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| «Sono un guarriere» |
Potrebbe sembrare che io abbia saltato una settimana, ma in realtà avevo inserito l'ultimo post poco prima dell'inizio della 30esima e scrivo invece questo alla fine della 31esima, perciò tecnicamente ci siamo. Il Pupo, quasi 5 anni, alza sempre l'asticella: due sere fa ha reso una dichiarazione spontanea che recitava testualmente, «Ho paura che quando nasce la sorellina poi voi non mi guardate più». Grandi applausi alla sua capacità di elaborazione, ah che bel lavoro stiamo facendo come genitori, seguono rassicurazioni varie, ah com'è bello che i nostri figli parlino apertamente dei loro problemi.
L'ora del demonio Il punto è che, purtroppo, le nostre notti si fanno progressivamente più difficili. Eravamo abituati a un bambino che - praticamente dalla nascita - dormiva da solo senza difficoltà, e quando lo racconto tutti a dire ringrazia Dio che fin qui è andata così bene, il che per qualche motivo risulta solo di parziale consolazione: adesso si sveglia anche tre, quattro volte di fila, con disperazione di Mike Delfino e soprattutto mia, poiché per un mix tra panzone e nervosismo fatico a riaddormentarmi, al punto di metterci anche un'ora ogni volta. Aggiungi che il bambino si sveglia preferibilmente a orari maledetti, tipo le 2.30 (ora in cui avvengono le invasioni aliene del nuovo sci-fi Oscure presenze) o, ancor peggio, le 3.07 (ora in cui si manifesta il demonio nel terribile L'evocazione, chi l'ha visto sa di cosa parlo), quindi se mi cade l'occhio sull'orologio oltre che essere nervosa mi spavento pure, e nel buio comincio a sussurrare a Mike Delfino frasi rassicuranti come «È la fine del mondo» oppure «È l'inizio di un film horror e noi non ce ne rendiamo conto, adesso arriverà qualcuno a rapirci i bambini e a portarmi via la nascitura dalla pancia».
Strategie di sopravvivenza A proposito di film horror, sono convinta di avere un cimitero indiano di 40 centimetri quadrati sepolto proprio davanti alla mia cucina a gas. L'altra sera mi sono scottata la coscia sinistra col brodo del risotto: l'ustione peggiore della mia vita, comprensiva di vesciche. Per fortuna (vi giro questo consiglio nel caso non lo sapeste) mi sono ricordata che in questi casi bisogna immergersi subito in acqua fredda, e così, tipo vacca nel Gange anche per via delle dimensioni, ho messo le chiappe a mollo nella vasca gelata per 15 minuti, evitando forse cicatrici permanenti - ma non uno choc termico. La mattina successiva invece, per una serie inspiegabile di congiunture sfavorevoli, ho fatto da arco voltaico - avevo i piedi nudi, le mani bagnate, eccetera - e ho preso la scossa più forte della mia vita mentre tentavo di accendere il gas.
Sulla sponda del fiume mi sono seduta, eccetera Subito dopo la scossa, ho pianto. Tra l'altro Mike Delfino era fuori col cane, proprio come la sera prima (quando mi sono scottata). Il Pupo per consolarmi è corso a prendere i suoi vecchi ciucci da un cassettino dei ricordi; la Pupa, più pragmatica, ha attivato una app dell'iPhone che si chiama MyBaby'sBeat e in tempo zero ha verificato, con le cuffie nelle orecchie, che il cuore di sua sorella battesse ancora. Visto che sì, ho chiamato al volo una mia amica medico che, ancora più pragmatica della Pupa, mi ha rassicurato: «Se non sei morta all'istante per un'aritmia, direi che tu e la Piccolissima state bene».
In tutto ciò, il Pupo Anche se ho finto di parlare d'altro, il nostro vero problema ora sono le notti insonni. Con l'avvicinarsi dell'evento-Piccolissima cresce la preoccupazione: cosa succederà quando dovrò allattarla? Aver capito che è il pancione a disturbarlo non aiuta a risolvere il problema, quel che conta davvero è che ora abbiamo circa 59 giorni per rimettere il Pupo in carreggiata, essendoci peraltro già giocati molte delle strategie consigliate: il bambino dorme con il suo pupazzo di riferimento (chiamato "il Ma"), a cui si è ora aggiunto un vice-pupazzino che ha superato l'apposito training scacciamostri; in camera c'è la lucina azzurra "contro le paure notturne", nel disimpegno c'è una vice-lucina gialla a far da sostegno, prima di addormentarlo gli leggiamo le sue storie preferite e gli facciamo tutte le coccole rasserenanti. L'altra notte Mike Delfino esasperato vaneggiava: «Ora basta, ci sta prendendo in giro, non può venire ogni dieci minuti a dire hopauramiscappalapipìhosetehofamevogliolamamma, se lo fa ancora io, che ho già perso la mia salute mentale, giuro che lo chiudo in camera a chiave, oppure lo metto in giardino come un nano, e ne riparliamo domattina». La privazione del sonno, si sa, fa scherzi strani, resto in trepida attesa di preziosi consigli (che possibilmente non siano «Aspetta qualche anno e vedrai che passa»), perché, come disse Forrest Gump dopo aver attraversato gli Stati Uniti di corsa, arrivata a questo punto «Sono un po' stanchina».


