Ho traslocato su erounabravamamma.it

Vi aspetto!

giovedì 19 maggio 2011

A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più

E qui sto parlando della mia deliziosa Pupa, che nella foto offre fiduciosa il collo

Poi a casa mi ha detto: "Mamma, vorrei che Jovanotti fosse un bambino. Così, quando cresce, potrei sp
osarlo".

martedì 17 maggio 2011

La ragazza alla pari francese e le grandi domande della vita

That don't impress me much
Vi ricordate quella bella canzone di Shania Twain? Era il 1998: lei, superfica e leopardata, persa nel bel mezzo del deserto, scartava con eleganza uno stuolo di maschi Alfa desiderosi di trarla in salvo e contestualmente concupirla: «Saresti uno scienziato della Nasa? Non mi impressiona molto». «E così, sei Brad Pitt? Non mi impressiona molto». Grandissima. Se non l'avete in mente andate a risentirla, è un bell'aiutino per l'autostima e il Girl Power in generale, nonché il mio mantra quando sfighe di una certa magnitudo mi travolgono. Tipo venerdì scorso: torno a casa stremata dopo una settimana vi giuro pazzesca e come se non bastasse trovo la ragazza alla pari francese in lacrime.
La ragazza alla pari francese - che segue alla estone, che seguiva alla tedesca, che seguiva all'olandese - è stata con noi solo dieci giorni. Da me battezzata affettuosamente, a sua insaputa, "pagnotta" per una certa naturale tendenza all'inchiattimento, sin dall'inizio aveva mostrato dei buchi piuttosto rilevanti nel sistema operativo. «It's not possibòl to talk to the kids in Englìsh», diceva con il fastidioso accento dei francesi determinati a non defrancesizzarsi neanche dopo vent'anni di permanenza all'estero. «Cara grazia che il Pupo capisce l'italiano», ho provato più volte a spiegarle con pazienza. (Di qui in poi, per vostra comodità di lettura, tradurrò anche le sue frasi).
(Pagnotta, giorno 2): «Com'è che i tuoi figli, se vedono la nonna, smettono di prestarmi attenzione e corrono da lei?».
(Io): «Con i bambini ci vuole un po' di tempo. Pensa che persino noi genitori ci abbiamo messo mesi a definire una relazione loro. Figurati tu in pochi giorni».
(Pagnotta, giorno 4): «Non mi sento a mio agio. Questo lavoro è troppo difficile. I bambini non mi ubbidiscono. Perché i bambini non ubbidiscono?»
(Io, giorno 6): «A proposito, potresti cambiare il pannolino al Pupo, quando fa la cacca? Da cinque giorni torno a casa e lo trovo sporco».
(Pagn): «Cacca? Pupo? Pannolino?»
(Io, giorno 7): «Ti secca pulire il lavandino del bagno quando metti il fondotinta? Sembra che sia lì lì per staccarsi dai tubi e andare in discoteca».

Lei, in lacrime, giorno 10: «È successa una cosa assurda. Tua madre mi ha detto una parolaccia davanti ai bambini».
That don't impress me much, ho pensato. «Quale parolaccia sarebbe, cara?»
Lei: «T..ia. Sniff, sob, sigh».
«Ma pensa, è curioso. Per quale motivo te l'avrebbe detta?»
«Ehm... non so. Non c'era assolutamente nessun motivo, l'ha detta e basta».
«Di fronte ai bambini».
«Sì! Infatti anche loro ci sono rimasti male, per l'assurdità della cosa. It's not possibòl, it's not possibòl».
«Strano. Bizzarro. Buffo. Non è che stai cercando una scusa per andartene, vero?»
«Macchè, no. Mi ha proprio detto quella cosa lì, non è una scusa. È che qui, capisci, insultata e offesa... devo proprio andarmene».
«Ok. Dunque riassumendo mia madre ti ha detto t..ia davanti ai bambini senza nessun motivo».
«Esatto».
«Sicura? In tutti questi anni ho pensato che mia madre fosse una persona gentile e di buon senso, invece grazie a te apprendo che è una pazza, un mostro, che si diverte a insultare le ragazze straniere senza ragione? L'accendiamo?»
«L'accendiamo».

E così, anche la pagnotta se n'è andata.

(Non c'entra niente con la ragazza alla pari, ma la grande domanda della vita è: fare un coming out politico in questo momento storico farebbe aumentare, diminuire o restare uguale il numero dei lettori di questo blog?).


mercoledì 11 maggio 2011

Un'idea che avevo in mente da tempo

In realtà non è mia, però
Un paio d'anni fa mi era piaciuto un sacco un post di mammaimperfetta (ora non sono in grado di ritrovarlo ma voi magari con più pazienza, eccetera), da cui prendo spunto per quel che sto per scrivere.
Forse sapete o forse non sapete che esiste uno strumento di Google - detto Analytics - che ti svela un sacco di cose interessanti sul tuo blog: per esempio quante persone al giorno lo visitano, quante pagine guardano, se vivono in Zambia o Kirghizistan.
Una delle voci più divertenti si chiama "sorgenti di traffico" e in pratica ti dice che tipo di ricerche ha fatto la gente su Google per arrivare fino da te. Allora ho fatto una classifica (provvisoria: c'è un sacco di materiale) delle "chiavi di ricerca" che portano al blog Erounabravamamma. Alcune persone cercavano proprio me, altre no, e sono le più divertenti:
1. La parola chiave "Quaquerello" ha generato 53 visite.
2. "Sepia smettere di allattare" (scritto proprio così. Che vorrà dire?) ha generato la bellezza di 11 visite.
3. "Neonato testa sudata", 11 visite. Questo mi fa molto ridere. Cioè mi fa ridere immaginare una mamma con bebé dal cranio grondante che digita su Google come una disperata, in cerca di rimedio al suo problema (rimedio che, di sicuro, sul mio blog non ha trovato).
4. "Libro mamma prima di essere", ha generato 9 visite. Cioè, ma come parlano queste? Sarebbe se dicessi io come ho che un blog parla che mamme di e figli.
5. "Aggigghio" ha generato 5 visite. Ricordo bene il mio post sull'aggigghio. Se volete rileggerlo, è qui.
6. "Mamme putanne", 3 visite. Scritto proprio così, con una ti e due enne.
7. "Tecniche sofrologia bambini", 3 visite. Ecco questo è un mistero. Perché non so cos'è la sofrologia, e non mi ricordo di aver mai usato questa parola.
8. "Bambino 1 anno e mezzo gioca solo con pentole", 2 visite. Be' c'è di peggio nella vita, no?
9. "Cane corso cosa deve mangiare la mamma appena partorito", 1 visita, ma non capisco cosa c'entra il cane.
10. "Video porno mamma e figlia si divertono insieme", 1 visita, si commenta da sé. Come anche "A mio figlio di 8 anni dopo una botta fa subito livido". E per finire, il meglio: "Aiuto qualcuno mi sa dire cosa può voler dire avere il dito mignolo del piede che mi brucia e mi fa molto male che sale fino al polpaccio". Io certamente no.

Ho molto altro materiale e se il tema vi appassiona lo pubblico volentieri. Però attendo feedback: voi, per esempio, come mi avete trovato?


martedì 3 maggio 2011

Tempo: comunque vadano le cose, lui passa

E se ne frega se qualcuno è in ritardo
Ultimamente ho pochissimo tempo. Quasi non riesco a leggere i vostri commenti, figuriamoci a scrivere un post. Mi sveglio di notte e per via dei pensieri non riesco a riaddormentarmi: tutto mi sembra gigantesco e insopportabile. Compilo liste infinite di cose che non farò. Una volta lo scrittore Gianrico Carofiglio, che adoro, mi ha detto: "L'importante è fare le liste. Se fai le liste, poi tutto si sistema". Gli ho chiesto: "Cosa succede se non riesco a spuntarne nemmeno una voce?". Lui mi ha rassicurato: "Rifalla uguale il giorno dopo. O la settimana dopo. Prendi un altro foglio e la riscrivi. Però non tenere lo stesso foglio, eh? Dev'essere significativamente diverso. Diverso, magari, anche il colore della penna. Una settimana lista con la Replay rossa, la settimana dopo con la Bic blu. Così ti illudi che qualcosa sia cambiato."
Il mio amico Tommaso nei periodi più faticosi della sua vita aggiungeva alle liste occupazioni banali tipo "Fare la doccia", solo per avere la soddisfazione di poter cancellare almeno una voce. Ignoro se sia ancora nella stessa situazione ma mi piace pensare che sia così; quando sono particolarmente incasinata, di notte mi consolo pensando a lui e a Carofiglio. A ognuno le sue perversioni.
Poi, penso che vorrei un'assistente. Se avessi dei soldi che mi avanzano li spenderei tutti per un'assistente. Una persona che mi aiuti a passare su questa terra lieve, a ricordare per esempio di
- buttare la pattumiera e di non lasciarla in giardino sotto l'acqua per tutta la notte,
- compilare e firmare il modulo per l'autorizzazione della gita di mia figlia,
- metterle in mano il libro "Cuccioli di dinosauro" al martedì mattina in modo che non torni dall'asilo con il foglietto di sollecito della biblioteca, quello con lo smile triste,
- bagnare tra tutte le piante di casa almeno l'orchidea che ho in camera, almeno lei, che me la dimentico sempre e ha le foglie tristi come lo smile triste del sollecito della biblioteca dell'asilo
- prendere il mav per pagare la rata di condominio che scadeva ieri
- vestirmi bene domani, che devo presentare il primo romanzo di un'amica, e non uscire di casa con i trucioli in testa e le sneakers bucate sul davanti

Tutte queste cose e molte altre ancora penso durante la notte, e arrivata a un certo punto capisco che ho fatto un'altra lista, ancora, e che la mia vita è una lista continua di incombenze da rispettare ritardi accumulati dimenticanze impossibili da rimediare se non arrendendosi al fatto che ormai è andata così. Ogni giorno mi ricordo qualcosa che ho scordato, oggi per esempio di comprare il latte, di passare in farmacia per la melatonina che mi illudo possa impedire alcuni dei miei frequenti risvegli, di andare al fax di redazione a ritirare la certificazione degli interessi del mutuo mandatami dopo numerosi solleciti dalla signorina della Deutsche Bank, certificazione che giace lì da ore e che ormai tutti i miei colleghi avranno letto chiedendosi come faccia a pagare una rata così alta ogni mese considerato lo stipendio che ho - essi non sanno che quest'anno nemmeno un paio di scarpe, ho comprato - e forse qualcuno mosso a pietà me l'avrà infilata nella casella della posta dove la dimenticherò per diversi giorni, finché la mia compagna di stanza non me la metterà sulla scrivania, dove la lascerò ancora un po', finché la commercialista non mi telefonerà impaziente dicendomi che manca solo quella, e io correrò a faxargliela pensando, perché accidenti non l'ho fatto subito, quando l'ho ricevuta?
Questi sono solo alcuni dei numerosissimi motivi per cui se avessi soldi che mi avanzano mi precipiterei a procurarmi un'assistente, che tratterei come una dea e pagherei benissimo, provando nei suoi confronti una gratitudine costante perché la sua presenza mi solleva dalla necessità di masticarmi di continuo le unghie pensando a quello che non riesco a fare. Se avessi un'assistente potrei per esempio di qui a sabato semplicemente godermi la prospettiva di intervistare Jovanotti a Mantova. Che è poi curiosamente l'autore del titolo (e del sottotitolo) di questo post, come avrete certamente capito.
So (immagino) che alcuni di voi penseranno o mi diranno che devo rallentare i ritmi, e prendermela con calma. Ci sono motivi oggettivi che mi impediscono di farlo. Scusate se questo post quasi non fa ridere. Anche se tutto sommato, a rileggerlo, qua e là...

martedì 26 aprile 2011

Come Mike Delfino si è guadagnato il suo soprannome

A volte le soddisfazioni più grandi vengono da un pezzo di ceramica sospesa
Finalmente Mike Delfino - il mio Mike Delfino, non quello di Casalinghe disperate - può dichiararsi degno del suo soprannome. Spero che il resoconto che segue vi appassioni: da settimane il bidet di uno dei nostri (innumerevoli) bagni aveva qualche problema. L'acqua scendeva pianissimo, pianissimo... negli ultimi giorni, praticamente goccia a goccia. Ci abbiamo versato dentro litri di Idraulico Liquido, ma non è servito a niente. Finché ieri sera, io:
"Dai Mike, aiutami a smontare il bidet."
"Eh? Ma se sono quasi le dieci."
"Che c'entra, scusa? Se ti faccio lavorare a quest'ora mi metti fuori la tariffa notturna?"
"Ma chiamare un idraulico, no? Noi nel frattempo potremmo guardarci un bel film."
"Macché idraulico. Ti chiede ottanta euro per un lavoretto da niente."
"Hai mai smontato un bidet in vita tua?"
"Io? Certo. Quand'ero ragazza tutte queste cose le ho sempre fatte da sola. L'impianto elettrico, imbiancare... e poi ho guardato un tutor su internet."
"Su come smontare un bidet?"
"Guarda che esistono tutor su qualunque argomento".
(...)
Nella mezz'ora successiva Mike ha acconsentito a sdraiarsi con me sul pavimento del bagno e ad aiutarmi a smontare il bidet pezzo a pezzo, sifone compreso. Se da piccoli vi piacevano il lego o il meccano sappiate che non è poi tanto dissimile. A un certo punto il mio prode compagno ha pure esposto il linguino da rettile (il linguino tipico di quando fai un lavoro per cui occorre concentrazione). Alla fine nel tubo del bidet abbiamo trovato:
- un piccolo delfino di plastica dura, un tempo blu, ora un colore che non vi dico;
- una conchiglia (vera) parzialmente disgregata dall'Idraulico Liquido;
- il tappo di una bottiglietta d'acqua;
- altri coacervi che non intendo descrivere.
Una soddisfazione che non si può dire. Anche perché il sanitario, rimontato, funziona alla perfezione e abbiamo pure risparmiato i famosi ottanta euro. Peccato che poi stanotte i Pupi abbiano tossito ininterrottamente e io abbia dormito 15 minuti in tutto, e che stamattina il Pupo stesse già minacciando nuovamente lo scarico con un calamaro di gomma, al grido di "Mare! Mare!". Quando l'ho visto ho pensato: ah, quei tentacoli plasticosi, dove glieli metterei.

ps sono disponibile per consulenze su scarichi intasati & simili.

mercoledì 20 aprile 2011

Le grandi domande della vita

Incidenti domestici e dintorni
1. Perché, qualunque sia la coda che scelgo al supermercato, essa è automaticamente destinata a divenire la più lunga?
2. Perché i pediatri continuano a dirci "Signora l'antibiotico non serve a niente, visto che al 99% si tratta di un'infezione virale" ma poi, alla prima dose di amoxicillina, al bambino passa istantaneamente la febbre e pure il mal d'orecchio?
3. Perché quando apro una nuova confezione di caffè 9 volte su 10 ne rovescio almeno un terzo nelle fessure della cucina?
4. Perché ogni volta che compro le uova, quando poi arrivo a casa scopro di averne rotta almeno una?
4bis. Perché ogni volta che compro i lamponi (a 2 euro al grammo) poi me ne dimentico e li ritrovo maciullati in borsa, tra l'agenda e il portafoglio, dove li avevo messi per "essere sicura di non schiacciarli col resto della spesa"?
5. Perché quando finalmente riesco ad andare in piscina poi (una volta pagato l'ingresso) mi accorgo di aver lasciato il costume a casa?
6. Perché: se accompagno la Pupa all'asilo col passante ferroviario, qualcuno decide di sopprimere tre treni consecutivi nell'ora di punta; se decido di portarla col tram, una macchina parcheggiata in doppia fila ci blocca per venti minuti; se vado in auto, all'improvviso aprono un nuovo cantiere per la metropolitana (che sarà pronta quando nasceranno i miei nipoti)?
7. Perché mi presento alla vendita di jeans di campionario per la stampa senza l'invito, che era obbligatorio, e mi faccio rimbalzare?
8. Perché ogni mercoledì mi lascio convincere da un collega ad "assaggiare lo sgombro al forno, che è buono e fa bene" in mensa?
9. Perché prendo il caffè alla macchinetta, poi mi dimentico di aver pigiato il bottone, lo schiaccio di nuovo facendo calare il primo bicchierino nel secondo già pieno = caffè dappertutto, soldi buttati, occhiate di pietà degli astanti?
9bis. Perché, alla suddetta macchinetta, schiaccio sempre il maledetto tasto 62, che ti ciuccia i soldi ma ti fa restare incastrata la bottiglietta d'acqua?
10. Perché mio figlio, aka il Pupo, si diverte tanto a sputare sul gatto dei vicini, per giunta nel momento esatto in cui i vicini escono di casa? Peraltro i suoi sputi sono esilaranti perché di brevissima gittata e mira scarsa o nulla, quindi più che altro si sbava addosso da solo.

Se foste così gentili da dirmi cosa capita a voi lo troverei molto consolante. Però non posso promettervi un altro Quaquerello.

sabato 16 aprile 2011

Colpi di tosse

Sul filo di lana, hanno vinto loro
Ebbene amici, stavolta ero proprio molto indecisa e anche per questo ho esitato un po' a pubblicare il risultato dell'ultimo concorso. Ma alla fine... la vincitrice del Quaquerello è Greta, che ha digitato su eBay la parola "utile" ottenendo questo elenco:

1)MANOVELLA AVVOLGI CORDA PER CHITARRA, la cui descrizione recita "accessorio SEMPRE UTILE che non ha bisogno di spiegazioni". Certo, ne ho sempre uno in borsa, insieme ai fazzoletti di carta.
2)VECCHIO ROBOT VINTAGE BAXINGER, fa parte della trilogia di Bryger e Sasuranger, UTILE per ricambi. Chi di voi non ne ha uno a casa cui sostituire una lama rotante o un razzo missile?
3)CENTRO TAVOLA ANTICO, UTILE PER IMPREZIOSIRE UNA VETRINA DI ANTIQUARIATO... ma la cosa migliore è la descrizione: "in vetro d'epoca, con greca satinata, impreziosita da fiori di oro zecchino (credo). Sicuramente il tempo le ha fatto perdere parte del dorato" ... sarà quello! "il tutto come ritrovato in una vecchia soffitta di famiglia".
È veramente repellente, ma antico e proprio utile, per 9,90 euro è vostro!
4 LA TOSSE È UTILE. COLPI DI TOSSE Antologia letteraria legata alla tosse con pagine di Conrad, Chandler, Kafka, Catullo etc. Usato ma in ottime condizioni.
5)POGGIA PIEDE A VENTOSA MULTIUSO PER DOCCIA, UTILE PER LA DEPILAZIONE DI GAMBA E PIEDE. Multiuso? scorro l'annuncio e trovo 2 foto: una è quella di apertura dell'annuncio con un piede smaltato poggiato e una mano con rasoio, l'altra è una foto hard con lei aggrappata al bocchettone della doccia, lui dietro, e il piede poggiato, effettivamente, sul supporto in pvc a ventosa.

Devo ammettere che
a) Girandola Precaria ha vinto il premio della critica e
b) a farmi propendere per Greta è stata un'esperienza personale. Ebbene sì. È tutta la settimana che i Pupi hanno la tosse e siamo tornati a svegliarci anche sette, otto volte per notte; cioè io, visto che Mike Delfino quando dorme è perso nell'Iperuranio; se non mi sparo è solo perché penso al titolo del libro segnalato da Greta ("La tosse è utile") e mi dico vabbè, tutto ha un senso nella vita, evidentemente anche l'insonnia.
Riguardo al tema "malattia", va detto che Pupo e Pupa già vanno manifetando chiaramente la differenza di genere. Mentre la Pupa tende a chiudersi nel suo dolore, con dignitoso riserbo, e a badare a se stessa affinando col crescere dell'età il lato ipocondriaco tipico di noi donne ("Mamma, è normale da 5 anni avere la tosse?"), il Pupo ogni volta che gli cola il naso sembra che gli sia passato addosso un trattore, e nelle ore notturne s'accresce la sua tendenza al dramma. Due giorni fa, ore 00.30, io ero nel primo sonno:
"Bluaaaaargh! Bleck! Buuorf!"
E poi.
"Maaaaaaaammmmaaaaa!"
Corro - come al solito sbattendo contro tutti gli stipiti - in camera sua e lo trovo seduto sul letto, singhiozzante e piangente. "Maaaammma! Il mio letto è Magnato!"
"Oh popo, oh amorino, ma cos'hai fatto hai gomitato per la tosse?"
"IL MIO LETTO È MAAAGNATO!"
"Sì amore me l'hai detto, adesso andiamo in bagno e la mamma ti lava, bevi un po' d'acqua e cambiamo le lenzuola, non urlare che svegli la sorelli..."
(Pupa, in tono rassegnato): "Mamma, la prossima volta che coso fa così io vengo in camera vostra e ci dormite voi, con lui."
(Io, raccogliendo il Pupo e il gòmito): "Amoroso, ora vieni che la mamma ti cambia. Vieni vieni vie...". "Bluaaargh! Bleck" Buoorf! MI ACCENDI LA LUCE!"
"E che ti cambia, se anche vedi quel che vomiti? Ma poi, da quando hai imparato a parlare così bene?"
"IL MIO LETTO È MAAAGNATO!".
(Io, strabica per la stanchezza e con una macchia di vomito sulla maglietta blu che porta la scritta 'Maraone 11', residuo di quando giocavo a calcetto al liceo) "Questo l'avevo capito. Ora però andiamo in bagno, vieni amore".
Finalmente in bagno bagno, il Pupo è un Jackson Pollock di bave, rigurgiti e altre cose schifose che non vi sto a descrivere troppo. Cerco di spogliarlo tenendolo in piedi davanti al bidet. Lui si china verso il bidet, tossisce e ci rivomita. Poi, ripensamento, si volta a destra verso la vasca: un bel vomito sulle paperelle e in ogni singolo poro della spugna di mare naturale vegetale pagata una sassata. Poi mi guarda con l'aria improvvisamente calma, si pulisce la bocca con la mano destra e se la passa tra i capelli. Penso se avessi una sigaretta ora, la fumerei. Il tempo di chiedermi e ora che faccio, lo metto sotto la doccia nel cuore della notte, lo ributto a letto nel suo vomito e fingo indifferenza, vado a vivere a Kuala Lumpur, lui dà un ultimo colpo di tosse e mi vomita sui piedi. Il contrasto tra lo smalto rosso e i residui di cibo è davvero qualcosa. A quel punto come un mantra mi ripeto mentalmente la tosse è utile, la tosse è utile, la tosse è utile e decido: questo Quaquerello deve vincerlo Greta.