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giovedì 22 marzo 2012

Maestre che impensieriscono le mamme

Una giornata boh
Premessa: la giornata è iniziata male per varie ragioni tra cui che ho inghiottito per sbaglio un frammento di sapone, frammento minuscolo ma oh, superbleah.
Dialogo tra una mia cara amica e la maestra della materna di sua figlia, 3 anni e 4 mesi proprio come il Pupo: «Signora va tutto bene, anzi tutto benissimo, Bianca gioca bene, è taaanto carina, dolce, va d'accordo con tutti».
(La mia amica) «Ma?»
(Maestra) «Ma cosa?»
«Di solito in questi casi c'è sempre un ma, la vita non è mai perfetta».
«Maaah, se proprio vogliamo guardare, in effetti...»
«Lo vede che c'era il ma?»
«Ecco, Bianca a volte ancora fatichiamo a capirla».
«In che senso, a capirla?»
«La pronuncia delle parole, intendo. Se lei vuole, signora, possiamo fare così: a giugno facciamo il punto della situazione, nel caso la scuola può affiancare alla bambina un bravo logopedista».
«Oddio! Ma siamo a questi livelli? E dire che io la capisco perfettamente. Non ci eravamo accorti di niente».
«Eccerto, voi siete i genitori. Però non si preoccupi, eh? Non c'è nuuulla di cui preoccuparsi».
«Ma scusi, lei mi sta dicendo che Bianca parla peggio di Emily Ramirez, la bambina messicana?»
«...»
«Peggio pure di Brandon, il bimbo filippino arrivato in Italia a settembre?»
«Ehm...»
La mia amica mi ha riportato questo dialogo con l'aria divertita, ma nei suoi occhi ho colto uno scintillio di preoccupazione. Mi sono messa a ridere perché mi è venuta in mente la nostra pediatra, la dottoressa ZiaBubu, che del Pupo un paio di mesi fa diceva: «Non ha nessun problema, solo questa pronuncia sciatta. Se ti metti d'impegno puoi anche correggerla, ma ne vale la pena? Voglio dire, è esilarante. Fossi in te me lo godrei finché dura».
Ieri sera in effetti il Pupo, disobbedendo come al solito alle mie indicazioni, si è messo a correre ovunque appena uscito dalla vasca da bagno ed è scivolato lungo disteso sul parquet, nudo come un verme. Stamani ancora si lamentava grattandosi la testa: «Ho un bloccolo» (bernoccolo).
Nel frattempo, la Pupa Finalmente si è comportata male. All'uscita della scuola, ieri, la maestra mi ha raccontato che, su istruzione di una sua compagna molestissima, ha riempito di colla la sedia di un compagno, sperando che il malcapitato poi ci si sedesse. Mi ha suggerito la maestra: «Provi a vedere se glielo racconta sua figlia, spontaneamente». Così le ho chiesto con calma: «Pupa, oggi a scuola è successo qualcosa?». Lei, con gli occhi già velati di lacrime: «Sì, ma preferirei non parlarne». Un minuto dopo aveva già confessato tutto, e singhiozzava chiedendo scusa (a me). L'ho baciata, le ho asciugato le lacrime e le ho detto: «Pupa, da grande non potrai mai fare l'agente segreto».
Una domanda per voi Cosa ne pensate della maestra che suggerisce alla mamma di far vedere la piccola a un logopedista? Ho letto di recente un articolo che spiega come i bambini, a due anni, «debbano» conoscere 25 parole. E mi è subito venuto in mente che i miei, all'epoca, manco per il cavolo.

54 commenti:

  1. Secondo le maeste di oggi 3/4 dei bimbi avrebbero bisogno del logopedista.
    Mamma mia ma diamogli tempo!
    Io la zeppola me la son corretta da sola e non ho turbe particolari...non su quello almeno :-)

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  2. I miei figli a 2 anni dicevano mamma papà latte ninna e basta credo!!!!!!!!!!!!a due anni e mezzo inoltrati parlavano meglio di me!!!Ognuno ha i suoi tempi

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  3. chiaramente bisogna vedere caso per caso. non credo sia tanto il numero di parole a 2 anni indicativo, quanto piuttosto come si esprimono dopo i 3. i motivi per cui un bambino non pronuncia bene le parole possono essere tanti, dalla semplice pigrizia a problemi "meccanici" (x esempio tonsille...), non è certo a 2 anni il momento x preoccuparsi, ma 3 e mezzo-4 si. o meglio, non tanto preoccuparsi ma un incontro con il logopedista male non gli fa, un esperto è in grado di dirti se è il caso farlo vedere da uno specialista (x esempio otorino) e intervenire (a volte anche chirurgicamente) o semplicemente aspettare che si sblocchi da solo. insomma, consigliare il logopedista non vuol dire allarmare una persona, ma casomai sentire il parere di una persona più esperta che potrebbe tranquillizzarla o risolvere il problema prima che sia troppo tardi.

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  4. La nana, 21 mesi, conosce tante parole, di cui molte, a ben vedere, sono sillabe polivalenti, altre sono pronunciate in modo assurdo (Po' per es. è Pietro, suo fratello, Topolino, dopo e molto altro. Cok, per esempio, è la scottex. Chià il cucchiaio e le chiavi. e via dicendo). Solo il NO viene pronunciato bene ed in modo assoluto. (A tal proposito paola, la nana le bugie le dice: "nana hai fatto la cacca?" e lei "NO!" scappando via e lasciando la fragrante scia).
    Io non credo che la tua amica debba preoccuparsi troppo, la bimba è ancora abbastanza piccola e forse correggrà da sola gli errori di dizione accorgendosi che fuori casa viene capita poco.
    La mia nana, appunto, parla ancora male ma inizia ad essere in difficoltà nel confronto con gli altro bimbi.
    Per esempio, al parco l'altro giorno, vede un bimbo (mimmo, come dice lei), gli si fionda incontro e gli urla "CIAO MIMMO!". Lui, atterrito, inizia ad indietreggiare dicendo "ma io non mi chiamo Mimmo, io sono Abdul...".
    Lei ci è rimasta un po' male...
    Io le ho spiegato il perchè è il per come, ma è tanto esilarante che, appunto, me la godo sghignazzando come una matta!

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  5. Ommamma, io ho cinque figli. Due delle femmine a due anni di parole ne conoscevano probabilmente un migliaio, e le usavano tutte, ininterrottamente. I resanti tre, due maschi e una femmina, se a due anni dicevano "mamma" mi emozionavo già... Eppure adesso mi pare che parlino del tutto normalmente.
    Certo, se dobbiamo per forza cercare quel peletto nell'uovo che non va... Però, leggevo ieri su fb del "doctor shopping", e mi pare proprio questo il caso. Per ragioni di lavoro ho a che fare con un neuropsichiatra,e quando mio marito una volta gli ha chiesto consiglio per uno dei figli un po' "indietro" la risposta è stata: fino ai quattro anni compiuti, anche se non parla, non lo voglio nemmeno vedere. Dategli tempo!!!
    Beate queste maestre, se non hanno questioni più gravi a cui pensare...

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  6. Sono d'accordo con cosmicmummy se si sospetta un problema 3anni e mezzo 4 e l'età ideale per fare un controllo.
    Se non ci sono problemi seri tanto meglio, se invece c'è un disturbo da risolvere meglio intervenire precocemente...

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  7. sisi ho saputo anch'io del numero di parole da conoscere a 2 anni e mi sono subito messa fare la conta di quelle che conosce Gemma a 17 mesi!
    per fortuna sono moooolte di più.
    Quanto ai consigli della maestra, non posso fare a meno di ricorare che dopo l'esame di terza media una professoressa consigliò a mia madre di mandarmi a lavorare perchè sarebbe stato meglio!!!!
    Senza citare il famoso carme di Catullo, alla faccia sua mi sono laureata ed ho fatto l'assistente all'università per 8 anni! tiè!
    ... non c'è niente da fare tutto quello che si legge o che ci dicono va preso con le molle del buon senso!

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  8. Io ancora non ho vissuto un anno scolastico che non finisce con lanciare un allarme dalle maestre. Non tanto alla scuola materna che alla elementare. L'ultimo maggio sono venuta a sapere che mio figlio grande era il "didatticamente peggiore" della classe...Non è tanto facile fregarsene...Oggi mio figlio è affiancato da una maestra di sostegno (senza che lui lo sappia) che fa solo danni...boh! Non credo che bisogna ascoltare le maestre troppo.

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  9. Ho letto anch'io quell'articolo e mi sono venuti i brividi. Tutti a voler confrontare, valutare, analizzare. Sono bambini e -per fortuna- sono tutti diversi l'uno dall'altro!

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  10. Il mio cucciolo di anni ne ha 3 e ancora non parla bene e io non mi preoccupo...ci sono bambini, come il mio più grande che a 18 mesi parlava già benissimo e altri come Effi, che faticano un po' di più anche se noi, nonostante tutto lo capiamo alla perfezione!!! Secondo me le maestre alle volte vedono problemi dove non ci sono e lasciano correre quando invece ci sono! Complimenti alla Pupa per la sua sincerità...anche il mio Tigro mi racconta sempre spontaneamente quello che combina anche se sa che magari va incontro ad una punizione, che è sempre più lieve tenendo conto dell'onestà e sincerità, e io, quando capita sono così orgogliosa di lui!!! Ti abbraccio Paola!

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  11. Secondo me la maestra ha fatto bene: anzi, direi che ha fatto quello che è suo dovere fare. Non so, mi pare che oggi molti genitori preferiscano mettere la testa sotto la sabbia: se c'è un problema, perché non cercare di ovviare in tempo? Se invece il problema non c'è, meglio così; d'altra parte, una visita da un logopedista non traumatizza nessuno, no?
    Mia madre è una maestra elementare. Qualche anno fa, insegnando in una prima, ha avuto il sospetto che un bimbo fosse sordo e l'ha detto ai genitori. Apriti cielo, all'inizio le hanno datto praticamente della pazza! Peccato che fosse vero, e il medico che l'ha visitato abbia detto: "Per fortuna esistono ancora certe maestre!". La cosa più triste, comunque, è che il bambino ora ha ancora lo stesso problema, mentre se si fosse intervenuti in tempo, secondo i medici entro i 5 anni, il tutto sarebbe stato risolto e oggi non avrebbe alcuno strascico. Non è un peccato mortale sfruttare gli specialisti, visto e considerato che ci sono.

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    1. condivido in pieno. sarà che facccio l'insegnante.
      meglio un controllo in più che uno in meno.

      invece ho forti perplessità sulla dislessia: oggi certificano chiunque, anche quei bambini che avrebbero solo bisogno un calcio nel cucù per lavorare..non immaginate quanti si anscondono dietro la loro peculiarità, che diventa la scusa perfetta x tutto, anche x portare a scuola i petardi.

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  12. forse bisognerebbe tenere una vecchia scatola di biscotti a portata di mano e riempirla coi nostri "ma" prima di pronunciarli, e riaprirla quando i nostri bimbi ci avranno detto "vado a vivere da solo" e noi sapremo di aver fatto un buon lavoro.. ;)

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  13. Ciao Paola, anch'io avevo letto l'articolo cui fai riferimento e avevo fatto il test sul nano (anni 2).
    Qui i risultati: http://susibita.blogspot.it/2012/02/mr-magu-featuring-celomanca.html

    A giudicare anche dagli interventi degli altri la conclusione è: mal comune mezzo gaudio.
    Quindi i casi sono due: o al ryn Mawr College in Pennsylvania spippano di brutto, oppure i nostri figli sono tutti patologici. vedano un po' loro...

    Susibita

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  14. ciao Paola, ho provato a commentare 2 volte ma il commento non si pubblica, sigh ci rinuncio? o qualcuno mi aiuta?

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    1. ma vedi che ce l'hai fatta? chiunque tu sia.

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  15. Ciao Paola!
    Credo che tutte quelle tra noi che leggono il quotidiano su cui è apparso quell'articolo si siano messe a fare qualche calcolo... io l'ho letto, ma poi mi son detta che se ci fosse stato qualche problema le maestre dell'asilo me l'avrebbero detto.
    Quanto al dibattito "maestre allarmiste o genitori che se ne fregano", è difficile dare un giudizio. Sono d'accordo con chi dice che una visita dallo specialista non fa male a nessuno, però anche con il fatto che a volte c'è molto allarmismo. Forse, una volta segnalata la cosa dalla maestra, bisognerebbe sentire il pediatra e poi agire di conseguenza. Da ultimo, sono d'accordissimo con la Dottoressa ziaBubu: fosse per me, vorrei che il mio piccolo continuasse a parlare da bambino fino ai vent'anni... per fortuna poi le cose spesso si aggiustano da sole!

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  16. Ti dirò, il logopedista per una bambina così piccola lo trovo esagerato. Come fa a correggere cosa poi. A quella età non si mettono a ripetere parlole dette da una sconosciuta. Una volta tutte 'ste scemenze non esistevano. Il Grande ha corretto alcune imperfezioni quando ha iniziato le elementari, la mia Seconda ogni tanto dimentica la S ed ha 5 anni. L'ultima, 2 anni e mezzo ha bisogno dell'interprete.

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  17. Personalmente preferirei una maestra che senza allarmismi solleva l'ipotesi di un problema che sta nascendo e mi indirizza da uno specialista per tempo, piuttosto che aspettare a oltranza e far cristallizzare un difetto che invece magari si sarebbe risolto in 3 sedute (a quell'età basate esclusivamente sul gioco, quindi non invasive né stressanti)...

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  18. Ci riprovo. Sono quella di cui sopra. Ancora oggi non tutti comprendono ciò che dice mia figlia (5 anni e mezzo) e si rivolgono a me con aria interrogativa per avere una traduzione quasi simultanea, a volte non capiscono nemmeno il suo nome che è vero che non è tra i più comuni però...penso spesso che ci siano adulti che pongano domande senza avere poi la pazienza e la voglia di ascoltare una risposta. Comunque tornando al punto io accoglierei il consiglio della maestra e da un/a logopedista andrei, senza drammi nè polemiche, qualsiasi cosa sia o non sia meglio saperlo, a noi è successo con gli occhi, noi (tantomeno le maestre) non ci siamo accorti che mia figlia non vedeva quasi un tubo ma su consiglio della nostra di ziaBubu siamo andati dall'oculista perchè era ora (Luvi aveva 5 anni) e così ora porta gli occhiali, finalmente ci vede bene e il suo difetto potrebbe anche regredire perchè preso in tempo.ah Paola mi piace ciò che scrivi, i tuoi spunti e il tuo punto di vista. Non mi resta che leggere i tuoi libri! smack. Federica

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  19. La mia bambina ha parlato molto presto, evitandoci qualsiasi paranoia.
    Sono comunque contraria al logopedista prima dei 4 anni.
    Dopo quell'età, se effettivamente ci sono problemi di linguaggio, un aiuto non può che fare bene (così mi dice un'amica che ha mandato il suo bimbo da una bravissima logopedista e poco dopo si è sbloccato quasi completamente).

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  20. da insegnante ne ho viste un po' di tutti i colori - più spesso, casi problematici a cui non si è posto rimedio in tempo (l'ultimo, un caso di DSA - grave - diagnosticato all'età di 16 anni perché prima nessuno se n'era accorto...). quindi, anche considerato che le liste di attesa delle ASL per un consulto logopedico sono chilometriche (non meno di 6 mesi), secondo me si può prendere appuntamento, nel frattempo chiedere un parere al pediatra e poi, magari, ora della visita il problema si è risolto.

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  21. Mi viene in mente una vecchia pubblicità della Telecom ..... una lei stacotta di un lui strafigo, dopo sguardi e ammiccamenti vari finalmente lei lo acchiappa e lui le dice....."Sei belliffffima"!!!!
    Ve la ricordate? Beh, in tv faceva ridere....ma se dovesse capitare a vostro figlio/figlia? Io andrei subito dal logopedista fossi nella tua amica, almeno per un consulto.

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  22. Mi viene in mente che mia madre, le mie zie e cugini si ricordano ancora le mie parole storpiate a tre anni, anzi ne dicevo una decina e tutte stravolte. Tipo: Yachi=non mi piace ; Cayachi=mi piace. Mio figlio è sulla mia scia.
    Che fine ho fatto senza logopedista?sono laureata in fisica con curriculum in fisica nucleare.
    Non è che si esagera leggermente???

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  23. Mah, anche a noi è stato proposto perchè Topo, a 18 mesi suonati, diceva solo "mamma" e non i 20 fonemi previsti per la sua età. Preferisco aspettare un po' di più, ma già solo il fatto che ci sia stato consigliato mi fa impensierire.

    Forse si è diventati tutti un po' troppo previdenti per evitare quei pochi genitori - troppo pronti a recriminare le mancanze (vere o presunte) dei dottori - che rovinano tutta la categoria?

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  24. "la maestra ha fatto quello che è suo dovere fare"

    veramente la maestra è stata imbeccata da una mamma forse un po' ansiosa, viceversa non l'avrebbe nemmeno sfiorata l'idea di suggerire un consulto dal logopedista nè tantomeno di sollevare dubbi sui presunti problemi di pronuncia della bimba.


    laura bismamma

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  25. a me TUTTE le maestre - e ne erano tante, perchè ogni due per tre erano incinte e gli veniva l' esaurimento nervoso, ne abbiamo passate 9 in un paio di mesi mi pare - mi avvertivano dei ritardi di tutti e due i pupi, e non fanno il contatto visivo e due palle (erano pure bilingui, ma vabbè). Finchè il medico mi ha fatto l' impegnativa dicendo: nn ti preoccupare, anche a scuola ti romperanno l' anima, poi quando a 17 anni sanno perfettamente 2-3-4 lingue non se ne ricorda nessuno come parlavano a tre anni, ma fallo testare e ti levi il pensiero.
    Poi che figlio 2 a 7 anni ha la lisca me l' ha dovuto dire il dentista perchè si spinge i denti in fuori, ma noi in effetti non ce n' eravamo accorti, ci siamo abituati. Cos^`adesso dalla logopedista ci va per salvare i denti senza apparecchuo, ma tanto sono esercizi che dobbiamo fare a casa. io direi, aspetta 6 mesi e poi fai sempre a tempo ad andarci, no?

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  26. NOOOOOOO,E' PRESTO SECONDO ME PER PENSARE AD UN LOGOPEDISTA....

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  27. Boh ! Io praticamente fino a tre anni/tre e mezzo non parlavo. Per quel che ricordso, non ne sentivo il bisogno, quel che mi importava lo raggiungevo lo stesso. Da allora il problema è farmi stare zitto.-

    Comunque ben vengano le maestre che si pongono i problemi e ti mandano a far vedere il figlio, anche per niente.
    Esperienza personale : mio figlio grande, dislessico, ha attraversato tutte le elementari senza che nessuno ci dicesse niente. Ci siamo resi conto che qualcosa comunque non andava quando il piccolo, in seconda, leggeva mooolto meglio del grande in quinta.
    Dopo due giorni di medie fummo convocati dal prof. di italiano che ci chiese della certificazione che non gli era ancora arrivata: cascammo dalle nuvole, lo portammo dalla logopedista, che ci disse essere già tardi per poter far molto. naturalmente, quando due anni dopo proposi in Consiglio di Istituto tra i tanti corsi di aggiornamento di farne uno sulla dislessia ci fu la levata di scudi delle maestre, che "ne sapevano più dei tanti esperti sulla dislessia".
    Al termine, raccontai privatamernte al Dirigente la mia vicenda: gli cadde la mascella e si scusò. Comunque, di corsi sulla dislessia, neanche a parlarne, in quella scuola.

    Anonimo SQ

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  28. Non saprei da un lato mi viene da dire che sia una gran cavolata dall'altro meglio una maestra attenta che una che se ne frega.
    Però quando eravamo piccoli noi non si facevano mica tutti questi problemi...vai a capire se meglio oggi o ieri!!

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  29. i miei figli a due anni nemmeno parlavano!!!! poi nell'estate tra il nido e la materna si sono sbloccati e adesso non li ferma più nessuno! a pari età nella stessa classe c'erano bambini che parlavano correntemente e correttamente già da un anno. Quindi direi che al nido forse non è ancora un problema. alla materna forse, alle elementari sicuramente. quindi aspetterei un attimo. ogni bambino è un caso a se', ovviamente!

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  30. Se non ho capito male, qui non si sta parlando se e quanto un bambino parla, quello siamo d'accordo che è soggettivo. La maestra ha detto che pronuncia male, che è diverso. Non sono un'esperta, ma il logopedista interviene nelle dislessie, nelle balbuzie... In classe della mia bimba più grande c'era un bimbo russo adottato all'età di 18 mesi, che fino a quel momento non aveva mai parlato, e ancora a 3-4 anni aveva difficoltà di pronuncia. Mi raccontava la mamma, che già dopo la prima lezione di logopedia aveva imparato a dire correttamente il "si". Io parlerei con la mia pediatra, e nel caso un controllo lo farei. Il mio bimbo piccolo (quasi 4 anni) ha una leggera balbuzie: maestre, pediatra e neuropsichiatra infantile (è mia cognata, per questo l'ho interpellata!!) mi hanno detto che è una cosa fisiologica in bambini molto chiacchieroni (la mente è più veloce della lingua, per cui si inceppano), però tutti hanno concordato che dopo i 4 anni, dovesse continuare, una visita dal logopedista non farebbe male.
    Un'ultima cosa: fidiamoci delle maestre. Uno sguardo esterno è utile. Altro esempio: grazie alla segnalazione delle maestre un bambino è stato visitato e gli sono stati trovati entrambi i timpani delle orecchie perforati (!!): la madre non si era accorta che il bambino non sentiva, le maestre si...

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  31. il Sonte due anni e mezzo non parla ancora, a gennaio è stato visitato da una neuropsichiatra (amica di mio marito) io non ero d'accordo su questa visita per me era troppo presto, e poi so che ogni bambino ha i suoi tempi, ma mio marito lo vedeva e lo vede diverso perchè i bambini di tutti glia altri parlano e lui no. fatta la visita ci ha consilgiato una "terapia" di psicomotricità per sbloccare la parola, che tra l'altro tra un rimando tra un istituto specializzato e l'altro non abbiamo ancora iniziato e io ne sono felice!!! perchè almeno rispetto i tempi di mio figlio e non quelli della società! devo dire che mio marito su questo è molto ansioso! per il logopedista non so se sia presto, prima bisogna valutare la realamente la situazione, io dopo la visita dal neurospsichiatra sono uscita rincuorata, nel senso che ho capito che il Sonte non ha nessun "difetto"; al massimo la tua amica farà al massimo una visita audiometrica per conferma se sente bene, è la prassi.

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  32. Mio figlio a due anni sapeva dire solo una parola: no. Secondo il pediatra non mi dovevo preoccupare, si vedeva che il bambino comprendeva perfettamente, fino ai 3 anni era normale che non parlasse. Dietro mia insistenza gli ha prescritto una visita dal neuropsichiatra infantile, la quale gli ha diagnosticato una leggera forma di autismo. A 2 anni e mezzo ha cominciato una terapia che ha seguito fino alla fine della scuola materna. Grazie alla diagnosi precoce, che ha permesso di cominciare la terapia molto presto e a noi di sapere come aiutarlo e stimolarlo nel modo corretto, ha avuto un recupero formidabile. Ha avuto l'insegnante di sostegno fino alla 5° elementare. Poi, su sua richiesta, abbiamo deciso di mandarlo alle medie senza questo supporto (decisione presa in accordo con la sua terapista e con le sue inseganti delle elementari) è se l'è cavata abbastanza bene, non ha avuto problemi dal punto di vista della didattica (qualche problema con la matematica, ma come tanti altri ragazzi della sua età, in compenso è molto portato per le lingue). E' ancora un po' imbranato nei rapporti interpersonali con i coetanei (soprattutto col gentil sesso), ma non riesco a capire quanto sia colpa dell'autismo e quanto dell'adolescenza. E' in 3° media e l'anno prossimo è iscritto ad un istituto tecnico per il turismo. Chi non lo conosceva da piccolo non sospetta i problemi che ha avuto (naturalmente però i professori ne erano stati informati).
    Il fatto di avergli diagnosticato così presto la sua patologia gli ha permesso di vivere una vita NORMALE. Se avessimo tardato un anno o due probabilmente il suo recupero non sarebbe stato così totale. Quando lo portavo a fare terapia ne ho visti di bambini diagnosticati tardi...preferisco non pensarci.
    Probabilmente il 99% dei bambini che a 2 anni non parlano ancora è del tutto normale. Però, per quell'1% che invece ha un problema serio, la diagnosi precoce E' FONDAMENTALE, quindi chi ha scritto quell'articolo (che non ho letto), non è un pirla, dice cose sensate.
    Non fidatevi dei consigli delle nonne o delle amiche che Vi dicono...il mio Luca ha cominciato a parlare a 3 anni, tuo cugino ha parlato quando è andato a scuola... Se avete anche solo un piccolo dubbio, una visita da uno specialista ve lo può togliere... o confermare. In ogni caso...è meglio saperlo prima e agire tempestivamente per risolverlo.

    Gisella

    P.S. La neuropsichiatra che ha fatto la diagnosi ha voluto il nominativo del pediatra che mi diceva di non preoccuparmi, che è stato contattato e redarguito. Il ritardo nel linguaggio è un campanello d'allarme che non va' MAI sottovalutato. Questo però succedeva 11 anni fa', spero che adesso, con tutti i casi di autismo che ci sono nelle scuole, non ci siano più pediatri così superficiali.

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    1. cara Gisella, grazie per la tua storia. E sono contenta che tuo figlio abbia avuto un così pronto recupero grazie a una diagnosi precoce e al sostegno tempestivo che ne è seguito. Va però detto che il caso della mamma qui sopra è un po' diverso... il tema, al solito, è spinosetto, poiché il confine tra "allarmismo" delle maestre e aiuto/sostegno necessario, spesso, non è così netto.

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    2. cara Paola
      grazie per la risposta. Mi rendo perfettamente conto che il caso della tua amica è molto diverso. La mia era una risposta alla tua "Domanda per voi". Non ho letto l'articolo di cui parli, però è sono daccordissimo che un ritardo nel linguaggio DEVE mettere in allarme i genitori. E scusa ancora se ho scritto quasi un romanzo...
      GISELLA

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  33. Non so cosa dire sul logopedista, ma Paola sulla Pupa: MERAVIGLIOSA!
    :-)

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  34. in tutto ciò devo dirvi una cosa: io le parole delle maestre, per quanto rispetti TANTISSIMO il loro mestiere e il loro parere, ho anche un po' imparato a prenderle con le pinze. per esempio della Pupa, per tutto il primo anno di materna e parte del secondo, mi dicevano che aveva grossi problemi relazionali e di adattamento all'interno del gruppo-classe, e che la cosa chissà quanto a lungo si sarebbe trascinata, facendomi intendere che i suddetti problemi erano la spia di difficoltà future. Ebbene, alla fine della materna la Pupa era una "piccola leader", nel senso buono, amata da tutti. Alle elementari, ora che è in prima, idem. Quindi per carità: ben venga l'occhio esterno, ma in molti casi una mamma lo sa, come è suo figlio. Meglio di chiunque altro... vogliamo dirlo?

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    1. Una mamma lo sa, ma a volte non vuole vederlo, e ne conosco tante col mio lavoro..
      Poi c'è il contrario: all'asilo c'è una mamma la cui bambina ha un serio ritardo emotivo-cognitivo, e la mamma vorrebbe farle fare un'anno di asilo in più (certificando si può), ma le maestre le dicono di no, che la bambina è normale!! cosa deve fare questa mamma? Noi mamme le abbiamo consigliato di parlare col preside della futura scuola elementare..pur non avendo nessuna stima dei presidi..

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    2. è esattamente ciò che ho pensato leggendo ciò che ha scritto Gisella, che si è accorta che qualcosa non andava nonostante la tranuillità della sua pediatra. Il punto è proprio questo: sono i genitori che "sentono" meglio di chiunque altro. Senza dubbio in età scolare le maestre possono accorgersi di altre dinamiche e farle notare (noi a casa non abbiamo uno stuolo di 23 bambini rapportati con nostro figli), ma nei primi anni è fondamentale l'osservazione da parte del genitore.

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  35. Quattro anni fa, dopo l'intervento alle tonsille il pupo, che oggi ha 8 anni e mezzo, cominciò a balbettare. Il problema era evidente, quindi di concerto con le maestre e con molta serenità, io e mio marito abbiamo consultato il foniatra ed il neuropsichiatra infantile. Entrambi suggerirono di attendere ancora qualche mese prima di cominciare la logopedia, e successivamente, alla luce del peggioramento nel linguaggio, il piccolo seguì i corsi di logopedia e psicomotricità per 18 mesi. La terapia risolse in gran parte la problematica, e corresse anche alcuni difetti di pronuncia come la "s" che diventava "t", la "f che suonava come la "p" e la "r" che non esisteva (il semaforo era rotto anzichè rosso, e la farfalla diventava la pappalla). Successivamente, abbiamo portato il pupo a controllo ogni 6 mesi, e lo scorso settembre il foniatra, (alla luce di alcune incertezze ancora nell'esprimersi del piccolo), ci ha suggerito una terapia un pò più evoluta, che comprende anche la sfera psicologica: la terapia cognitivo-comportamentale). In pochi mesi il pupo è diventato un giovanotto, ha acquisito grande padronanza e fluidità nel linguaggio, arrivando persino ad inventare fantomatiche telecronache delle partite di calcio della sua squadra del cuore.
    Spero che la mia esperienza possa essere di aiuto, soprattutto nell'affrontare con serenità e lucidità i problemi(i miei figli sembra che assorbino i miei timori più nascosti, anche se sono un'attice da oscar), e nel caso di dubbi, magari chiedere consulto a più medici in modo da fare maggiore chiarezza.
    Ultima nota, la pupa che ha 3 anni e 5 mesi, conosce circa 2500 parole e ogni giorno le usa tutte e talvolta anche di notte. Ha solo qualche difficoltà con i pronomi personali tipo: "Mamma vuoi venire nel letto da io?", che spero si risolveranno da soli.

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  36. La mia diretta esperienza con le maestre è mmmm..pessima, ma parlo proprio della mia di quando ero piccola, cioè cose assurde tipo che dopo avermi obbligato in prima elementare a scrivere con la destra, in terza hanno chiamato mia madre perchè secondo lei la mia calligrafia era troppo brutta e dovevo farmi vedere da uno psicologo per bambini o, mi viene da ridere anche a scriverlo, un giorno hanno fatto chiamare mia madre dalla sala medica della scuola perchè ero troppo alta, mi ricordo ancora mia mamma che dice alla maestra "eh cosa devo fare la prendo a martellate in testa, io sono alta 1.75 mio marito 1.92..la bambina è alta" e la maestra ha riposto "ah"....
    Comunque a parte queste cazzate...credo che i bambini debbano essere lasciati liberi di crescere nei loro tempi...è ovvio che se a 5 anni non parla...c'è un problema, però iniziare a preoccuparsi a 3 forse lo fa ingigantire ancora di più, Olivia che credo abbia più o meno la stessa età, è di dic 2008, è in grado di uscirsene con la frase " mamma credo che per tagliare questo tipo di formaggio sia più corretto utilizzare questo coltello"(leiii...che prende la fontina dal frigo e la mangia a morsi e poi la mette a posto e tu la tiri fuori magari con qualcuno a cena e puoi rispondere solo, sai edward cullen viene spesso a cena da noi....ok la verità è che deve averlo visto fare a me, ma poi io distruggo le prove e sistemo la fontina con il coltello) poi ancora si confonde con i colori...sarà banale ma davvero ogni bambino ha i suoi tempi

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  37. FranciLeoLudo23 marzo 2012 15:06

    ciao! ma la mamma è tranquilla? se sì, come sembra dalla storia, potrebbe non preoccuparsi e prendere il suggerimento della maestra con le pinze. come dice la nostra pediatra, il primo medico del bambino sei tu (= the mother). se invece la mamma ha qualche dubbio.. perchè non fare una verifica? una mamma che conosco mi ha detto che non finirà mai di essere grata alle maestre della materna x aver individuato precocemente un problema di dislessia di cui nemmeno in famiglia si erano accorti.

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  38. secondo me invece sono certe maestre che avrebbero bisogno del traduttore!! Maestra/italiano corretto- italiano corretto/maestra :D
    scherzo, comunque oggi per ogni piccolo difetto del bambino si tende a sopravvalutarlo, se tuo figlio non parla correttamente all'età specificata dai manuali non è a posto, e chi l'ha detto? i manuali sono fatti da statistiche perchè basati sulle ricerche statistiche, ma è ovvio che son basati su campioni di bambini, e non possono essere basati su tutti i bambini del mondo.

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  39. Le mamme sanno. Quelle che vogliono mettere la testa sotto la sabbia sono mamme che non chiederebbero mai alla maestra se c'è un "ma". La tua amica - se non si fa prendere dall'ansia (come la capisco!) - adesso osserverà un po' più attentamente sua figlia e poi a giugno deciderà se è il caso di intervenire o meno a prescindere dalla maestra. Poi insomma anche questa maestra non mi sembra che sia così certa che ci sia un problema, se non fosse stata incoraggiata non avrebbe detto nulla.

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  40. Beh, mio figlio ha due anni e mezzo e parla quasi correttamente, secondo me, visto che sup padre mi chiede ancora di sotto titolare le sue richieste. Il fatto e' che non e' mai questione di numeri con i bambini, ognuno e' diverso e speciale anche nel modo di esprimersi... E poi, sono troppo divertenti i neologismi che si inventano.Solo le mamme conoscono i propri figli....

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  41. Così come ci sono diversi tipi di persone ci sono, immagino, diversi tipi di mamme. Io non sono madre (e questo secondo alcuni potrebbe voler dire che non posso avere voce in capitolo), ma sono insegnante (e questo per altri significa essere automaticamente in torto). La mia esperienza riguarda i ragazzi grandi, di scuola superiore, ma penso comunque di poter trarre alcune conclusioni.
    Non sono molto convinta del fatto che tutti i genitori conoscano i propri figli: io conosco molti, moltissimi genitori che i propri figli non li conoscono affatto. Sicuramente agiscono in buona fede, ma spesso proiettano sui figli sogni e aspettative personali che alterano la loro serenità di giudizio, e ciò fa sì che finiscano con l'essere o troppo autoritari o, più spesso, troppo indulgenti. Ecco perché lo sguardo esterno serve, serve tantissimo. Gli insegnanti possono sbagliare e sbagliano di certo, ma ascoltare ogni loro rilievo "prendendolo con le pinze" e partendo dal presupposto che non sappiano quel che dicono è deleterio... per il proprio figlio.

    Ora so che dirò una cosa impopolare, ma sappiate che quasi tutte le volte che mi capita di vedere un adolescente problematico, dopo averne conosciuto i genitori mi si chiarisce automaticamente l'eziologia del suo problema. Ho detto "quasi tutte le volte" perché le eccezioni esistono. Ma sono, per l'appunto, eccezioni.

    Detto ciò, io sarei per il controllo dal logopedista. I pedagogisti dicono che lo sviluppo del linguaggio influenza quello cerebrale (non è vero solo il contrario: i due processi sono interrelati). La bimba in questione non ha nulla da perdere, ma solo tanto da guadagnare dall'incontro con uno specialista che saprà sicuramente come interagire, anche in modo ludico, con lei.

    Anna Rita

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    1. ma figurati anna rita, non sei impopolare né "automaticamente in torto" perché sei insegnante. le tue sono osservazioni sensate in termini generali, assolutamente. la cosa che a me poi personalmente fa sorridere è che conosco questa bambina e scommetterei dei soldi (tanti) sul fatto che non ha nessun bisogno del logopedista. così come ho conosciuto altri bambini che invece questo bisogno ce l'avevano! il logopedista non è mica il babau, anzi. btw ci sono andata anch'io per correggere una zeppola che invece mi sarei volentieri tenuta (tipo quella di jovanotti) e che ogni tanto, quando mi emoziono, mi torna fuori!
      grazie per la tua testimonianza

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  42. Aggiungo una cosa: ho anche io una familiare che ha scoperto l'autismo (purtroppo grave) del figlio in seguito a un ritardo nel linguaggio a 2 anni. Il bambino diceva solo "sì" e "no" e qualche isolata sillaba alla quale attribuiva un personale significato, diverso a seconda delle situazioni. Poteva essere tutto nella norma, eppure, come ha rilevato l'équipe neuropsichiatrica, non lo era. Il bimbo ora è in terapia e ha già fatto importanti progressi e non c'è giorno in cui i genitori non benedicano la diagnosi precoce che, in questi casi, è fondamentale.
    Se il bimbo non avesse avuto alcun problema, in ogni caso non avrebbe riportato alcun danno da una visita che si è svolta in un clima sereno e giocoso.
    Anna Rita

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  43. MA figurati se i tuoi bimbi non conoscevano 25 parole a due anni! Ne conoscevano molte di più! Solo che, come mi ha fatto notare la pediatra dopo essermi fatta millemila se**e mentali, conoscerle non vuol dire che le sappiano ripetere!!! Scusa, fai mente locale, solo le persone, i famigliari, i cibi, i giochi... Chissà quanto ne sanno!
    Forse sono io che la prendo "poco" sul serio, ma non credo che ci sia da preoccuparsi!
    Marix

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  44. Senti, Leo ha 22 mesi e dice "Mamma - Palla - Pappa - Nanna - Cacca".

    L'ho portato dalla Logopedista in un'impeto di paranoia al quadrato: la dottoressa mi ha cacciato via a pedate nel culo.

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  45. ciao paola, il mio secondo pupo ha ormai 4 anni e parla come un extracomunitario dell'est...che vuoi farci è timido mikeD

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  46. Di questa cosa delle 25 parole, non so se ti ricordi, avevo già parlato io in un commento ad un tuo post circa un anno fa, quando mia figlia, che all'epoca aveva appunto 2 anni, non diceva praticamente nulla che avesse un significato compiuto, almeno per i comuni mortali che non fossero sua madre e suo padre (cioè io e mio marito, peraltro straniero..)
    E la pediatra mi fece il famoso test del linguaggio, per concludere che la bambina era confusa dalle due lingue con le quali ci rivolgevamo a lei e che dovevamo provare a parlarle solo in italiano, e assicurarci che lei conoscesse almeno 25 parole ("A casa mi raccomando le conti, signora")
    Nonostante gli sforzi soprattutto da parte di mio marito, al quale veniva naturale rivolgersi a lei nella sua lingua, la bambina parlava poco e malissimo, tra l'altro si stufava pure delle nostre sollecitazioni che iniziavano a diventare ossessive, e smetteva proprio di parlare.
    Bene, mia figlia da settembre va all'asilo e solo da quel momento ha iniziato a parlare e anche bene, nel senso che, a parte la pronuncia di alcune lettere (la r, o la g, per esempio) le cose che dice si capiscono.
    E, particolare non indifferente, parla anche un pò la lingua del padre (spagnolo) e quando lui le chiede qualcosa in spagnolo, lei capisce tutto al 100%.

    Secondo me, i bambini a 2 anni hanno dentro un mondo di informazioni e di imput che prima o poi tireranno fuori.
    Ma dove sta scritto che devono farlo tutti allo stesso modo, allo stesso momento, alla stessa età???
    Boh..
    Mariangela

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  47. solo se pensassi anch' io che la bambina parla male.. ascoltandola

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