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mercoledì 9 aprile 2014

Le domande del Pupo

E tu scrivimi, scrivimi se ti viene la voglia
Nel mio personale regno Maraonide lo sport nazionale essendo «sbattere di continuo negli stipiti causa stanchezza, procurandosi lividi di estese dimensioni», l'altra sera ho superato me stessa rendendomi protagonista del seguente orribile accadimento: ho poggiato il piede nudo su un cumulo di bambole e di pupazzi (decine di essi, invero) armoniosamente disseminati sul pavimento da quel brighella del Pupo e dal suo compagno di merende Nicola, e ho avvertito un dolore acutissimo, inatteso quanto intenso, del tutto inspiegabile. Facendo sfoggio della mia usuale classe ma soprattutto essendo in presenza di svariati minori, alcuni dei quali da me generati, altri invece provenienti da altre famiglie al cospetto delle quali avrebbero potuto denunziare eventuali volgarità da me pronunciate, mi sono prodotta in un composto «Porcoggiuda» a voce nemmeno troppo alta.
Poiché il dolore non accennava a svanire ho esaminato all'istante il mio piede per scoprire, quelle horreur, che per qualche misterioso motivo qualche str uno dei miei adorabili figlioletti o dei loro amici aveva infilato un ago nel vestito di una bambola, «perché giocavamo che la bambola era andata dalla sarta cinese, mamma», ago sul quale ho avuto la ventura di camminare ficcandomelo nella pianta del piede per più di metà: quando l'ho tolto, cercando contestualmente di non svenire, ne fuoriusciva giusto la cruna. A mia parziale consolazione ho pensato: che bello, per una volta posso usare la parola «cruna», ché in effetti è un vocabolo molto interessante e a meno di non essere del settore non capita tanto spesso di poterlo sfruttare come merita.
Ti ringrazio per avermi stupito Nel frattempo, la mia adorata amica Pellons mi prende nemmeno troppo garbatamente in giro perché causa parziale ottundimento e temporanea disconnessione neuronale tendo a confondere De Gregori con De Gregori. Le rispondo colpo su colpo con una lista delle più recenti domande del Pupo, che a 5 anni, avendo vagamente cominciato a superare il trauma per la nascita della Piccolissima, veleggia tutto allegro nel periodo d'oro delle Grandi Domande, e dei Perché (vi prego di aggiungere sotto, in fondo alla lista, anche le Grandi Domande dei vostri pupi. O anche dei vostri adulti, se è per questo. Fatelo adesso, prima di dimenticarvele).
Tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di tè
«Ma i puma rubano?»
«Berlusconi non va in carcere solo perché è troppo vecchio?»
«Ma i numeri, a un certo punto, finiscono?»
«Posso andare al campuss di judo anche se sono troppo piccolo?»
«Posso mettere un po' di acqua e fango in questo borraccetto?»
«Come è morto Michael Jackson?»
«Da dove arriva l'acqua?»
«Posso andare al campuss di judo tra 50 giorni, quando sarò più grande?»
«Ma è più forte Hulk o Pisapia?»
«Ma è più bravo Munch o Pollock?»
«Ma quando finisce il mondo, Dio c'è ancora?»
«Posso bere un po' di acqua e fango oppure è velenoso?»
«Ma quando tu eri piccola, esistevano le Hot Wheels?»
«Anche nell'isola di Conan» (il cartone animato, nda) «ci sono i cattivi?»
«Quando sarò grande posso fare ogni giorno un lavoro diverso?»
«Tecnicamente il mare che abbiamo adesso è lo stesso del Giurassico?»
«Posso dare un po' di acqua e fango alla sorellina?»
«Posso andare al campuss di judo tra 50 giorni, quando sarò più grande, con te? Però io dormo con i miei compagni e tu nella stanza accanto».
«È più forte lo zio Enrico o Matteo Renzi?»

Soundtrack: Natale
Buonanotte fiorellino


lunedì 11 novembre 2013

Settimana 36

Tanti auguri, Pupino
Post destinato a essere brevissimo a causa di
a) una certa agitazione della Piccolissima che, al solito, mi illude di voler nascere ma poi non è vero
b) l'ingresso contemporaneo in casa dei miei genitori, mia cugina e in questo momento anche del Pupo, il quale oggi compie 5 anni.
Dubbi Stanotte il Pupo mi ha fatto venire un dubbio. Come di consueto a un'ora X (tipo 2.18) ha fatto La Chiamata. Mi sono alzata per far pipì e ho visto che Mike Delfino si era stoccafissizzato accanto a lui, seduto sul bordo del letto, a fargli coccole per riaddormentarlo. L'ho pregato di andarsene e lasciare che il Pupo ci provasse da solo, a riprendere sonno - non possiamo fare un passo avanti e due indietro ogni volta, ho detto - e il Pupo ha cominciato a caragnare. Allora mi sono chinata su di lui per dargli un bacio veloce e, allo stesso tempo, rassicurarlo. E lui che ha fatto? Mi ha tirato un cartone nell'occhio destro, uno schandfleck come dicono i tedeschi, dritto preciso e dolorosissimo. Per lo choc e il dolore mi sono messa a piangere e gli ho sibilato: «Mi hai sfinito. Non ti voglio più vedere né sentire fino a domattina. Stai zitto o cambia famiglia». E lui, sapete che ha fatto dopo settimane di preghiere, lagne, pianti e insistenze? Mi ha guardato con aria noncurante, si è voltato sul fianco e si è messo tranquillo a dormire. A un certo punto dev'essersi infilato da solo nel letto di sua sorella, perché è lì che l'abbiamo trovato stamani alle 7.20.
Se ci è o ci fa Posto che il pugno nell'occhio non era esattamente intenzionale - era più una mossa alla Ben Ten che rotea le braccia alla cieca contro i mostri, nel buio - a colpirmi è stata la sua reazione quando ha capito di averla fatta grossa. Come dire: mamma, ho capito che qui non c'è margine e che sei davvero arrabbiata, quindi ora ti lascio in pace.
Se ci è o ci fa/2 Tanti auguri allora amato Pupino frignone, e tanti auguri anche al tuo papà, quel sant'uomo che si appresta ad avere per casa il terzo bambino e l'altro giorno mi ha detto: «So che la Piccolissima ha tutto perché è terza di tre fratelli, ma mi piacerebbe chessò prenderle un regalino simbolico, una tutina o un body o entrambi, qualcosa di nuovo e di carino che sia solo per lei». Ora va detto che in questi anni Mike Delfino non ha mai capito la differenza tra tutina e body - anzi dovendo scegliere tende a invertirli - ma insomma siamo entrati assieme in un negozio, gli ho indicato l'area in cui cercare quel che aveva in mente per sua figlia, poi mi sono persa beatamente tra gli scaffali. Cinque minuti dopo lo vedo già soddisfatto alla cassa a pagare, andiamo andiamo andiamo che devo tornare al lavoro; solo poco più tardi, in auto, gli chiedo «Che hai preso?», e lui, sicuro: «Due tutine e un body».
(Io, sbirciando) «In effetti sono due body e una tutina».
«Sì, vabbè».
«Ma perché hai preso una tutina da 0 mesi, una da 3 mesi e... un body da 18 mesi?»
«In che senso, scusa? Credevo fossero taglia unica».