poi!) , e nemmeno da santificare.
    Dai, dimmi che il tuo libro è godibile come sai fare tu :-)

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  19. Mi spiace che tu abbia avuto un percorso tanto difficile. Qui a Milano vegetariani e vegani sono ormai ovunque... Quanto al libro mi stupisce che tu possa anche solo aver avuto il sospetto! Leggilo e poi mi dirai :)

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  20. Lo leggerò molto molto volentieri Paola, sono davvero curiosa!

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  21. Io ho già scaricato l'estratto per kindle... :)

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  22. Risposte
    1. Vero! Infatti.. acquistato!
      Lo sto divorando (così tanto per stare in tema).

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  23. Molto interessante il tuo post e anche la discussione. Io cerco di essere sobria nella dieta e nelle scelte: pochissima carne, alimenti il meno raffinati possibile, automobile quando non si può andare a piedi, bando ad un'infinità di inutili detergenti e detersivi... Per ora mi trovo bene, sicuramente sto meglio rispetto a qualche anno fa ma, nello stesso tempo, non mi sento sicura di una scelta più radicale.
    Complimenti per il libro!

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  24. In bocca al lupo per l'uscita del tuo libro, se passi da Roma magari lo vieni a presentare a l'alveare, coworking con spazio baby che dici?
    www.lalveare.it

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    1. certo sarebbe bello. se vengo a roma te lo dico. mi mandi una mail a pmaraone@gmail.com così me ne resta traccia? grazie

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  25. complimeti per il nuovo libro!!!
    ultimamente pure io diventerei vegetariana e poi vegana se non fosse che il mio lui è un parmigiano semi-doc, ed ama il sig. Maiale, e i latticini forse più di sua madre... e data la mia carenza di ferro dovuta alla gravidanza, mi costringe a mangiare carne rossa... comunque tante persone son dure da convicere, vedi il mio lui che alla sua giovane età prende già la pastiglia per la pressione, e per non parlare delle "stramberie" alimentari dei suoi genitori!

    anche io vorrei un tuo autografo, ma mi accontento di averti conosciuta e accidenti a me potevo portare il tuo libro!
    perso che presto me lo regalerò insieme a China Study!

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    1. fuori le palle! prendi il ferrograd e và in culo alla dieta carnivora!
      che lui mangi quello che vuole, ma non lo imponga a te

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  26. Ho appena preso il tuo libro su kindle =) I'll keep you posted!Mo'

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  27. Paola! ho finito ieri di leggere il tuo libro (versione kindle, se ami le statistiche) e oggi ho letto questa "notizia":
    http://www.gossipblog.it/post/327472/michela-vittoria-brambilla-abbraccia-una-nutria-su-facebook-foto
    la realtà supera la fantasia???
    Non la finivo più di ridere!!

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  28. Paola sto leggendo il tuo libro! Ieri mentre cercavo di addormentarmi mi sono ricordata di un tuo vecchissimo post, in cui raccontavi di una cena in cui tu aspettavi il pupo e la lei della coppia era in attesa e il suo compagno parlava sognante della magia del parto come se dovesse partorire lui... Il personaggio del libro è ispirato alla stessa persona?

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  29. ahahah ma come fai a essere così acuta? che memoria incredibile!
    baci e spero ti piaccia!

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  30. è arrivato !!! bello da vedere, stasera lo inizio. ho aperto una pagina a caso, e già ecco la prima risata: conosco un bimbo che si chiama così, figlio di una carissima amica di famiglia, e tra l'altro abitate vicini! chissà se li conosci.
    baci

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  31. Ho letto il libro con un po' di paura che l'immagine del marito fosse un po' troppo forzata e ridicolizzata..invece mi è piaciuto!
    Io sono vegetariana, tutta la famiglia lo è...questo è il nostro modo di vivere e questo insegnamo a nostra figlia. Ognuno è giunto a questa scelta in tempi diversi e con consapevolezze diverse.. La bambina abbraccerà poi il suo personale modo di vivere. Come io cresciuta in una famiglia onnivora ho avuto gli strumenti per "pensare" spero di riuscire a regalarli anche a lei!
    Complimenti davvero!

    Chiara

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