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martedì 21 maggio 2013

Siamo figli delle stelle

Non sono riuscito a centrare il bersaglio
Da sin: Pupo, Laccio (in basso), Mike D., io, Pupa
Gli è che questo cielo d'Irlanda, con tutti i suoi temporali, mi trasmette inquietudine. «La forza accumulata di tante piccole cose sarà la chiave delle tue vittorie», predice il mio ultimo oroscopo de L'internazionale. Mi sforzo di non crederci, agli oroscopi: anche perché da tre anni, la collega astrologa che lavora qui al giornale mi predice costantemente scenari pessimi. Ma quando attraverso un momento di fatica o di tensione mi ci rifugio - tanto non ho niente da perdere, mi dico.
Tanto per cambiare La scuola del Pupo, 4 anni e mezzo suonati, mi chiama ogni due per tre per avvisarmi di un fatto: mio figlio si è fatto la pipì addosso mentre giocava. Stamattina, puntuale, driin, «Ciao Paola, sono Marina, il Pupo si è sporcato di nuovo, sai, facendo la pipì».
«Ah. Nel senso che se l'è fatta addosso?».
«Stavolta no. Era in bagno. Mi ha spiegato: "Ho armato il cannone, ho puntato, ma non sono riuscito a centrare il bersaglio". Il problema è che abbiamo esaurito i suoi cambi, e anche quelli del compagno di armadietto. Puoi venire a portargli qualcosa?»
«Però ci metto mezz'ora. Come fate nel frattempo?»
«Abbiamo trovato un cambio provvisorio. Ma fai in fretta, è da femmina».
Regressioni e avanzamenti Ultimamente si verifica dunque questo curioso evento: il Pupo, in teoria educato all'utilizzo del gabinetto ormai da un paio d'anni, si diletta a farsela addosso. O se anche non si diletta, di certo non se ne preoccupa.
«Pupo, mi spieghi perché lo fai?»
«Pelché sto giocando e mi dimentico».
«Non puoi fare uno sforzo per stare più attento?»
«Quando sono in gialdino licoldalsi è impossibile. Quando sono in bagno, a volte, mi metto a chiacchielale con qualcuno e sbaglio mila».
Il Pupo dunque: peggiora nella minzione, migliora nel disegno (sopra, un esempio della sua più recente espressione artistica) e, soprattutto, dice cose interessanti. Tipo:
«Mi piace il fleddo, ma non l'acqua fledda. Mi piace il fleddo su cui puoi stalci sopla: la neve, il ghiaccio, il vento (?), la bufela (?), il cono, la gelatina e l'acciaio. Hai capito??».
Se doni qualcosa a qualcuno La Pupa dal canto suo cresce lieve, limitandosi ad attraversare qualche crisi di assestamento. Essendo ancora molto Pupa, scoppia a piangere all'improvviso quando è contrariata. Anche lei è un cielo d'Irlanda. Di recente un suo pensierino, mi ha raccontato la maestra, ha fatto il giro della scuola: «Sono generosa perché ho saputo che se doni qualcosa a qualcuno poi rischi che ti torni indietro raddoppiata».
Dietro una porta un po' d'amore La cosa bella della Pupa è che non ha pregiudizi. Le piacciono tutti. Per dire, solo di un bambino in classe con lei una volta le ho sentito dire, «Somiglia un po' a una damigiana» (in effetti). Poi ha aggiunto: «Però è adorabile». Anche suo fratello è come lei: i suoi compagni sono tutti «bravi e buoni». Sabato al Salone del Libro di Torino ho avuto il piacere di intervistare Lilian Thuram, proprio lui, l'ex calciatore, che ha scritto un libro contro il razzismo e giustamente mi diceva: «Razzisti non si nasce, si diventa. È una questione culturale». Bella persona e non privo di cervello, a differenza di una delle mamme che frequentano la nostra scuola. Di mestiere catechista, di recente ha detto a una mia amica:
«Allora, sei capitata nella classe fortunata».
E lei, senza capire: «Sì, in effetti mi trovo benissimo».
(Catechista): «Bene. Non vi è sparito ancora nulla?»
(Mia amica): «???»
«Be', so che avete in classe lo zingarello, Fabio. Non ha rubato nemmeno un astuccio, possibile?»
Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti Purtroppo non ho assistito personalmente al dialogo riportato sopra. Domenica mattina, tornando dal Salone, ho risposto male a un tassista, fino a farmi tremare la voce, per molto meno (aveva fatto un timido accenno alla difficoltà di inserire i bimbi al nido perché "gli extracomunitari ci passano davanti"). Mi arrabbio ancora molto per queste cose. Ho chiesto alla collega che era con me: «Secondo te ho esagerato?». Lei: «No. Però eri borderline». Allora volevo chiedervi, ma sono l'unica a reagire così?

65 commenti:

  1. No tesoro.. non credo proprio! c'è un ignoranza talmente radicata ormai.. paoletta.. è così bello seguirti! un bacione, Valeria

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  2. è vero: razzisti non si nasce, si diventa!
    bel post, come sempre.

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  3. No Paola, non sei l'unica. Sabato pomeriggio mi è presa una mezza crisi isterica a fronte di un banchetto di Forza Nuova dove raccoglievano firme contro lo ius soli. A fronte dell'ignoranza dei ragazzotti che chiedevano le firme (e che, se interrogati, non sapevano andare oltre slogan demenziali mandati a memoria, dimostrando una totale incapacità di argomentare e un'abissale mancanza di qualsivoglia nozione giuridica in proposito) e delle signorotte che consideravano sul serio l'ipotesi di firmare, mi sono dovuta allontanare al bordo delle lacrime.
    A volte mi sento una borderline permanente, soprattutto perchè il mio compagno (che è peruviano) a fronte di queste cose, riesce a mantenere una maggior compostezza e a prendersela meno di me.
    Mi consola quindi sapere che non sono la sola.
    Con buona pace di catechiste come quella che descrivi....
    Gabriella

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    1. aaaah! diavolo avete ragione, è l'ignoranza abissale a irritare più di ogni altra cosa...

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  4. Ma che bel post,denso,di cui apprezzo e condivido molto,dalle regressioni del Pupo,alla rabbia provocata dalle persone razziste ,i cieli d'Irlanda, l'affidarsi agli oroscopi,le citazioni contiane,il bel ritratto della Pupa.
    aspetto sempre con piacere il momento di leggerti.
    Barbara

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  5. No. Anche a me queste cose fanno imbestialire. Soprattutto quando di tratta di bambini.

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  6. Che bello leggere pezzetti di te e sentirti così sorella.
    :-)
    Quanto al razzismo: ho litigato con un amico perché continua a identificare un bambino che sta in classe coi nostri figli come "l'albanese", ovviamente in senso spregiativo... mai sentito qualcuno parlare di "lo svizzero" con la stessa inflessione nella voce?

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    1. ah cara Elena... spero che questo tuo amico abbia MOLTE altre qualità, altrimenti non credo resterebbe tuo amico...
      abbracci

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  7. Certo che le maestre...è un problema così grande essere vestiti "da femmina"???
    Che carino il Pupo, con i suoi discorsi!
    Quanto al resto, credo che tra le affermazioni di quella mamma e quella del tassista, ci sia un pò di differenza. A me non disturbano gli stranieri, svizzeri o albanesi o marocchini o da qualunque altro paese provengano, però mi disturbano quelli che fanno i furbi,italiani e non, dichiarando Isee falsi o approfittando degli aiuti statali per avere il posto al nido anche quando non lavorano..e ce ne sono troppi.

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    1. Comunque almeno a Torino il posto al nido non è mica esclusivo appannaggio dei genitori che lavorano. Anzi per come sono fatti i punteggi un bimbo che ha due fratelli e un genitore che non lavora ha più punti di un bimbo che ha entrambi i genitori che lavorano e niente fratelli.
      Questo è il motivo per cui forse gli stranieri passano davanti, però di fronte alla carenza di posti rispetto alle richieste (carenza che dovrebbe essere colmata e qui sta il punto) in qualche modo bisogna fare le graduatorie. Ad es. a Torino l'Isee non da punti in più, ma solo la precedenza in caso di uguale punteggio, proprio perchè sanno bene che non si può fare affidamento sul criterio economico che in teoria sarebbe quello più giusto. Così una famiglia ricca ma con molti figli avrà il posto al nido, mentre una povera con un figlio solo forse no; ma è inevitabile in un paese con la nostra evasione fiscale.
      francesca

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    2. massì ma infatti. il discorso del tassista, che ho riassunto per non tediarvi, tradiva il solito letale mix di confusione+disinformazione. il senso però era: "gli extracomunitari non fanno nulla e già che ci sono ci fregano pure i posti all'asilo, sono dei parassiti". a sentir lui, gli extracomunitari li fanno anche passare prima al pronto soccorso (!!!)...

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  8. rientrata in belgio con un diavolo per capello il giorno dopo le elezioni ho aggredito (verbalmente, non fisicamente!) un povero italiano di seconda generazione che in italia non ha mai messo piede e che di conseguenza ne ha il mito. il poveraccio, sentendomi parlare italiano, ha provato a fare amicizia. ha fatto però l'errore di esordire con un "forza italia!". ti giuro che mi sono fatta paura da sola...

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    1. ahah poveretto. avrei voluto vederti.

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  9. Lungi dal guistificare chi fa affermazioni razziste, ho imparato però che spesso si dovrebbe fare uno sforzo, cacciare indietro la rabbia, che non porta mai a nulla di buono,e cercare di capire da cosa vengono queste affermazioni: a volte sono frutto di semplice e radicato pregiudizio, mischiato con ignoranza, ma spesso mostrano un reale problema di inegrazione e di gestione delle persone straniere che abitano tra noi. Quando sento operai italiani lamentarsi che gli stranieri gli portano via il posto, oppure le mamme dire che nell'assegnazione di posti all'asilo gli passano davanti, oppure gli abitanti di condominio lamentarsi per l'arrivo di nuovi condomini stranieri perchè non pagano le spese..non posso fare altro che constatare che questi problemi ci sono davvero.
    Ovviamente non è il razzismo la risposta, ovviamente spesso non è di questi stranieri la colpa di certe situazioni. Ma credo che se ci fosse una migliore gestione e integrazione sarebbe piu'facile far cambiare idea a queste persone.

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    1. sai cosa? ho notato che di questi tempi i discorsi di questo tipo sono in costante ascesa. come dire: quando la vita si fa dura (per tutti) allora tendiamo a cercare uno o più capri espiatori, come se prendendosela con gli altri potessimo per miracolo stare un po' meglio noi...

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  10. Vorrei esporre la mia opinione..spero di riuscire a farlo chiaramente, ma sono pronta a spiegarmi meglio, se serve.
    Non uso la premessa "io non sono razzista, ma.." perché la trovo razzista, però ho alcune precisazioni:
    - ci troviamo ad interagire con persone che hanno cultura, educazione e modi di fare diversi da quelli a cui siamo abituati. Questo può essere sia una ricchezza sia un grosso problema, ed ammettere che a volte i problemi sono maggiori delle ricchezze è solamente essere sinceri. Certo che etichettare come "ladro" o "criminale" una persona, o peggio un bambino, solo per la sua provenienza, non depone molto a favore di "noi italiani"..Se invece parliamo in generale, possiamo notare alcune caratteristiche tipiche di ogni gruppo etnico..
    Detto questo, la mamma "catechista" andrebbe...(lasciamo perdere)..

    -da noi non ci sono problemi al nido (sono pur sempre a pagamento anche se comunali, e al momento abbastanza vuoti), ma alla materna. La materna statale è gratuita, si paga solamente l'assicurazione obbligatoria (mi sembra €7,50 all'anno) e se ne usufruisci, la mensa. In questi anni la materna frequentata dai miei figli ha avuto un aumento esponenziale di iscrizioni di bambini stranieri, che se da un lato è sicuramente un arricchimento culturale, dall'altro comporta dei problemi: - molti "italiani" prendono "paura" dall'elevato numero di stranieri e non iscrivono i loro figli, dando origine ad un circolo vizioso -la quasi totalità degli stranieri non usufruisce della mensa a va a casa a mezzogiorno, con problemi pratici di svolgimento del programma e anche della merenda (la merenda è data non in base ai bambini, ma in base ai bambini che usufruiscono della mensa. Le maestre, giustamente, la dividono per tutti i bambini, ma quando c'è yogurt o qualcosa di confezionato, bisogna fare le divisioni con il bilancino, soprattutto se la maggioranza non usufruisce della mensa),- la maggioranza non partecipa a nessuna attività extrascolastica, dalla gita alla festina di fine anno. Anche con le migliori intenzioni, io sono rappresentante di classe e cerco di organizzare festine a costo zero (evitiamo di andare a mangiare la pizza ma ci troviamo in un parco), mi sembra che manchi la voglia di integrarsi.

    Per quanto riguarda lo "ius soli" e la cittadinanza, potrei farti un "pippone" su pro e contro (mio marito lavora in questura all'ufficio immigrazione, per cui ha tutta la casistica sott'occhio), ma al momento te lo risparmio...

    Se non sono stata chiara, fatemelo sapere..

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    1. no no sei stata chiarissima. come scrivo altrove, il Pupo ha in classe sua l'80% circa di bambini stranieri. però ti devo dire che alla lunga si modificano anche le loro abitudini. sei di milano? io ho visto negli anni progressivamente più tentativi di integrarsi. e ancora di più alle elementari. pian piano... speriamo.
      il tema dello ius soli è interessantissimo. sarebbe bello trattarlo "a parte"...

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  11. Ho sempre pensato che il primo "problema" sia la povertà e non la razza. Poi certo ci sono anche usi e costumi differenti che possono far paura o comunque creare una fatica nella relazione. Ma se questi usi e costumi differenti sono manifestati da persone piene di soldi vengono presi meglio eheheh E' una mia impressione, forse. Nel mio condominio di stra periferia milanese arriviamo da tutto il mondo ed è un piacere. I veri criminali (una famiglia) e i morosi (tre famiglie) sono italiani. Non vedo l'ora che se ne vadano a
    e lascino il posto ai filippini, senegalesi, peruviani, arabi ecc ecc
    che fanno le grigliate nel nostro cortile e che quando passi ti offrono il loro cibo :-)
    Sicuramente ci sono delle ingiustizie a volte e certamente alcune persone hanno un sentimento di rivalsa che le porta a comportamenti disonesti pensando di avere ragione (penso alle varie badanti che fanno vedere i sorci verdi alle mie amiche con conportamenti davvero terribili), ci sono i furbi e ci sono i criminali veri. Ma queste cose non sono certo dovute alla razza e comunque sono sempre una minima parte rispetto alla ricchezza della diversità. E alle volte questi miei pensieri li esterno e cerco di confrontarmi con chi invece decide (sarebbe comodo) di trovare la causa dei problemi in un unico nemico: lo straniero che ci porta via c'ho che è nostro e che non vuole diventare come noi. Ma il più delle volte, lo ammetto, sto zitta e mi tengo dentro lo sdegno perché le discussioni fatte non hanno mai portato a nulla di buono.
    Il pupo è favoloso, mica può fermarsi quando si diverte eheheheh ci voleva una foto vestito da bimba così la pubblicavi e poi gli creavi un trauma nell'adolescenza eheheheh (scherzo, sorry).
    La pupa invece così aperta e accogliente verso il mondo, prevedo un futuro nel non profit e magari lavorando nel campo dell'integrazione fra le culture. La diversità è una grande ricchezza. Non arrabbiarti troppo. Mamma Jane

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    1. ah cara. ecco un bellissimo esempio concreto di integrazione, grazie per il racconto!
      non mi arrabbio troppo, spesso sto zitta, col tassista ho sbottato perché era l'ultimo di una serie discretamente lunga
      per la battuta sul trauma nell'adolescenza... sei una vera birba!

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  12. Ciao Paola,

    no, non credo tu sia l'unica a reagire cosi'.
    Io ho le tue stesse reazioni (forse anche peggio) di fronte a episodi di omofobia.
    Qaundo sento tutti i vari discorsi sui matrimoni gay e sulla "difesa del valore della famiglia *tradizionale*" (tuonano i pluridivorziati), mi aumenta la pressione, mi si gonfia una vena nel collo e una nella tempia, divento tutta rossa e mi viene da urlare.
    In effetti, la maggior parte delle volte alzo la voce, ma non trovo concepibile che piu' la nostra società avanzi tecnologicamente, piu' faccia passi indietro dal punto di vista umano.

    Sigh.
    F

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  13. Il razzismo è nella testa di tante persone, anche di quelle che non te lo dimosterebbero nemmeno sotto tortura.Non è mica solo verso chi arriva da lontano.Ho amici indiani, rumeni, di Tripoli, ho una casa in un paese della Calabria che vanta la più grande cultura di accoglienza d'Italia, fa parte del progetto di Città Futura e l'accoglienza è il pane quotidiano di sindaco e cittadini....mi sono sposata ben 15 anni fa, abito lontano dai nonni, e per il secondo anno mia figlia è in lista d'attesa di un asilo convenzionato dal comune e gestito dalle suore.Italiani o meno chi convive e risulta ragazza madre mi passa davanti....io lavoro (ma non risulata)...e così dopo un mese dalle graduatorie definitive ho ancora 10 bambini davanti alla mia. Non ho chi può tenerla e così mi devo arrangiare....e sai qual'è il bello?che nella scuola in questione le mamme di alcuni bambini chiedono che la loro maestra non sia una suora affinchè non sia troppo radicale il seme della fede cristiana. Razzismo? mai e poi mai (noi meridionali veniamo ancora chiamati "terroni" nel 2013) Però capisco il fastidio dei commenti superficiali e dettati dall'ignoranza. Del resto anche io vado a fuoco quando mia figlia alle medie viene chiamata ANORESSICA perhè sottopeso.

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    1. ma pensa te. santo cielo. qui abbiamo tanti temi: il lavoro nero, il razzismo, i pregiudizi... che situazione descrivi. mi spiace. e anch'io menerei le mani con chi chiamasse mia figlia anoressica...

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  14. La mia bimba va al nido e si è presa anche la famosa malattia bocca, mani piedi. In un giornale di una provincia vicino hanno scritto che questa malattia viene portata dagli extracomunitari!!!! Ma vi sembra possibile? 2 asili di 2 provincie diverse stessa malattia ed è portata dagli stranieri, i virus evidentemente non sono razzisti!!!

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  15. Non sei sola.
    Io sbotto sovente per molto meno, e purtroppo arrivo sempre sul ciglio delle lacrime, passando per una isterica depressa (il che probabilmente è vero).
    Teniamo duro.
    Mi piacciono un sacco i tuoi figli.
    Liberi e veri. Direi che sei una brava mamma pure adesso che hai avuto figli ...
    Matrigna

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  16. Credo che la tua domanda sia sicuramente più generale, comunque stamattina per la prima volta mi sono chiesta se anche io sono razzista...Mi tocca fare una premessa necessaria se no non si capisce la situazione. Vivo in un paesino di 1500 abitanti dove ci conosciamo più o meno tutti (bimbi compresi)classificato come comune montano (quindi dovrebbe avere delle agevolazioni anche per quanto riguarda i servizi soprattutto per l'istruzione). Non ho mandato i miei bimbi al nido perché i miei impegni lavorativi e i miei suoceri me lo hanno permesso. Ho insistito per mandare Lory alla materna contro lo scetticismo di mio marito e sono contenta che alla fine lo abbiamo mandato. Ora vengo al dunque. Stamattina ho incontrato una mia conoscente con bimba di quasi tre anni al seguito. Le ho chiesto chi entrasse alla materna a settembre oltre alla sua piccolina. Mi ha risposto "ci sono tizia, caia e sempronio...gli altri non li conosco perché sono stranieri, comunque tanto non so nemmeno se la prendono perché se non possono fare la 1/2 sezione in più come l'anno scorso (perché non ci sono fondi ndr) visto che c'è un bambino che ha bisogno del sostegno prenderanno in tutto 22 bambini (in tutto l'asilo capiamoci bene)e quindi faranno la lista di attesa...lei rimarrà sicuramente fuori". Ora io non mi considero affatto razzista, però lì per lì riflettendo sul fatto che questa mia amica non è affatto ricchissima, che la sua bimba potrebbe rimanere fuori dalla materna per motivi di reddito e che la stessa cosa potrebbe accadere a me per la piccolina ho sentito nascere in me uno strano sentimento che mi ha stupito...poi ho pensato ma non sarò mica anche io razzista? Riflettendo un altro attimo però ho subito capito che non ce l'ho affatto con lo straniero che ha un reddito inferiore al mio ma ce l'ho con lo stato che non riesce più nemmeno a garantire i servizi essenziali...secondo me è vergognoso dover fare la lista di attesa in un comune con poco più di 20 bambini in tutta la materna quando in altri piccoli comuni chiudono le scuole perché non ci sono abbastanza bambini...e si...queste cose mi fanno proprio perdere le staffe!!!

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  17. Buongiorno a tutti. Io vivo in Francia da molti anni e osservo con preoccupazione l'aumento esponenziale di discorsi di quel tipo ("gli stranieri ci passano davanti per i posti all'asilo ecc. ) in molti dei miei amici italiani. Sono di Bologna, una città in cui le cose ancora funzionano abbastanza, in cui c'è sempre stata una certa apertura, anche politica. Eppure... eppure sento cose che mi fanno accapponare la pelle, perché dal razzismo legato alla guerra fra poveri si va fino al discorso nostalgico del Ventennio, perché in fondo ci davano le case gratis e i treni arrivavano in orario. Quando lo faccio presente, mi sento rispondere che è perché non vivo più in Italia e guardo tutto cio' con una prospettiva viziata. Francamente non mi sembra. L'Italia è l'unico paese in cui l'arrivo degli immigrati avrebbe potuto essere gestita in modo disteso, senza le tensioni che un passato coloniale sciagurato come quello francese o inglese hanno comportato. Invece si è fatto di tutto per scatenare la violenza fra i poveri. Ma ve lo ricordate quando BLOB mandava in onda le immagini di Borghezio che col flacone del Vetril puliva i sedili del treno Verona-Trento sui cui erano seduti dei neri? Ma ve lo ricordate quando proponeva di creare vagoni a parte per neri e Bianchi perché - ipse dixit - i neri erano tutti seduti e i poveri Bianchi tutti in piedi? Ma in quale paese del mondo simili azioni non sarebbero state gravemente sanzionate? E invece da noi sono considerate poco meno di un po' di folclore padano.
    Ho due figlie mulatte, come faro' a proteggerle dall'idiozia di certe persone?
    Anna

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    1. Non so perché, "Bianchi" diventa automaticamente maiuscolo col moi correttore e "neri" no... correttore razzista? :-)
      Anna

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    2. Cara Anna, ma davvero Borghezio ha detto e fatto cose simili? Confesso che me l'ero perse...terribili. Sono d'accordo con ciò che dici e non mi preoccuperei troppo per le tue figlie a meno che non sembrino figlie di "poveri" immigrati. Nella scuola in pieno centro dove porta le figlie una mia amica ci sono molti extracomunitari ma sono milionari e ti assicuro che non sono affatto discriminati anzi sono super cool :-) Mamma Jane

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    3. cavolo anch'io mi ero persa questa roba di borghezio...

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    4. Li ho visti personalmente gli spezzoni, su Blob! E' allucinante!

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    5. Eccolo!

      http://www.youtube.com/watch?v=LNxiiph3x0M

      Ciao
      Anna

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  18. @Paola: hai ragione, anche io sento sempre piu' spesso questi discorsi. E credo sia "fisiologico": quando c'è abbondanza e benessere si è piu'disposti a lasciar passare certe cose, mentre quando ci sono situazioni di crisi le persone sono meno disposte a soprassedere alle ingiustizie che la cattiva organizzazione porta. Per questo ritengo che sia piu'che mai necessario ricreare un modello di integrazione che funzioni meglio di quello attuale!

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  19. nel mio comune ci sono due asili, uno parrocchiale e uno gestito da una onlus; il Sonte va all'asilo gestito dalla parrocchia, il comune ha dei posti a disposizione per le famiglie basso reddito. all'asilo del Sonte gli stranieri sono pochissimi, sarà perchè è il più costoso rispetto all'altro asilo, anche se il piano formativo è migliore sul portafoglio una differenza di 20 euro (se non di più) tra una struttura e l'altra pesa. personalmente questi discorsi li sento spesso che gli stranieri ci "rubano" i posti, personalmente non li condivido, se poi sono fatti da persone che hanno il marito in cassa-integrazione all'80%, che però comunque lavora in nero da un'altra parte, ma questi sono altri discorsi...

    per sbottare, imprecare sono una maga, il mio compagno mi sopporta, sopporta i miei isterismi e scleri, ed effetivamente mi rendo conto di avere un pessimo carattere...

    ieri l'insegnante del Sonte mi ha detto: "ecco da un pò che te lo volevo dire, Pietro è da un mese circa che corre sempre in classe, non sta fermo, distrugge i giochi dei compagni e non mi ascolta, e gli altri bambini non sono contenti, se prima era bravo e remissivo, ora è uscito tutto fuori ma in peggio..." Le ho detto che a casa ne avremmo parlato e mestamente siamo andati a casa. per la pipì del Pupo hai tutta la mia solidarietà!

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  20. Io non reagisco ma vorrei tanto farlo .... "il bambino cinese ha spinto M. sullo scivolo", "I pachistani rubano i giochi", "Ma nell'asilo x quanti stranieri ci sono? No non è razzismo però sai mi scoccerebbe se F. si ritrovasse solo con cinesi o rumeni"...e via dicendo, queste ed altre oscenità ascolto ogni giorno, e vorrei urlare e arrabbiarmi perchè è vergognoso che un bimbo ascolti queste ed altre frasi, è vergognoso che l'integrazione e lo scambio non vengano considerato dei valori fondamentali e imprescindibili.
    Raffa

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  21. IO invece sinceramente e con una mano sul cuore la penso come il tassista, perchè così è (purtroppo e con grande amarezza) la mia esperienza a Milano.
    Gli extracomunitari vengono trattati meglio, almeno negli uffici e nelle strutture pubbliche.

    Quando ero incinta e dovevo prenotare le visite in Mangiagalli ore di coda fisica o per telefono. La mia vicina di casa marocchina invece per sua stessa ammissione appena si presentava lì parlando poco o niente italiano le signore delle casse si "impietosivano" e telefonavao per suo conto e si facevano in 4 per aiutarla...
    La maestra dell'asilo quando mi dimentico di dire che mio figlio rimane a pranzo mi fa certi pipponi sull'affidabilità e la puntualità... e invece alla mamma cinese sorride sempre "no, no, non ti preoccupare, nessun problema".
    E questo solo per fare due esempi terra terra di vita quotidiana. Sarà che gli immigrati sono visti come più deboli, più fragili e bisognosi di aiuto e forse a ragione, ma vedo che la gente è invece più pronta a prodigarsi.

    Sicuramente ci sono n sfaccettature di un fenomeno complesso, ma non credo onestamente che una classe con l'80% di bambini stranieri sia una ricchezza ma una situazione problematica che non dà a loro la possibilità di integrarsi serenamente e agli italiani tanta confusione...

    Io credo che questi pensieri li abbiamo quasi tutti ma abbiamo paura di condividerli perchè a nessuno piace sentirsi etichettare come razzista, cosa che tutti sono pronti a fare allegramente invece di sforzarsi di capire e approfondire il disagio che una persona manifesta lamentandosi della situazione.

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    1. guarda, forse non è un caso che il tuo commento sia anonimo. io direi che puoi cominciare con il firmarti, e poi da lì, se ti va, discutiamo e ti rispondo magari due o tre cosine su quel che hai scritto.

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    2. Che gli extracomunitari vengano trattati meglio mi pare davvero una barzelletta. Ecco ci voglio ridere sopra va!
      Mamma mia quanta strada da fare per renderla vivibile questa nostra terra...

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    3. ah cara Elena vedo che non resisti alla tentazione... sono con te su tutti i fronti ma finché questa non si firma non le rispondo.

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  22. No, non sei l'unica. Io rispondo male e non me ne rammarico. I primi mi disturbano proprio a livello gastrico. Sarà che quando avevo quattro anni e vivevo dall'altra parte del mondo, la diversa ero io, e non c'è come provare...
    Così come mi disturbano queste classette a modo, per bimbi a modo, figli di genitori a modo. Classette da cui ho visto uscire, negli ultimi anni la peggio gioventù, per inciso...

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  23. Ciao Paola, oggi parto col secondo commento ma qui mi hai proprio smosso dentro per tacere:)!
    Io sono sempre la ragazza con mamma straniera, nel caso specifico francese, cresciuta in uno sperdutissimo paesino di centro Italia, e ti posso assicurare che negli anni ottanta eravamo noi(quelli col genitore straniero ma pur sempre europeo) in questi piccolissimi centri, gli stranieri, quelli diversi, trattati proprio quasi come degli alieni.Da noi amichetti di scuola non venivano "perchè chissà cosa ci darà da mangiare una francese per merenda" per dire...
    Il problema in questa nazione non è tanto il razzismo quanto più la paura, paura del confronto, paura di aprirsi, paura di sperimentare e buttarsi.Quasi come se missione di vita sia far rimanere le cose come sono senza che cambino mai.Si fanno ancora commenti tra italiani di diverse regioni figuriamoci cosa si può dire ad uno straniero.Che magari degli stranieri benestanti non ci si lamenta,ma nemmeno si fanno questi gran sforzi per integrarli!Ma devo dire che in questo confido molto nelle generazioni che verranno,perchè già la mia la vedo molto più aperta al mondo e agli altri in generale,certo da fare ce n'è però meglio di prima sicuramente!

    Ps:comunque i tuoi bimbi son fenomenali!

    Niki.

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    1. grazie! anche io li trovo fenomenali ma siccome sono i miei figli non faccio testo. sulle nuove generazioni voglio ardentemente sperare tu abbia ragione. io vedo bambini fantastici a scuola con mio figlio, spero che le loro famiglie - italiane e straniere - li sostengano sempre e li educhino al confronto e alla diversità, perché questo è un altro punto (i bambini, senza la guida di un adulto, poi finiscono allo sbando... banale ma quanti ne vediamo ancora in giro così?)

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    2. Si quello sicuramente,i genitori sono fondamentali!
      Io i primi sei anni di vita li ho fatti in asia e i miei mai si sono fatti problemi su lasciarci frequentare case altrui,o che altri frequentassero la nostra, mi sembrava una cosa così normale,che ancora adesso quando qualcuno mi conosce rimane spiazzato dal fatto che la mia casa è assolutamente aperta a tutti...
      Però nella mia infanzia ed adolescenza ad esempio pigiama party a casa di amiche non ne ho fatti se non con stranieri!
      Ora invece vedo amici che mandano tranquillamente figli piccoli a dormire da amici senza troppi problemi, e alla fine si impara così respirando quello che vivi a casa e tutto quello che ci si racconta dentro. Se ci si chiude già da lì è molto più difficile poi aprirsi agli altri!
      Ok credo di essere andata un pelo fuori tema!:(

      Niki.

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  24. In classe di Chicca invece abbiamo il razzismo al contrario, nel senso che i genitori degli extracomunitari nemmeno ci calcolano... abbiamo provato in tutti i modi ad integrare le mamme e i papà, ma niente, arrivano, mollano i figli, vengono a prenderli e buona notte. Figli chiaramente che a casa non parlano italiano e in classe non spiccicano una parola (sono indiani).
    E devo ammettere che ci sono rimasta molto male quando non hanno contribuito al fondo scolastico e quando ho saputo che a fine anno costringeranno noi altre mamme a pagare il teatro (che si pagava a parte) ai loro figli perche non vogliono dare la loro quoto (ok, non li hai, allora vieni da noi, parliamone, decidiamo insieme, no che dici sì all'inizio e poi chissene frega...).

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  26. Io vivo all'estero da 13 anni e la vedo cosi'.
    1) gli stranieri che vengono in Italia e che trovano un lavoro dovrebbero essere incoraggiati e facilitati a prendere la cittadinanza, cosi' che diventano italiani e non se ne parla piu'... poi se qualcuno ha dei problemi non con gli "stranieri" ma con gli italiani nerini o giallini perche' non bianchini, allora si' e' razzismo
    2) le civilta' multietniche sono una figata... evviva la diversita'
    3) gli stranieri che non vogliono diventare italiani (cioe' che dicono "no grazie") dovrebbero pagare piu' tasse ed avere meno priorita' sui servizi... se vogliono restare un po' fuori, liberissimi ma c'e' un prezzo da pagare
    4) gli stranieri che vengono a fare casino, delinquenti, ladri o sfruttatori, dovrebbero essere mandati a casa, allontanati... andare all'estero e' come andare a casa di qualcun altro... e la buona educazione ci ha insegnato a tutti che quando sei ospite non ci si comporta come a casa nostra... ci si comporta meglio.
    5) lo ius soli e' sacrosanto non capisco le discussioni... poi in Italia non ci sono abbastanza bambini... se veramente non vogliamo andare in bancarotta, abbiamo bisogno di aiuto.

    Michele (da Singapore) ciao P!

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    1. ciao michi grazie per il commentoooooo!

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  27. Ecco, finalmente una voce fuori dal coro (parlo sia dell'anonima invitata a firmarsi si di rob)!!!

    Esiste anche il razzismo all'incontrario infatti, esistono i pregiudizi nei confronti di chi è diverso anche da parte degli immigrati, ed esiste un certo buonismo, soprattutto da parte delle istituzioni pubbliche verso gli immigrati...

    Carissime mamme che vi scaldate per questo tema, secondo me giustamente interrogandovi sul futuro dei vostri figli, ma perchè nn vi indignate allo stesso modo per i furbi che parcheggiano nei posti per invalidi, per quelli che nn pagano le tasse e risultando poverelli loro sì che ci passano davanti nelle graduatorie per le scuole e manco pagano la mensa, per quelli che fanno cagare i cani nei parchi per bambini, per quelli che si danno malati per andare al mare....

    non so, sarò polemico ma mi sembra spesso che questo senso di giustizia e onestà sia un po' "guidato" magari dall'orientamento politico di chi scrive a favore degli stessi, ossia gli immigrati.

    Gli immigrati poveretti li dobbiamo sempre capire, loro e i loro problemi, mentre noi solo per il fatto di essere italiani siamo automaticamente considerati più fortunati e quindi non possiamo lamentarci, magari poi invece per problemi economici o di salute stiamo 100 volte peggio.

    Sono sicuramente polemico, ma sono un po' anche stufo di lezioncine di morale (e sicuramente mi direte di nn leggere più questo blog cosa che purtroppo - perchè trovo invece lo stile e i contenuti non politicizzati molto interessanti e assai ben scritti - farò)

    Paolo Palumbi (mi firmo, ma nn ho un blog ne' un twitter o simile)

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    1. @Paolo Palumbi
      Eccomi!
      Io sono esattamente e ugualmente incazzata proprio con le categorie da te elencate: con chi parcheggia in doppia fila, con chi non fa lo scontrino, con chi dichiara un'isee inferiore al mio e accompagna la figlia a scuola col SUV (e anche con tutti i possessori di SUV a meno che non mi dimostrino che vivono in cima al monte e non hanno altro mezzo per rientrare a casa la sera), con chi fa cacare il cane sul marciapiede, con chi butta cartacce per terra, con chi non fa la raccolta differenziata, con chi salta le file alla ASL perché è amico dell'amico dell'amico, con chi predica bene e razzola male, e MALEDIZIONE, con tutti quelli che non sanno cos'è la solidarietà perché fa fatica, perché chi me lo fa fare di mettermi nei panni di un immigrato, che se non ci sta bene qui se ne ritorni a casa sua, no?
      Ecco, con le persone ignoranti in questo senso e in malafede io mi scaldo...

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    2. ciao paolo, perché dovremmo dirti di "nn leggere più questo blog?". (dai cavolo non avrai 20 anni, scrivilo tutto il "non"). per il resto sottoscrivo tutto quel che dice ElenaElle e NON sostengo che "gli immigrati poveretti dobbiamo SEMPRE capirli". dobbiamo capirli quando si comportano come ci si aspetta che si comporti un individuo civile, cosa che nella mia esperienza avviene piuttosto spesso. NON dobbiamo capirli quando si ubriacano al pomeriggio a 20 metri dall'ingresso di una scuola, esattamente come NON dobbiamo capire gli italiani che fanno lo stesso (ci sono pure loro, sì). quel che stiamo dicendo qui dentro è che vorremmo, sogneremmo, auspicheremmo, che ricevessero un trattamento PARI a quello degli italiani, il che - qualunque cosa tu abbia votato, ne sarai ben consapevole - effettivamente non avviene NEMMENO dopo 20 anni che vivono qui e pagano le tasse qui. in questi anni ho dato lavoro a diverse famiglie di immigrati regolarmente assunti come colf o baby sitter; si fanno tutti un mazzo tanto, rispettano le leggi e insomma, in cambio non è che abbiano proprio trattamenti di favore. chi sostiene il contrario è davvero, davvero, davvero in malafede.

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    3. scusate, vorrei solo dire che non sono nessun anonimo poi firmatasi rob! io il razzismo non so cosa sia nel senso che per me puoi essere di qualsiasi nazionalità del mondo, ma ti tratterò sempre allo stesso modo. proprio per questo mi spiace la situazione creatasi nella classe di mia figlia, dove invece i nostri tentativi di integrazione sono stati vani.
      Lo ius soli però, giuridicamente parlando, è un discorso complesso e sinceramente ci sono altre vie per far ottenere più facilmente la cittadinanza senza per questo rischiare l'immigrazione di massa (perchè anche quello sarebbe un bel problema).

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  28. A me personalmente mi mandano fuori dai gangheri i furbi, quelli che dichiarano che sono single quando convivono, io ad esmpio convivo ma nell'ISEE per il nido ho dovuto mettere i redditi miei e del mio compagno, lui poi ha perso il lavoro, ma mi hanno detto che non si poteva fare niente, quindi io pago l'asilo come se avessimo 2 redditi e non uno. Ma c'è chi passa per povero quando fa delle autodichiarazioni fasulle e molte volte non sono stranieri.

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    1. anche io ne conosco e abitano in centro in case lussuosissime...

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  29. Mah, la mia esperienza è un esperienza di integrazione. Sia nella classe del Benji all'asilo, sia nel mio condomionio che nel mio quartiere. Di immigrati ce ne sono tantissimi. Ci sono i loro ristoranti e i loro negozi. I nostri figli giocano insieme senza alcun tipo di pensiero sopra. Così, tranquillamente, come è giusto che sia. Certo noi genitori (i figli molto meno) siamo tutti vestiti diversi e la nostra dieta è diversa, ma il modo educato di trattarci è lo stesso. Nel mio quartiere c'è davvero degrado e povertà e case popolari deglia anni 50 che cadono a tocchi e gente che davvero fa paura incontrarla la sera, ma sono italiani quelli che mi fanno paura. Così com'è italiana la panettiera che fa cagare il suo cane nel parchetto dei bambini e poi minaccia il nonno che si permette di obiettare. Ed è italiano il tipo che vive nel mio condominio e usa il cortile come officina dei suoi motorini rubati (e una volta ha rincorso uno con il coltello in mano). I miei vicini sono filippini, peruviani, senegalesi, turchi, indiani e sono dei buoni vicini anche se ammetto che i peruviani il we sono tutti brilli eheheheh gli unici con cui non c'è relazione sono i cinesi che davvero stanno un po' nel loro. Certo non controllo il loro ISEE ma non li vedo con i macchinoni o altri lussi. Spesso condividono l'appartamento con i loro genitori. Ritengo la mia una situazione molto buona ma anche frequente. Tante famiglie tuttaltro che benestanti che lavorano sodo e che sono felici di poter mandare i loro figli a scuola in un paese bello come il nostro. Mamma Jane
    ps. è vero che magari al parchetto tutte le mamme musulmane stanno un po' tra di loro, ma i loro figli no, i loro figli sono integrati e giocano con tutti. L'integrazione ha comunque bisogno di un pochino di tempo e anche noi italiani quando siamo all'estero (vedo mio cugino a Berlino) tendiamo a fare un po' gruppo. Sono troppo ottimista?

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    1. no, la penso come te. ci vuole un po' di tempo ma prima o poi ci arriviamo anche noi.

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  30. Cara Paola io credo che in Italia si ragioni così: se qualcuno commette un reato ed è straniero allora l'essere straniero rappresenta l'aggravante, se non addirittura la causa primaria per cui il tizio ha commesso il tal reato; se invece è un italiano ha solo commesso un reato. E' proprio questo che a me dà fastidio: il fatto di considerare le persone per dei connotati e non per il fatto che sono semplicemente persone. Io ti giuro che non capisco tutto questo clamore per "è la prima persona nera/di colore che fa/che è"... Ma perché scusate essere neri o di colore implica qualche diversità di diritti/doveri? Mi sembra che abbiamo superato da un pezzo questa fase storica.

    In ogni caso ti racconto questi due aneddoti.
    Milano, supermercato: in fila alle casse.
    Scena 1. Uno straniero mi passa davanti perché ha solo un paio di cose da pagare. Mi irrito (perché io mi irrito con chi non rispetta le regole) e gli dico "mi scusi c'ero prima io se vuole passare avanti perché ha solo due cose da pagare me lo chiede e non c'è problema, però me lo deve chiedere d'accordo?". Mi risponde male e mi becco della razzista. Rispondo che io sono per l'educazione e il rispetto.

    Scena 2. Uno straniero chiede ad un signore della cassa di fianco alla mia se può passare avanti "per favore ho solo due birre da pagare". Il signore dice sì ma poi non so perché la commessa inizia ad attaccarlo urlando "devi fare la filaaaa!". Lui si difende dicendo "ma ho chiesto il permesso, è vero?" e si rivolge al signore a cui aveva chiesto di passare avanti che soprendentemente NEGA di avergli accordato il permesso. (Rimango basita). Allora il ragazzo viene nella mia fila mi chiede se per favore può passare avanti, gli rispondo di sì, perché davvero se uno mi chiede per favore, ci mancherebbe.
    Morale alla fine la cassiera di prima chiama la security e lo fa perquisire. Lui chiede spiegazioni chiede "perché? solo perché sono straniero?". Ovviamente non trovano niente nelle sue tasche. Io dico alla cassiera che è profondamente maleducata, pago le mie cose ed esco dal supermercato con un senso di amarezza.
    Gin

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  31. Sai qual è la cosa che mi fa imbestialire tantissimo del discorso razzismo?

    Che noi Italiani siamo stati vittime di emarginazione sociale pesantissima sia all'estero, che nel nostro stesso paese, ma ce ne siamo come per magia completamente dimenticati!!!

    Sono di Torino, negli anni 50 il flusso di emigranti che hanno riempito la città arrivando dal sud è qualcosa di incredibile (ma anche dall'est Italia, io stessa ho la mamma veneta), e ti assicuro che noi piemontesi non li abbiamo trattati coi guanti; la mamma del mio compagno, arrivata dalla Sicilia in questo paesotto della provincia di Torino, ricorda benissimo che "a noi meridionali non affittavano le case". Ti rendi conto? Era cosi, parlavano loro solo in piemontese e non gli davano disponibilità di apparamenti.

    E qualche anno prima, nemmeno i miei nonni non se la passavano tanto meglio, perchè pure i veneti venivano visti male.

    Accadeva solo 50 anni fa, abbiamo la memoria cosi corta?
    Fra

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    1. Guarda sul razzismo degli italiani contro gli italiani ne ho letta proprio una bella in uno scambio di post tra 2 mie amiche di Facebook. Parlando di una questione politica che non sto qui a riportare per intero, ma che comunque riguardava la responsabilità un po' di tutti, oltre che della classe politica in certe situazioni, quella delle due nata in Svizzera da genitori italiani emigrati negli anni '60 e vissutaci per 20 anni, attivista locale di uno dei maggiori partiti italiani scrive "se permetti io mi sento meno coinvolta e come, grazie al prevaricare della mia seconda cultura..." e ancora alla replica dell'altra sulle capacità degli italiani come popolo: "potrei essere d'accordo sull'essere bravi e fantasiosii in tante cose (essere convinti di essere i migliori è per me sempre negativo, perché non si ammette di poter migliorare e credo tutti possono migliorare in qualche aspetto) ma se il pezzettino che manca, sia questo la forza politica, il popolo pecorone, o vattelapesca cos'altro ci ha portato dai Romani a quello che l'Italia è oggi allora direi che è una parte sostanziale del DNA che ha qualche problemino." Mi sono chiesta ma vivere 20 anni in svizzera cambia il DNA?

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    2. Conoscete quel bellissimo libro di Gian Antonio STELLA, "L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi"? La sua teoria è proprio che gli immigrati ci fanno da specchio di quel che eravamo e che non vogliamo più vedere. Il libro è una raccolta di testi sul razzismo contro gli italiani dalla fine dell'Ottocento. Ve lo consiglio.

      Anna

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  32. hai ragione. sono andata da un'estetista razzista (li sto beccando tutti ultimamente), una tizia di napoli che diceva: "bisognerebbe uscire in strada e fare piazza pulita", mi sono arrabbiata da pazzi ma poi, controvoglia, mi sono limitata a cambiare discorso perché aveva in mano un tronchesino.

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  33. Madò. Io alla catechista le spaccherei il culo, perchè sono una donna dall'animo brigatista. Eccheccà. E viva i cieli di Irlanda, io li amo.

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  34. Qui la lista per entrare al nido comunale è abbastanza lunga, devi iscrivere il ragazzino appena viene al mondo e non sei comunque sicuro di entrarci. E i criteri di avanzamento della lista sono abbastanza assurdi (perché chi è in affitto prende più punti di chi ha casa e paga gli stessi soldi mensilmente per un mutuo? Perché se risiedo qui da 5 anni ho più diritto di uno che risiede da due? Perché un coniuge disoccupato ha più punti di una mamma casalinga?), perciò la lotta è abbastanza all'ultimo sangue.
    Non che i nidi privati manchino.. ma costano di più e si paga un fisso indipendentemente dal fatto che il nanetto ci sia andato o meno, mentre quello comunale prevede una quota fissa e una quota che varia a seconda della presenza (ticket pasto, gg di assenza, vacanze varie).
    La scuola materna poi è una e una soltanto e li la lotta diventa più aggressiva.
    That's provincia.

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  35. no non sei l'unica. Io mi inviperisco appena sento uno di questi "ragionamenti" (che di ragionevole non hanno proprio nulla). Purtroppo mi viene un tale nervoso che devo trattenermi dal rispondere, perché mi verrebbe da saltare alla gola... e anche perché argomentare non serve a nulla, i pregiudizi sono come muri di gomma.

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  36. Per fortuna no... ma ho paura che non siamo abbastanza. A scuola di mia figlia 9 anni hanno fatto un progetto interculturale.. meraviglioso.. canzoni strappalacrime sui bambini soli in una città nuova, manine di vari colori che si agitavano per aria.. persino un lavoro sulle spezie che vengono da lontano e mia figlia porta a casa un invito a una festa di compleanno di una bambina nordafricana pieno di errori corretti in rosso. Mi spiega "L'ha scritto suo fratello più grande perché se lo scriveva lei certi le dicevano che sbaglia perché è marocchina, perché è extracomunitaria, perché è nera". Ma che cavolo di progetto hanno fatto?????? non li vedono i bambini che dicono queste cose? non è più immediato farli lavorare insieme.. altro che canzoncine e bandierine! ah ma quando arrivo ai colloquio delle maestre gliene parlo.. vedi come mi sono incavolata!

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