Avete presente quando la vita va più veloce di voi, e
Non riesco a tener dietro ai vostri spassosi commenti sulla presenza del Quaq. in casa Sarkozy per via dei numerosi imprevisti che di continuo mi tradiscono. Dunque mi chiedo, e vi chiedo: ma perché, proprio quest'anno che ci siamo tutti vaccinati contro l'influenza stagionale + H1N1, la sorte ci condanna a raccattare tutti i virus alternativi in circolazione? Voglio dire: è una punizione, forse siamo stati troppo presuntuosi nel ritenere che non ci saremmo ammalati?
L'altra sera, mentre partecipo a un meeting (aaah, che modo fico per dirlo) con i miei amici-vicini, mi squilla il telefono. È Mike Delfino. Superato il primo iniziale istante di fanciullesco stupore ("che c*@§o mi telefona a fare, visto che sono a 10 metri da casa?") rispondo.
"Gattòso" (il mio nuovo soprannome, ndr), "puoi venire in qua?" mi sibila Mike con aria da cospiratore.
30 secondi dopo apro la porta di casa e trovo la Pupa sdraiata sul divano al piano di sotto, avvolta in una coperta. Mike, al suo capezzale, le tiene la mano e mormora sconnesse parole di conforto. Nei suoi capelli d'angelo si stagliano inconfondibili tracce di... gòmito - sapete cosa intendo.
"Oh, nouououoh, Pupa. Sei stata male?"
(lei, piagnucolando) "Mamma, la mia amica Olivia ha paura di morire".
"E questa da dove ti viene?"
"Anch'io ho paura di morire".
"Amore, è solo un po' di gòmito. Adesso vedrai che ti pass..."
"Bluaaaargh!" (segue svomitazzata a spruzzo, di possente gittata. Converrete con me: è il peggior tipo).
Abbiamo passato, come è ovvio, una notte infame - e insonne: come non se ne vedevano da tempo. Mike ha dormito nel letto della Pupa, in stanza con il Pupo. È una soluzione che adottiamo quando qualcuno di noi, a rotazione, è malato.
"Vado in camera di contenimento", mi dice con aria rassegnata. Al mattino dopo il report è sempre infausto. "Il mio compagno di stanza fa casino", mi spiega ogni volta. A quanto pare - io non ho mai provato l'ebbrezza di dormire con lui - il Pupo ogni notte fa ad alta voce il reboot delle parole imparate fin lì. È come se installasse degli aggiornamenti sul pc. A intervalli regolari salta su: "Coccò, pla, mammà, papà, bujo, nudo, piò-piò, maa, baa". È ancora molto basic ma dobbiamo riconoscere che il numero dei vocaboli segue un trend di crescita costante. Entro il quarto trimestre 2011 gli analisti attendono la comparsa della parola "ciao".
A me, in compenso, con la Pupa è andata peggio. Ho cambiato federe e lenzuola 4 o 5 volte. Per quanto foderassi il posto-letto della piccola con asciugamani e telini, lei è sempre riuscita a gòmitare altrove. Anche addosso a me. Dormiva 20 minuti, poi si svegliava di soprassalto e "Bluaargh!", con conseguenti urla disperate. A un certo punto, a mezzanotte circa, ho dovuto farle la doccia (!). Quando non gomitava, mi interrogava. "Mamma, che giorno è oggi?". "Il 18... credo". "Anche tu sei stata male il 18 d'inverno?". "See". "Mamma, l'inverno è quasi finito?". "Pupa, dormi, percaritàdiddio". "Anche tu da 5 anni e mezzo sei stata male e hai gomitato?". "See. Ora dormi". E così via.
Proprio mentre meditavo di portarla al pronto soccorso, verso le 4, ha finalmente preso sonno. E io con lei, se non fosse che la mattina dopo... avevo già mal di stomaco. Per farvela breve il virus gomitillo, da noi ribattezzato Fast and furious, ha colpito nell'ordine la Pupa, me, Mike, il Pupo, la ragazza alla pari appena arrivata dall'Estonia, e stanotte... i miei genitori, accorsi nel frattempo per darci manforte. C'è di buono che dura un giorno, massimo un giorno e mezzo - il che non impedisce agli amici e parenti più scafati di trattarti come un monatto: ieri per 4 secondi netti è stata da noi la sorella di Mike Delfino, ma indossava una sciarpa-scafandro e ripeteva ossessivamente "Statemi lontano, statemi lontano, statemi lontano".
P.S. Alcuni di voi mi chiedono, anche in privato, come va con la nuova ragazza alla pari. Nome di battesimo Monika, dal Pupo ribattezzata "Anca" proprio come la parte del corpo, per ora sembra carina, a parte il fatto che ha contratto il virus e che al momento parla solo inglese. Va detto che la Pupa, sempre disponibile e amabile, ci aiuta molto con le traduzioni. Per esempio "Put the money" diventa "Puzza mani", e altre cose che presto vi dirò.
P.P.S. Mi hanno invitato, per sabato 22, alla trasmissione con Marco Pesatori su Radio2: si chiama Astrologica, va in onda dalle 17 alle 18, in questa puntata si parlerà di mamme&segni zodiacali. Mi farebbe tanto piacere se l'ascoltaste (poi, naturalmente, vi racconterò com'è andata).
Ho traslocato su erounabravamamma.it
Vi aspetto!
giovedì 20 gennaio 2011
venerdì 14 gennaio 2011
Gennaio, è tempo di bilanci
In realtà credo che si dica "autunno, è tempo di bilanci"
Ma ho pensato che partire con un po' di anticipo non faccia male. Così, a 10 giorni di distanza da quando l'ho stilata, ho ripreso in mano la mia lista di buoni propositi per capire se sono partita con il piede giusto oppure no. Il ragionamento è: prima mi accorgo che sto clamorosamente ciccando gli obiettivi, prima posso correggere il tiro.
1: non mangiarsi + le unghie - fallito.
2: non ridursi all'ultimo quando si deve consegnare un lavoro - fallito.
3: cambiare lavoro - non è ancora successo.
4: cura capelli - ahahah.
5: piscina 3 volte/settimana - ci sono andata oggi, venerdì 14, per la prima volta.
6: non bere + superalcolici - ehi, finora ce l'ho fatta!
7: cura piante - fallito. Kaput. Mettere in ordine il cassetto - fatto. Ora è a posto, finché non ci ripassa la Pupa (o la nuova ragazza alla pari).
8: sentire e vedere amiche, uscire con Mike Delfino la sera - zerella, siamo senza ragazza alla pari (però stamattina ho fatto colazione con una lettrice del blog, Mamma Pellona!)
9: in bici al parco - fa troppo freddo.
10: convincere la Pupa ad addormentarsi da sola: diciamo piuttosto che da quando ho scritto la lista sono quasi sempre riuscita a convincere Mike Delfino a occuparsi lui di metterla a letto!
Bene. Direi che finora ho raggiunto circa l'1% dei miei obiettivi. E voi?
Però attenzione, ora arriva la notizia bomba. Sul numero di gennaio di AD - Architectural Digest ho trovato un servizio di pagine e pagine sulla sontuosa dimora della sorella del presidente Sarkozy, di mestiere interior designer. Questi due elementi (il suo albero genealogico + il lavoro che fa) ci spingono a ritenere che abbia una bellissima casa e un ottimo gusto, giusto?
Poiché so che siete osservatori acuti vi chiedo di porre l'attenzione sulla foto di pagina 148, che mi sono presa la briga di passare allo scanner e riportare qui, in esclusiva per i vostri attenti occhietti. La domanda per voi è: chi compare, discreto ma baldanzoso, proprio in un angolo della camera dei bambini?
Ma ho pensato che partire con un po' di anticipo non faccia male. Così, a 10 giorni di distanza da quando l'ho stilata, ho ripreso in mano la mia lista di buoni propositi per capire se sono partita con il piede giusto oppure no. Il ragionamento è: prima mi accorgo che sto clamorosamente ciccando gli obiettivi, prima posso correggere il tiro.
1: non mangiarsi + le unghie - fallito.
2: non ridursi all'ultimo quando si deve consegnare un lavoro - fallito.
3: cambiare lavoro - non è ancora successo.
4: cura capelli - ahahah.
5: piscina 3 volte/settimana - ci sono andata oggi, venerdì 14, per la prima volta.
6: non bere + superalcolici - ehi, finora ce l'ho fatta!
7: cura piante - fallito. Kaput. Mettere in ordine il cassetto - fatto. Ora è a posto, finché non ci ripassa la Pupa (o la nuova ragazza alla pari).
8: sentire e vedere amiche, uscire con Mike Delfino la sera - zerella, siamo senza ragazza alla pari (però stamattina ho fatto colazione con una lettrice del blog, Mamma Pellona!)
9: in bici al parco - fa troppo freddo.
10: convincere la Pupa ad addormentarsi da sola: diciamo piuttosto che da quando ho scritto la lista sono quasi sempre riuscita a convincere Mike Delfino a occuparsi lui di metterla a letto!
Bene. Direi che finora ho raggiunto circa l'1% dei miei obiettivi. E voi?
Però attenzione, ora arriva la notizia bomba. Sul numero di gennaio di AD - Architectural Digest ho trovato un servizio di pagine e pagine sulla sontuosa dimora della sorella del presidente Sarkozy, di mestiere interior designer. Questi due elementi (il suo albero genealogico + il lavoro che fa) ci spingono a ritenere che abbia una bellissima casa e un ottimo gusto, giusto?
Poiché so che siete osservatori acuti vi chiedo di porre l'attenzione sulla foto di pagina 148, che mi sono presa la briga di passare allo scanner e riportare qui, in esclusiva per i vostri attenti occhietti. La domanda per voi è: chi compare, discreto ma baldanzoso, proprio in un angolo della camera dei bambini?
lunedì 10 gennaio 2011
Maschi. Che abbiano 2 anni o più di 30, poco cambia
Quando sei qui con me questa stanza non ha più silenzio, ma strepiti
"Non è possibile pagare un prezzo così alto per una disattenzione", rotola e si contorce dal dolore Mike Delfino, sudato e ansimante, nel suo letto. Se da un lato i suoi contorcimenti mi rendono insonne e vagamente nervosa, dall'altro una simile lucidità di analisi, tale acutezza di pensiero mi colpisce. Non già perché io sottovaluti l'intelligenza del fustacchione che vive con me, ma perché il poveretto in questo momento è confuso, indebolito, innocente vittima dell'ennesimo, furioso attacco di dissenteria. In due giorni avrà perso tre chili.
Un passo indietro: l'azione qui descritta ha avuto luogo ai primi di gennaio. Eravamo ospiti di una famiglia di amici in una casa sperduta nella campagna della bassa Toscana. Bello, per carità, la natura incontaminata eccetera. Però vivono con un cane feroce che si ostinano a non ritenere tale (e che il giorno della nostra partenza ha sgozzato in meno di un minuto un povero bastardino che era entrato per sbaglio in giardino). La padrona di casa, che è una ragazza deliziosa, fuma e poi butta le cicche per terra. "Le raccolgo dopo, tutte assieme". "Ma perché non ti prendi un portacenere, scusa?". "Ah! Ce l'avevo, ma l'anno scorso i topi se ne sono impadroniti". "Come, i topi?". "Sì, non sai quanti ce n'erano. Abbiamo dovuto...". "Sszok!", uno schiocco secco sotto il mio piede. "Ohmmadonnasanta, che cos'è?" chiedo, con un infarto in corso. "Non ti preoccupare, è una trappola per topi, però è già scattata". "Ah".
In questo luogo idilliaco, il vicino più vicino è a 2 km di distanza. La pattumiera si butta a 7 km. La scuola elementare è a 18 km. La piscina più vicina, a 35 km. Il gruppo scout, a 60 km. Insomma per fare le cose ci vuole un certo impegno. Ai miei amici la buona volontà non difetta, anche se a parer nostro avrebbero potuto fare qualche sforzo in più nel settore "comunicazione e pubbliche relazioni": per esempio, dire chiaramente che l'acqua del rubinetto non va assolutamente bevuta perché il pozzo è inquinato, non sussurrare un'indicazione a mezza voce ("A proposito, sarebbe meglio bere l'acqua della bottiglia") mentre il Pupo si arrampica sui muri e la Pupa cerca di dare fuoco a parte dell'arredamento.
Mike Delfino, purtroppo, non ha sentito.
Tralascio ulteriori considerazioni su macro-temi e quesiti esistenziali come: "Se viveste in una casa in cui l'acqua non è potabile, mettereste grandi cartelli per avvisare gli ospiti, fareste di tutto per accertarvi che abbiano capito, o piuttosto non direste (quasi) nulla e lascereste a loro il brivido della scoperta?". Sono questioni su cui io e Mike ci siamo interrogati a lungo.
Mi premeva però raccontarvi che, nottetempo, non solo tutti i gatti sono bigi, ma anche tutti i maschi sono uguali.
Il Pupo, ieri, ore 2.38: "Aaagh! Coff! Gasp!".
Io, traslandomi in un picosecondo nella sua stanza, col solito infarto in corso: "Ma che diav... Pupo, tutto bene?".
Lui: "Coff! Coff! Coff!"
"Prendi, amore, prendi lo sciroppo naturale da 18 euro al centilitro".
"Glu, glu"
"L'hai preso? Bravo."
"Azzi" (che non è stic... ma "grazie")
"Cuccu! Cuccu! Cuccu!"
"Cuccu... e che diav... ah, ciuccio! Adesso te lo trovo, il ciuccio. Tieni, amore".
"Azzi. Maaa! Maaa!"
(traducendo velocemente con la presenza di spirito propria delle 2.38). "Maaa? Maaa sarebbe... fammi pensare... il topo! Tieni il topo, amorino".
"Azzi. Gniùdo?".
"No amorino, non puoi metterti nudo a quest'ora. Adesso si fa la nanna. Non toglierti le calze!"
"Bujo?"
"Sì, e buio e si dorme. Se ora fai la nanna abbiamo qualche speranza che non si svegli anche la Pupa."
(Come volevasi dimostrare) "Mamma, posso alzarmi? È già mattina?"
"No Pupa, dormi, ti prego. Ignora questo maschio molesto, tappati quelle orecchiette d'angelo, fingi d'esser sola in questa stanza. Un giorno, forse, ci riuscirai sul serio".
"Non è possibile pagare un prezzo così alto per una disattenzione", rotola e si contorce dal dolore Mike Delfino, sudato e ansimante, nel suo letto. Se da un lato i suoi contorcimenti mi rendono insonne e vagamente nervosa, dall'altro una simile lucidità di analisi, tale acutezza di pensiero mi colpisce. Non già perché io sottovaluti l'intelligenza del fustacchione che vive con me, ma perché il poveretto in questo momento è confuso, indebolito, innocente vittima dell'ennesimo, furioso attacco di dissenteria. In due giorni avrà perso tre chili.
Un passo indietro: l'azione qui descritta ha avuto luogo ai primi di gennaio. Eravamo ospiti di una famiglia di amici in una casa sperduta nella campagna della bassa Toscana. Bello, per carità, la natura incontaminata eccetera. Però vivono con un cane feroce che si ostinano a non ritenere tale (e che il giorno della nostra partenza ha sgozzato in meno di un minuto un povero bastardino che era entrato per sbaglio in giardino). La padrona di casa, che è una ragazza deliziosa, fuma e poi butta le cicche per terra. "Le raccolgo dopo, tutte assieme". "Ma perché non ti prendi un portacenere, scusa?". "Ah! Ce l'avevo, ma l'anno scorso i topi se ne sono impadroniti". "Come, i topi?". "Sì, non sai quanti ce n'erano. Abbiamo dovuto...". "Sszok!", uno schiocco secco sotto il mio piede. "Ohmmadonnasanta, che cos'è?" chiedo, con un infarto in corso. "Non ti preoccupare, è una trappola per topi, però è già scattata". "Ah".
In questo luogo idilliaco, il vicino più vicino è a 2 km di distanza. La pattumiera si butta a 7 km. La scuola elementare è a 18 km. La piscina più vicina, a 35 km. Il gruppo scout, a 60 km. Insomma per fare le cose ci vuole un certo impegno. Ai miei amici la buona volontà non difetta, anche se a parer nostro avrebbero potuto fare qualche sforzo in più nel settore "comunicazione e pubbliche relazioni": per esempio, dire chiaramente che l'acqua del rubinetto non va assolutamente bevuta perché il pozzo è inquinato, non sussurrare un'indicazione a mezza voce ("A proposito, sarebbe meglio bere l'acqua della bottiglia") mentre il Pupo si arrampica sui muri e la Pupa cerca di dare fuoco a parte dell'arredamento.
Mike Delfino, purtroppo, non ha sentito.
Tralascio ulteriori considerazioni su macro-temi e quesiti esistenziali come: "Se viveste in una casa in cui l'acqua non è potabile, mettereste grandi cartelli per avvisare gli ospiti, fareste di tutto per accertarvi che abbiano capito, o piuttosto non direste (quasi) nulla e lascereste a loro il brivido della scoperta?". Sono questioni su cui io e Mike ci siamo interrogati a lungo.
Mi premeva però raccontarvi che, nottetempo, non solo tutti i gatti sono bigi, ma anche tutti i maschi sono uguali.
Il Pupo, ieri, ore 2.38: "Aaagh! Coff! Gasp!".
Io, traslandomi in un picosecondo nella sua stanza, col solito infarto in corso: "Ma che diav... Pupo, tutto bene?".
Lui: "Coff! Coff! Coff!"
"Prendi, amore, prendi lo sciroppo naturale da 18 euro al centilitro".
"Glu, glu"
"L'hai preso? Bravo."
"Azzi" (che non è stic... ma "grazie")
"Cuccu! Cuccu! Cuccu!"
"Cuccu... e che diav... ah, ciuccio! Adesso te lo trovo, il ciuccio. Tieni, amore".
"Azzi. Maaa! Maaa!"
(traducendo velocemente con la presenza di spirito propria delle 2.38). "Maaa? Maaa sarebbe... fammi pensare... il topo! Tieni il topo, amorino".
"Azzi. Gniùdo?".
"No amorino, non puoi metterti nudo a quest'ora. Adesso si fa la nanna. Non toglierti le calze!"
"Bujo?"
"Sì, e buio e si dorme. Se ora fai la nanna abbiamo qualche speranza che non si svegli anche la Pupa."
(Come volevasi dimostrare) "Mamma, posso alzarmi? È già mattina?"
"No Pupa, dormi, ti prego. Ignora questo maschio molesto, tappati quelle orecchiette d'angelo, fingi d'esser sola in questa stanza. Un giorno, forse, ci riuscirai sul serio".
domenica 9 gennaio 2011
Ora devo proclamare la vincitrice del Quaquerello
Prima che arrivi Pasqua, visto che il tema era "buoni propositi per il nuovo anno"
Innanzitutto: mi siete piaciute un sacco. Poi, non so se trovarlo rassicurante o vagamente sconfortante, ma... ho scoperto che in fondo desideriamo più o meno tutte le stesse cose, che in ordine sparso sono:
1. avere più cura di sé
2. "darsi" meno sul lavoro, ché non ne vale la pena
3. cucinare di più
4. (apparentemente in contraddizione con il punto 3): dimagrire
5. smettere di mangiarsi le unghie
6. fare più sport
7. essere un pochino più coppia, un po' meno famiglia (vedi weekend romantici a 2, o anche solo cenette una tantum)
8. godersi di più i figli
9. avere un altro bimbo
10. vedere di più le amiche/le persone che amiamo.
Ed ecco la top 5 dei propositi più surreali/divertenti:
1. andare ALMENO 2 volte alla settimana dall'estetista (Jessica sei grande! Siamo tutte con te)
2. avere Hugh Jackman in casa come ragazzo alla pari (LaLaura)
3. fare rafting senza morire annegata (JuleZ)
4. dire al capo che è un microcefalo (buon proposito di Anonima. In molte concordano)
5. capire se mio figlio è Psycho oppure ci fa (LaLaiza).
In tutto ciò, e dopo aver a lungo riflettuto, vi annuncio che la vincitrice è... MammaMaila, che esordisce così: "io, anonima lettrice del blog da due anni, alla fine mi rivelo per un Quaquerello". Di fronte a una tale dichiarazione d'amore nei confronti del pupazzo giallo non posso restare indifferente. Chiedo però a MammaMaila:
a) di mandarmi in privato il suo indirizzo,
b) una volta che avrà il Quaquerello, una foto del trofeo
c) di non tornare nell'anonimato dopo questa gloriosa vittoria!
Il mio undicesimo buon proposito per il nuovo anno: cercherò di rimettere in palio al più presto un altro pupazzo. Lasciatemi solo il tempo di trovarlo.
Innanzitutto: mi siete piaciute un sacco. Poi, non so se trovarlo rassicurante o vagamente sconfortante, ma... ho scoperto che in fondo desideriamo più o meno tutte le stesse cose, che in ordine sparso sono:
1. avere più cura di sé
2. "darsi" meno sul lavoro, ché non ne vale la pena
3. cucinare di più
4. (apparentemente in contraddizione con il punto 3): dimagrire
5. smettere di mangiarsi le unghie
6. fare più sport
7. essere un pochino più coppia, un po' meno famiglia (vedi weekend romantici a 2, o anche solo cenette una tantum)
8. godersi di più i figli
9. avere un altro bimbo
10. vedere di più le amiche/le persone che amiamo.
Ed ecco la top 5 dei propositi più surreali/divertenti:
1. andare ALMENO 2 volte alla settimana dall'estetista (Jessica sei grande! Siamo tutte con te)
2. avere Hugh Jackman in casa come ragazzo alla pari (LaLaura)
3. fare rafting senza morire annegata (JuleZ)
4. dire al capo che è un microcefalo (buon proposito di Anonima. In molte concordano)
5. capire se mio figlio è Psycho oppure ci fa (LaLaiza).
In tutto ciò, e dopo aver a lungo riflettuto, vi annuncio che la vincitrice è... MammaMaila, che esordisce così: "io, anonima lettrice del blog da due anni, alla fine mi rivelo per un Quaquerello". Di fronte a una tale dichiarazione d'amore nei confronti del pupazzo giallo non posso restare indifferente. Chiedo però a MammaMaila:
a) di mandarmi in privato il suo indirizzo,
b) una volta che avrà il Quaquerello, una foto del trofeo
c) di non tornare nell'anonimato dopo questa gloriosa vittoria!
Il mio undicesimo buon proposito per il nuovo anno: cercherò di rimettere in palio al più presto un altro pupazzo. Lasciatemi solo il tempo di trovarlo.
martedì 4 gennaio 2011
Buoni propositi per il nuovo anno
E chi manda la lista più divertente vince un Quaquerello (di nuovo)
Ebbene sì, ho trovato un altro Quaquerello: l'anno non poteva cominciare meglio. Prima di tutto, una domanda a cui sono particolarmente affezionata: do you remember Quaquerello? Ne avevamo parlato qui, per esempio. E poiché in molte ancora mi scrivete in privato chiedendomi dove si può reperire il mirabile oggetto, ho pensato di farvi cosa gradita mettendone uno in palio in un nuovo, ghiotto concorso: dovete scrivere la lista dei vostri 10 (non uno di più, non uno di meno) buoni propositi per il nuovo anno, se possibile "raccontandoli" un po'. Ecco i miei, non necessariamente in ordine di importanza:
1. smettere di mangiarmi le unghie (questo ce l'ho in lista da 26 anni).
2. non ridurmi all'ultimo quando devo consegnare un libro/un articolo/una traduzione.
3. cambiare lavoro (o posto di lavoro) nel corso del 2011. Se non fosse che ormai è troppo tardi, avevo anche pensato di laurearmi in medicina.
4. curare i capelli e non andare sempre in giro come una che ha appena subito l'elettrochoc.
5. andare in piscina 3 volte alla settimana.
6. non bere mai più superalcolici (lo faccio al massimo 2 volte all'anno e poi la notte non chiudo occhio. l'ultima volta il 26 dicembre un whisky torbato senza ghiaccio, che sia maledetto chi l'ha inventato e anche il mio amico che con il suo esempio negativo mi ha indotto in tentazione).
7. curare le piante. togliere sempre la muffa dal pozzo di luce in cima alle scale. mettere in ordine quel dannato cassetto.
8. sentire (e magari vedere) di più le amiche. sentire di meno, e vedere di meno, le persone che proprio non sopporto. Uscire con Mike Delfino la sera, una volta alla settimana (questo in realtà siamo riusciti a farlo abbastanza)
9. andare ogni tanto in bici al lavoro passando attraverso il parco, senza perdermi e senza cadere sul ghiaino (e senza bucare la gomma essendo poi costretta a spingere).
10. convincere la Pupa ad addormentarsi da sola, senza trenino autocico. Pettinarle i capelli e non mandarla sempre in giro come una che ha appena subito l'elettrochoc. Convincere il Pupo a non dire "bleah" quando vede nel piatto qualcosa che non gli garba, a non rovesciare il biberon contenente succo/acqua/brodo (!) sul divano, tenerlo lontano da vino e caffè per i quali, in maniera del tutto immotivata, prova un'irresistibile attrazione. Istigarlo a chiamarmi "ciucciola" ("cucciola") almeno tre volte al giorno.
Aspetto le vostre liste!
Ebbene sì, ho trovato un altro Quaquerello: l'anno non poteva cominciare meglio. Prima di tutto, una domanda a cui sono particolarmente affezionata: do you remember Quaquerello? Ne avevamo parlato qui, per esempio. E poiché in molte ancora mi scrivete in privato chiedendomi dove si può reperire il mirabile oggetto, ho pensato di farvi cosa gradita mettendone uno in palio in un nuovo, ghiotto concorso: dovete scrivere la lista dei vostri 10 (non uno di più, non uno di meno) buoni propositi per il nuovo anno, se possibile "raccontandoli" un po'. Ecco i miei, non necessariamente in ordine di importanza:
1. smettere di mangiarmi le unghie (questo ce l'ho in lista da 26 anni).
2. non ridurmi all'ultimo quando devo consegnare un libro/un articolo/una traduzione.
3. cambiare lavoro (o posto di lavoro) nel corso del 2011. Se non fosse che ormai è troppo tardi, avevo anche pensato di laurearmi in medicina.
4. curare i capelli e non andare sempre in giro come una che ha appena subito l'elettrochoc.
5. andare in piscina 3 volte alla settimana.
6. non bere mai più superalcolici (lo faccio al massimo 2 volte all'anno e poi la notte non chiudo occhio. l'ultima volta il 26 dicembre un whisky torbato senza ghiaccio, che sia maledetto chi l'ha inventato e anche il mio amico che con il suo esempio negativo mi ha indotto in tentazione).
7. curare le piante. togliere sempre la muffa dal pozzo di luce in cima alle scale. mettere in ordine quel dannato cassetto.
8. sentire (e magari vedere) di più le amiche. sentire di meno, e vedere di meno, le persone che proprio non sopporto. Uscire con Mike Delfino la sera, una volta alla settimana (questo in realtà siamo riusciti a farlo abbastanza)
9. andare ogni tanto in bici al lavoro passando attraverso il parco, senza perdermi e senza cadere sul ghiaino (e senza bucare la gomma essendo poi costretta a spingere).
10. convincere la Pupa ad addormentarsi da sola, senza trenino autocico. Pettinarle i capelli e non mandarla sempre in giro come una che ha appena subito l'elettrochoc. Convincere il Pupo a non dire "bleah" quando vede nel piatto qualcosa che non gli garba, a non rovesciare il biberon contenente succo/acqua/brodo (!) sul divano, tenerlo lontano da vino e caffè per i quali, in maniera del tutto immotivata, prova un'irresistibile attrazione. Istigarlo a chiamarmi "ciucciola" ("cucciola") almeno tre volte al giorno.
Aspetto le vostre liste!
sabato 25 dicembre 2010
venerdì 17 dicembre 2010
Come non scegliere la ragazza alla pari
Ci sono cose che magari uno dà per scontate, e invece
Sono stata malata! Donde - che meraviglia, la parola "donde" - il silenzio dei giorni scorsi.
Ora, a distanza di quasi quattro mesi dall'inizio della convivenza, e non avendone mai scritto prima, vorrei condividere con voi l'esperienza che abbiamo avuto fin qui con la nostra ragazza alla pari. Che peraltro lunedì torna a casa sua (per motivi suoi, famigliari). Mi piacerebbe che questo post fosse d'aiuto a chi magari sta pensando di prenderne una, perciò schematizzo.
Ragionevoli dubbi
Siete autorizzati a nutrire ragionevoli dubbi su una ragazza alla pari se:
- Alla festa di benvenuto che le organizzate in giardino assieme a 40 vicini/amici, lei passa tutto il tempo a flirtare con John, il 23enne ospite inglese della ragazza della mansarda 31, e non parla con nessun altro.
- Inghiotte 4 croissant al giorno, prepara torte usando ogni volta UN panetto di burro e poi le divora quasi interamente, si lamenta perché "in questa casa non c'è mai abbastanza cioccolato", ingrassa 5 chili in 4 mesi e poi sospira: "In Italia mangiate davvero troppo".
- Tenta di mettere zizzania tra: voi e vostra madre, voi e vostra suocera, voi e il vostro fidanzato, voi e i vostri figli, voi e il resto del mondo, con frasi apparentemente ingenue come: "È vero che a X non piace Y?". "Sapevi che tua figlia mi sputa in faccia?" (ovviamente sono bubbole. Però destabilizzano non poco).
- Dimentica il kit di cacciavite, chiave inglese, viti di plastica di vostro figlio in una teglia in forno. Poi prepara una torta e fonde i giochi nella teglia. Scoperta, dà la colpa a un amico di passaggio ("è stato lui a cuocere delle cose"). L'amico di passaggio, naturalmente, nega.
- Va a piangere dai vicini, i quali poi chiedono conto del suo strano comportamento ("Ok, Paola, ora dimmi la verità. In casa torturate quella povera ragazza?")
- Perde dopo 5 giorni il cellulare che le avete procurato tramite i vostri vicini/amici. "Me l'hanno rubato. È colpa dei ragazzi italiani, porci che pensano solo a mettere le mani addosso in discoteca". Non si dice dispiaciuta né intenzionata a ricomprarlo. Messa in seguito di fronte alle sue responsabilità ("Dovresti proprio riprenderglielo, o per lo meno offrire un risarcimento") scrive su Facebook la seguente frase: "E adesso devo anche pagare 40 euro per il cellulare che ho perso".
- In casa non fa niente tranne: fare partire di sua iniziativa una lavatrice - l'unica della sua carriera - di maglioni di lana col programma a 60 gradi e centrifuga a 1000 giri, con conseguente infeltrimento di due maglioni. Nuovi.
- In casa non fa niente tranne: stendere qualche lavatrice e piegare qualche panno. Non sempre. Una domenica mi chiede: "Devo stendere anche alla domenica? No, perché il contratto di noi, ragazze alla pari prevede che nei weekend siamo libere". È sconcertata perché a quel punto, per una volta in 4 mesi, mi innervosisco. Scrive su Facebook che sono cattiva.
- In casa non fa niente. Se vi fosse venuto il dubbio: c'è una tata peruviana che sgobba per 6 ore al giorno, io e Mike Delfino passiamo il tempo a raccattare ogni briciola lasciata in giro dai nostri figli, persino il Pupo lavora più di lei. Non riordina nemmeno i giochi dei bambini; se per sbaglio ne mette a letto uno, magari perché noi abbiamo fatto tardi al lavoro, butta i vestiti e il pannolino sporco per terra, e poi lo lascia lì.
- Fa docce di 30 minuti. Non pulisce il piatto doccia. Non pulisce il pavimento (che ha allagato). Lascia il tappetino per terra, fradicio, ed esce dal bagno. La tata peruviana, o noi, penseremo a ripulire. Quel che è più grave: lascia il rasoio nella doccia una, due... cinque volte. Ogni volta glielo facciamo notare: è pericoloso, ci vanno i bambini. Lei alza gli occhi al cielo e scrive su Facebook che siamo dei "pain in the ass".
- Le regaliamo ogni genere di guida per visitare la città di Milano. In 4 mesi va: al Duomo, al cimitero Monumentale e da McDonald's.
- Chatta 5-6 ore al giorno. Appena entro in casa, alle 19 o giù di lì, non le par vero di mollare i bambini e di inchiodarsi al computer. A quel punto faccio tutto da sola: li lavo, li preparo per andare a letto, dirimo le naturali controversie tra pupi (ci siamo capiti). Lei continua a chattare e scrive su Facebook che si annoia.
- Si alza alle 10, alle 11 o anche a mezzogiorno, poi torna a scrivere su Facebook che si annoia.
- Non torna a cena. Una, due... dieci volte. Senza avvisare. Noi prepariamo e apparecchiamo per lei, invano. Una notte non torna nemmeno a dormire. Si presenta il giorno dopo alle 13, dopo che l'abbiamo cercata al telefono - invano - per tutta la mattina: "Ma cooome, non avete ricevuto il mio messaggio?". Poi scrive su Facebook che nella vita le va tutto storto.
- Nostra ospite ovunque - Minitalia, pizzeria, ristorante, piscina, weekend a Treviso con visita a Venezia - tende in generale ad alzare gli occhi al cielo e a sospirare. A Treviso è sconcertata: manca la connessione internet. Pure in piscina è sconcertata: in Italia non ci sono i giochi e gli scivoli, la gente ci va per nuotare.
- Invitata alla cena di compleanno dei miei fratelli, sta seduta senza muovere un dito per tutto il tempo. Poi sospira e chiede di essere accompagnata in macchina in un locale alla moda in cui vuole incontrare altre ragazze alla pari.
- Non ringrazia per i regali che riceve.
- Usa, oltre che shampoo, creme e prodotti per l'igiene personale, anche la mia spazzola. Non toglie i capelli. Usa il profumo che mi ha regalato Mike Delfino. L'effetto è straniante.
- Non rifà il letto. La sua stanza è un porcile. Occasionalmente invitata a prendersene cura (tre, quattro volte in 4 mesi) sospira e alza gli occhi al cielo.
- È convinta che il mondo ce l'abbia con lei.
- Ce l'ha con la Pupa.
Ah, ora mi sento meglio
In generale io penso che valga la pena di cercare una ragazza proveniente da un altro Paese. Che sia magari anche meno viziata. Questa era di Berlino, la prossima sarà dell'Estonia. Scusate lo sfogo. E se qualcuno di voi sta pensando di prendere una au pair e vuole consigli più mirati, sono qua.
Sono stata malata! Donde - che meraviglia, la parola "donde" - il silenzio dei giorni scorsi.
Ora, a distanza di quasi quattro mesi dall'inizio della convivenza, e non avendone mai scritto prima, vorrei condividere con voi l'esperienza che abbiamo avuto fin qui con la nostra ragazza alla pari. Che peraltro lunedì torna a casa sua (per motivi suoi, famigliari). Mi piacerebbe che questo post fosse d'aiuto a chi magari sta pensando di prenderne una, perciò schematizzo.
Ragionevoli dubbi
Siete autorizzati a nutrire ragionevoli dubbi su una ragazza alla pari se:
- Alla festa di benvenuto che le organizzate in giardino assieme a 40 vicini/amici, lei passa tutto il tempo a flirtare con John, il 23enne ospite inglese della ragazza della mansarda 31, e non parla con nessun altro.
- Inghiotte 4 croissant al giorno, prepara torte usando ogni volta UN panetto di burro e poi le divora quasi interamente, si lamenta perché "in questa casa non c'è mai abbastanza cioccolato", ingrassa 5 chili in 4 mesi e poi sospira: "In Italia mangiate davvero troppo".
- Tenta di mettere zizzania tra: voi e vostra madre, voi e vostra suocera, voi e il vostro fidanzato, voi e i vostri figli, voi e il resto del mondo, con frasi apparentemente ingenue come: "È vero che a X non piace Y?". "Sapevi che tua figlia mi sputa in faccia?" (ovviamente sono bubbole. Però destabilizzano non poco).
- Dimentica il kit di cacciavite, chiave inglese, viti di plastica di vostro figlio in una teglia in forno. Poi prepara una torta e fonde i giochi nella teglia. Scoperta, dà la colpa a un amico di passaggio ("è stato lui a cuocere delle cose"). L'amico di passaggio, naturalmente, nega.
- Va a piangere dai vicini, i quali poi chiedono conto del suo strano comportamento ("Ok, Paola, ora dimmi la verità. In casa torturate quella povera ragazza?")
- Perde dopo 5 giorni il cellulare che le avete procurato tramite i vostri vicini/amici. "Me l'hanno rubato. È colpa dei ragazzi italiani, porci che pensano solo a mettere le mani addosso in discoteca". Non si dice dispiaciuta né intenzionata a ricomprarlo. Messa in seguito di fronte alle sue responsabilità ("Dovresti proprio riprenderglielo, o per lo meno offrire un risarcimento") scrive su Facebook la seguente frase: "E adesso devo anche pagare 40 euro per il cellulare che ho perso".
- In casa non fa niente tranne: fare partire di sua iniziativa una lavatrice - l'unica della sua carriera - di maglioni di lana col programma a 60 gradi e centrifuga a 1000 giri, con conseguente infeltrimento di due maglioni. Nuovi.
- In casa non fa niente tranne: stendere qualche lavatrice e piegare qualche panno. Non sempre. Una domenica mi chiede: "Devo stendere anche alla domenica? No, perché il contratto di noi, ragazze alla pari prevede che nei weekend siamo libere". È sconcertata perché a quel punto, per una volta in 4 mesi, mi innervosisco. Scrive su Facebook che sono cattiva.
- In casa non fa niente. Se vi fosse venuto il dubbio: c'è una tata peruviana che sgobba per 6 ore al giorno, io e Mike Delfino passiamo il tempo a raccattare ogni briciola lasciata in giro dai nostri figli, persino il Pupo lavora più di lei. Non riordina nemmeno i giochi dei bambini; se per sbaglio ne mette a letto uno, magari perché noi abbiamo fatto tardi al lavoro, butta i vestiti e il pannolino sporco per terra, e poi lo lascia lì.
- Fa docce di 30 minuti. Non pulisce il piatto doccia. Non pulisce il pavimento (che ha allagato). Lascia il tappetino per terra, fradicio, ed esce dal bagno. La tata peruviana, o noi, penseremo a ripulire. Quel che è più grave: lascia il rasoio nella doccia una, due... cinque volte. Ogni volta glielo facciamo notare: è pericoloso, ci vanno i bambini. Lei alza gli occhi al cielo e scrive su Facebook che siamo dei "pain in the ass".
- Le regaliamo ogni genere di guida per visitare la città di Milano. In 4 mesi va: al Duomo, al cimitero Monumentale e da McDonald's.
- Chatta 5-6 ore al giorno. Appena entro in casa, alle 19 o giù di lì, non le par vero di mollare i bambini e di inchiodarsi al computer. A quel punto faccio tutto da sola: li lavo, li preparo per andare a letto, dirimo le naturali controversie tra pupi (ci siamo capiti). Lei continua a chattare e scrive su Facebook che si annoia.
- Si alza alle 10, alle 11 o anche a mezzogiorno, poi torna a scrivere su Facebook che si annoia.
- Non torna a cena. Una, due... dieci volte. Senza avvisare. Noi prepariamo e apparecchiamo per lei, invano. Una notte non torna nemmeno a dormire. Si presenta il giorno dopo alle 13, dopo che l'abbiamo cercata al telefono - invano - per tutta la mattina: "Ma cooome, non avete ricevuto il mio messaggio?". Poi scrive su Facebook che nella vita le va tutto storto.
- Nostra ospite ovunque - Minitalia, pizzeria, ristorante, piscina, weekend a Treviso con visita a Venezia - tende in generale ad alzare gli occhi al cielo e a sospirare. A Treviso è sconcertata: manca la connessione internet. Pure in piscina è sconcertata: in Italia non ci sono i giochi e gli scivoli, la gente ci va per nuotare.
- Invitata alla cena di compleanno dei miei fratelli, sta seduta senza muovere un dito per tutto il tempo. Poi sospira e chiede di essere accompagnata in macchina in un locale alla moda in cui vuole incontrare altre ragazze alla pari.
- Non ringrazia per i regali che riceve.
- Usa, oltre che shampoo, creme e prodotti per l'igiene personale, anche la mia spazzola. Non toglie i capelli. Usa il profumo che mi ha regalato Mike Delfino. L'effetto è straniante.
- Non rifà il letto. La sua stanza è un porcile. Occasionalmente invitata a prendersene cura (tre, quattro volte in 4 mesi) sospira e alza gli occhi al cielo.
- È convinta che il mondo ce l'abbia con lei.
- Ce l'ha con la Pupa.
Ah, ora mi sento meglio
In generale io penso che valga la pena di cercare una ragazza proveniente da un altro Paese. Che sia magari anche meno viziata. Questa era di Berlino, la prossima sarà dell'Estonia. Scusate lo sfogo. E se qualcuno di voi sta pensando di prendere una au pair e vuole consigli più mirati, sono qua.
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