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Vi aspetto!

martedì 30 agosto 2011

Mangiare i vermi fa male?

Post non adatto per palati sensibili, poi non dite che non vi avevo avvisato
Siamo tornati. Sono tornati. Prima noi, poi loro: io e Mike a Milano dal 16 agosto, a scomporre e ricomporre casa, comprare e spostare divani usati, appendere i quadri da mesi impilati nello sgabuzzino, dare i famigerati "ritocchi del bianco" che poi lo sappiamo tutti come vanno a finire queste cose (devi ridipingere mezza parete).
I Pupi invece sono qui da domenica. Come regalo di benvenuto abbiamo allestito per loro un acquario, un serissimo catafalco che porta 80 litri d'acqua. Dentro ci abbiamo messo due pesci-pilota: della serie, visto che siamo dei novellini, potrebbe succedere che qualcosa non funziona e il filtro diventa melma o la pompa fa cortocircuito o li nutriamo troppo ed esplodono come le povere anatre cibate a forza per ottenere il foie-gras. Così abbiam comprato due pesci rossi comuni e anche un po' disgraziatelli: uno sembrava che l'avessero preso a schiaffi sulle scaglie per quant'era storto e screziato di strie rossastre, mentre l'altro, minuscolo, se ne stava timidissimo sempre in un angolo; li abbiamo pagati 1,50 euro cadauno e li abbiam battezzati Sofia e Mosè, che è poi lo stesso identico nome dei gatti di mia madre.
Così ora attorno alla nostra famiglia gravitano due coppie di Sofia e Mosè. E potrebbe pure essere che un giorno per sbaglio Sofia e Mosè mangino Sofia e Mosè, ma speriamo di no, perché nel frattempo i due pesciolini si sono ben ambientati, son vispi e vivaci, l'acqua è limpida, la dose di cibo giusta, e i bambini estasiati continuano a dire con le loro effe alla Jovanotti che in fondo è meravigliofo avere un acquario.
In effetti è facile perdersi dietro ai pesci. L'altra sera abbiamo pure messo le sedie davanti all'acquario e siamo rimasti lì a guardarli per un po', come fossimo al cinema, chiedendoci soprattutto:
- Ma come diavolo dormono i pesci? In piedi come i cavalli? È una cosa che qualcuno di voi sa?
Poi ho anche un'altra domanda:
- Mangiare i vermi (della frutta, delle noci) fa male?
Due sere fa abbiamo avuto ospite una mia amica che ha sposato un americano e ha un figlio di tre anni e mezzo il quale a fine cena si è messo ad aprir noci con il Pupo. Poiché le noci risalivano allo scorso inverno si è scoperto che dentro c'erano quei piccoli vermini bianchi, che razzolavano tutti allegri tra il guscio e il gheriglio (questa parola mi piace molto ma è difficile trovare l'occasione giusta per usarla, ne approfitto).
(Amichetto): "Look! Un verme teeny-weeny".
(Pupo): "Uaddàate! Un bemme tiniuini, che bello, adesso me lo mangio, gnam! Buono!". E via! Si è mangiato almeno tre vermi in un secondo, e poi si è applaudito da solo.

P.S. Micol, non posso scrivere le parolacce sul mio blog. Ma tu, se vuoi, nei commenti sì.


venerdì 29 luglio 2011

Tutto quel che nella vita non ho ancora imparato

Sul filo di lana della partenza per le vacanze, io confesso
Che ci sono un sacco di errori che continuo a fare, e rifare, e rifare. Dunque il detto popolare secondo cui dagli errori si impara è, almeno nel mio caso, una solenne vaccata. Per esempio
- Perché ogni volta mi sento in colpa quando mia madre mi dice cose come "Per fortuna, Paola, che stasera arrivi. Sai, i bambini hanno sentito tanto la tua nostalgia"?
- Perché non esco da casa 10 minuti prima, qualunque sia la mia meta - stazione, aeroporto, luogo di lavoro, appuntamento con un'amica o col mio bello? Perché devo sempre arrivare in ritardo, oppure con un infarto in corso?
- Perché sono ancora schiava del dubbio - si scriverà aeroporto o aereoporto? Esattamente quale parte del mio cervello si rifiuta di impararlo?
- Perché, quando so che devo partire per qualcosa di più lungo di un weekend - come adesso - mi riduco a fare le valigie la mattina stessa?
- Perché lascio sempre il cellulare spento sepolto in qualche angolo della casa, cosicché rintracciarlo diventa impossibile?
- Perché metto le scarpe prematuramente, zoccolando poi ovunque, gettando fango in giro e maledicendomi ("potevo rimanere a piedi nudi altri 5 minuti?")
- Perché 9 volte su 10 perdo il tagliandino del parcheggio dell'EsseBrutta anche se ogni volta mi riprometto di starci più attenta? In alternativa, perdo il carrello oppure prendo per sbaglio quello di qualcun altro o mi faccio rimproverare perché non ho messo il guanto di plastica per prelevare la frutta o, per finire, sbaglio cassa e vado per sbaglio nella fila "Max 10 pezzi", me ne accorgo solo alla fine e devo ricominciare daccapo.
- Perché mi dimentico di controllare se nella caffettiera del giorno prima c'è ancora caffè e me lo rovescio addosso?
- Perché faccio liste di compiti da portare a termine e poi non le leggo, o le perdo?
- Cosa diavolo mi spinge ad accettare le offerte commerciali di compagnie telefoniche scadenti?
Sarebbe carino se voleste condividere elenchi anche brevi dei vostri personali fallimenti. Ciò detto, vi abbraccio e mi dirigo - per una volta, quasi in orario - al treno che mi porterà a riabbracciare quei morbidi Pupi. Appuntamento alla fine di agosto!

mercoledì 27 luglio 2011

Grosso, grasso matrimonio greco















Nozze ateniesi
Lo scorso weekend si sono sposati un amico italiano e una ragazza ateniese. Prima di tutto devo dirvi che in Grecia, come intravedete dalla foto sopra, il lancio del riso è più che altro un tiro al piattello. I chicchi, ingannevolmente colorati in tinte pastello per farli sembrare gradevoli e innocui, vengono poi scagliati con furia selvaggia contro gli sposi e soprattutto contro il sacerdote. Devo dirvi però che ho letto su internet una storia orribile per cui un prete ortodosso avrebbe annegato (per sbaglio) un neonato durante la tradizionale immersione del battesimo; è probabile che dopo questo episodio i fedeli ortodossi di tutto il mondo ce l'abbiano a morte con i sacerdoti e che il lancio del riso sia un modo per punirli.
Per il resto: il grasso, grosso matrimonio greco mitizzato dal film è, per l'appunto, un mito. Almeno nella mia esperienza, e se qualcuno vorrà contraddirmi ne sarò felice. Gli ospiti erano 200 di cui 25 italiani, cioè noi, ma vi assicuro che abbiamo fatto più casino di tutti i greci messi assieme. Il più arzillo tra loro era un vecchietto di almeno 80 anni che - non scherzo - è andato avanti a ballare per ore. La mia preoccupazione era che cadesse in piscina, ma per fortuna questo non è successo.
Bilancio dei caduti in acqua a fine nottata
- Completamente vestiti: un amico dello sposo e lo sposo (che è stato spinto).
- I loro due iPhone
- In boxer: Mike Delfino, che si è buttato di proposito. Io ero tornata in albergo ma mi hanno riferito che i soliti buontemponi un po' avanti coi lavori, mentre si stava cambiando, gli hanno rubato i boxer e i pantaloni, così è rimasto in camicia col pipino e le chiappe al vento fin quando un barista pietoso non gli ha detto dov'erano nascosti gli indumenti. La camicia, per fortuna, era un po' lunga.
Cose belle
Il cibo era buonissimo. Sia alle nozze - immaginate un gigantesco buffet con carni, insalate, patate, melanzane, gyros, suvlaki e baklava - che in giro per la città. Inoltre, nonostante la crisi, i greci conservano quello spirito affabile e rilassato che li contraddistingue da migliaia di anni. Non sto ragionando in termini assoluti ma semplicemente facendo un paragone con l'Italia.
Ah! Dopo decenni trascorsi a pensare di essere una pippa nel ballo, ho imparato in pochi minuti le mosse-base del sirtaki e sono diventata la reginetta della pista. Purtroppo dopo mezz'ora di balli greci il deejay è passato alle solite hit occidentali e sono ripiombata all'istante nella mia assurda inettitudine danzereccia.
Cose brutte
Lo scorso weekend, evidentemente, non sono potuta andare al mare dai Pupi. Due settimane senza vederli sono troppe (in questo caso sto ragionando in termini assoluti). Il Pupo in particolare si è risentito e non vuole parlarmi nemmeno al telefono. Gli dicono: "Rorino, vuoi salutare la mamma?" e lo sento strillare e piangere in sottofondo: "Noo, noo, datemi il cucchio!" (=il ciuccio). Me lo immagino, lì che ciuccia come un disperato in un atto di compensazione, e mi si stringe il cuore. Ma tutto questo, come diceva Saffo e per restare in area greca, si deve sopportare.


martedì 19 luglio 2011

Il mio cortile è vietato ai bambini

Ho visto cose che voi umani
Con un mucchio selvaggio di colleghi siamo stati in Sardegna, ospiti di un resort di lusso, a intervistare uno chef di lusso. Lui è Gordon Ramsay: se vi piace il genere "uomo vissuto" direi che è decisamente un bel, ehm, bocconcino su cui posare gli occhi. In effetti, secondo un'indagine effettuata su un campione di 1300 donne, il cuoco di Hell's Kitchen in questo momento è quarto in classifica tra gli uomini più desiderati dall'italica femmina.
Come sempre accade, quando giro per lavoro incontro un'umanità frastagliata che magari nella routine quotidiana non avrei occasione di sfiorare. Dal punto di vista antropologico è interessantissimo. Come quella sera al ristorante un paio d'anni fa, quando mi è capitato di origliare i discorsi di una coppia seduta al tavolo accanto al mio.
Lei (evidentemente, alterata): "Mi devi dare la ricetta per gli psicofarmaci".
Lui (evidentemente, medico): "Ti ho detto di no! Ne hai già presi troppi".
Lei: "E allora sai che faccio? Mi bevo il tuo Viagra col whisky!".
Ogni volta mi chiedo se davvero è possibile che esistano persone così. E ogni volta la risposta è sì.
Perle di saggezza di una circa-40enne conosciuta in trasferta (elargite senza soluzione di continuità e soprattutto senza che nessuno gliel'avesse chiesto)
"Piacere, mi chiamo Spandicacca Atuttandare. Sapete, sono una critica d'arte per il noto gruppo editoriale DeMerdis".
"Sapete, io alla DeMerdis ci posso andare a piedi. Vivo infatti all'ombra del Duomo, e anche la DeMerdis è in centro. Attraverso il parco e traaac! sono lì".
"L'unico problema nel vivere all'ombra del Duomo è che non so dove parcheggiare la Porsche. Del resto, avere una Porsche mi suscita imbarazzo. Sapete com'è: l'invidia dei colleghi, eccetera. Non sapete quante volte ho ripetuto: che colpa ne ho se mi è stato fatto un regalo?" (Che poi non ho capito chi gliel'ha regalata: il signor Porsche? Un fidanzato ricco e rimbambito?)
A un collega fotografo che ci aveva appena spiegato, tutto felice, di essersi trasferito a Berlino: "Berlino è una città inquietante. Fa schifo. Non so come fai a vivere a Berlino. Prima della caduta del Muro ancora ancora, ma adesso è una cloaca che non la puoi guardare".
Mai più senza gli allegati del Corriere "Certo che questo per essere un 5 stelle, insomma. Qui ci saranno anche 11 piscine con l'acqua di mare, ma io gli hotel li giudico dalla presenza o meno di una biblioteca. A maggio ero in un hotel di Bagno Vignoni: un 3 stelle, ma ci va Montezemolo. Be', sai che c'è: ha una biblioteca fantastica. In più ti fanno avere in camera ogni mattina il Corriere, Repubblica e tutti gli allegati!"
Basta tonno (a tavola) "Certo che il pesce è sopravvalutato. Tutti questi gamberoni, questi scampi grigliati, questa pasta all'astice/al granchio/all'aragosta. Saranno anche freschissimi, ma che noia. E questo tonno: tenero è tenero, per carità, ma basta. Nel 2011 siamo ancora qui a mangiare tonno fresco. E il turbante di branzino? Vogliamo dire qualcosa del turbante di branzino?"
Alla Spa: "Sì, qui si sta... come dire, benino. Però il centro di talassoterapia dove sono appena stata, in Giordania, è un'altra cosa".
A una collega giovane che ha incautamente introdotto l'argomento "figli": "Dove abito io", (se l'aveste dimenticato: all'ombra del Duomo) "c'è un bellissimo cortile, ma è vietato ai bambini. I bambini non possono neanche metterci piede. No, dico, sapete il casino che fanno quelli? Io come faccio se ho gente? Io se vedo un bambino gli strillo che se-ne-deve-andare." E dove se ne deve andare, scusa? "A giocare-a-casa-sua!". Ma come, d'estate? "Se proprio vogliono, mettano l'erba finta in soggiorno".
Non so voi ma io, in questi casi, non so mai se intervenire o restare ad ascoltare.



lunedì 11 luglio 2011

A letto coi miei figli. Gratis

Scusate, ma non riesco a resistere
Ogni tanto vado a sbirciare su Google l'elenco delle ricerche che la gente ha fatto per arrivare al mio blog. Ne avevo parlato anche in un altro post che forse vi ricordate, un paio di mesi fa, ma ora ho visto che c'è un sacco di materiale nuovo così ho deciso di aggiornare un po' l'elenco:
1. Qualcuno mi ha cercato (e trovato, che è la cosa più strana) digitando "Paola MaRRaone", con due "emme". Marrani!
2. Ben 13 persone hanno inserito come chiave di ricerca "Cercasi tata", il che significa che sono ufficialmente un'agenzia di collocamento. Sparsi, ci sono anche dei "Ragazza alla pari Francia", "Come scegliere la ragazza alla pari" e un solitario "Ragazza alla pari piacente marito maiale".
3. Non uno, ma TRE persone hanno cercato "Conigli per lo svezzamento". Mi immagino dei Roger Rabbit o Bugs Bunny da mettere in mano ai bebé per distrarli mentre si tentano i primi approcci con le pappe.
4. Due persone hanno inserito "Neonato strabuzza". Così, nudo e crudo, senza ulteriori spiegazioni.
5. Vorrei conoscere la persona che ha cercato (letteralmente): "Convivo con duroni+piedi ossei+Venezia" per arrivare fino da me.
6. "A chi piacerebbe essere preso a tettate?" ha generato una visita.
7. "A letto con i miei figli. Gratis. Video", una visita. È una cosa che abbiamo fatto tutte, no?
8. Una persona si chiede: "A che ora avere il secondo figlio?". E qui francamente non so cosa rispondere. Per sicurezza direi: tra le 17 e le 19. Ma solo nei giorni dispari.
9. "Bambini scoordinati nel camminare a 21 mesi" ha generato 2 visite. Ai genitori preoccupati rispondo che mio figlio, che di mesi ne ha... vediamo... 32, cammina ancora come un robottino della Roomba!, per intenderci quello che cambia direzione quando sbatte il muso contro gli ostacoli e in teoria non cade giù dalle scale perché sa riconoscere un gradino, ma solo in teoria.
10. "Bebé 6 mesi sbuffi di saliva" ha generato una visita. Qui mi sono immaginata questo bebé-geyser che spruzza bava in tutti i punti cardinali.
11. "Blocca scopino gabinetto per bambini", 6 visite. Questa è una mamma disperata perché i suoi figli con quello scopino ne fanno di ogni. Tipo il grande classico di usarlo come spazzolino da denti.
12. Last but not least: "Camere per un pomeriggio di follia a Follonica", una visita. Cara signora, bastava che venisse a trovarci in vacanza nella baracchina sulla spiaggia e io le avrei offerto non un giorno, ma una settimana intera di follia a Follonica.

lunedì 4 luglio 2011

Vita senza figli e la paura di soffiare un soffione

Ma voi come organizzate le vostre estati?
"No, è che a tuo figlio piace picchiare le onde con un bastone", mi spiega rassegnata mia madre al telefono.
"Come, scusa?"
"È riuscito a scovare l'unico ramoscello di tutta la spiaggia e con quello è andato a frustare le onde. Dice anche 'Pum!' e 'Ahi!', che poi sarebbe la risposta delle onde, a ritmo. Quindi va seguito: c'è bisogno di un assistente che gli stia vicino per la durata dell'intera operazione."
"Ah. E quanto va avanti?"
"Può essere 5 minuti come 20, dipende".
Mentre io me la spasso (ehm) a Milano, i miei genitori sono ufficialmente schiavi dei Pupi in Liguria. Con loro c'è B., figlia 18enne di J., la mia tata principale che non può muoversi dalla città.
Piccola parentesi: in pratica dò uno stipendio a B. perché stia al mare coi miei figli e un altro stipendio, pieno, a J. perché venga tutti i giorni nella mia casa child-free a smacchiare i leopardi, far ballare le scimmie e pettinare le bambole.
"Cosa devo fare oggi, mamacita?" è la sua domanda, sempre più perplessa, ogni mattina.
"Ehm, che ne dici di... pulire gli stipiti delle porte?"
"Già fatto la scorsa settimana".
"Gli scaffali inferiori della dispensa?"
"Fatto."
"Il forno?"
"El horno, fatto. Due volte".
"Il frig..."
"Fatto. Ho anche sbrinato il congelador".
Le ho chiesto persino di mettermi le t-shirt ordinate per colore, ma da qui a fine luglio non so cosa inventarmi. Questo è però - letteralmente - il prezzo da pagare perché noialtri restiamo con animo sereno a far pazzie in città, sapendo che i bambini sono al sicuro e i nonni, ancorché schiavi, relativamente tranquilli.
Ogni anno alla partenza dei Pupi io e Mike Delfino prepariamo un lungo elenco di buoni propositi, tra cui:
- dare i ritocchi del bianco alle pareti
- arrampicarsi sul dannato trabattello per liberare i tiranti delle tende esterne aggrediti dal glicine
- cogliere le innumerevoli occasioni culturali offerte dalla nostra città (Mike)
- imparare a fare la giardiniera e le melanzane+peperoni in agrodolce in casa (io)
In pratica, invece:
- la sera, sfatti dal caldo, ci schiantiamo davanti a un dvd
- poiché il frigo è vuoto usciamo a cena controvoglia, o ingolliamo i deprimenti ma rassicuranti instant noodles gusto pollo, curry o gamberetti
- di giorno pirliamo al lavoro pensando: "tanto la giornata è lunga, non sono costretto/a a correre a casa, perché i bimbi non ci sono" e poi ci ritroviamo come adesso, che sono le 17.52, con novattanta cose da fare una in fila all'altra
- a casa troviamo mille scuse per entrare ogni dieci minuti nella camera dei Pupi a sbirciare i loro giochi e le loro cose e cadere preda di attacchi di nostalgia grotteschi e fuori misura.
Certo i bambini sanno rendersi indispensabili. Cinque minuti fa la Pupa al telefono, col suo miglior vocino:
"Mamma, sai quel parchetto piccolino piccolino dove andiamo sempre?"
"Sì, Pupa. Ebbene?"
"Sono qui col nonno e col fratellino, ma lui ha paura di tutto."
"In che senso ha paura di tutto?"
"È un fifone. Ha paura se cerco di spingerlo su, su, lungo la corteccia dell'albero. Ha paura di fare il finto giro della morte in altalena. Ha paura di tutto. Persino di soffiare un soffione".
Per fortuna ogni venerdì sera partiamo per raggiungerli.

lunedì 27 giugno 2011

L'estate sta iniziando

E così abbiamo affittato una "baracchina"
Siamo stati una settimana a Follonica, in una casina piccina picciò direttamente sulla spiaggia. Genere da evitare se siete sabbia-fobici, ma ideale se amate le stelle e la ninna nanna delle onde del mare. In un posto così i bambini, ovviamente, sbiellano dalla felicità.
La routine famigliare è sempre la stessa. Si comincia con la sveglia del Pupo, tutte le mattine alle 7, con lo stesso vocino-vocione che avete sentito nell'audio del post precedente: "Mi sono svegliatoooo!".
3 secondi dopo, imperioso: "Scéndereeee!". 6 secondi dopo, se nessuno si presenta al suo cospetto, a 130 decibel: "Mi sono magnato i pantaloni!" ("Magnato" sta per bagnato. Sappiate che non è mai vero. È la classica balla del Pupo per attirare l'attenzione).
9 secondi dopo, in ginocchio da lui, che ha ogni volta l'aria sorpresa come se non mi avesse mai visto prima: "Aaaah! Ciao, mamma. Posso andare a giocare con la sabbia?".
Alcuni numeri della settimana
1 il dentino perso dalla Pupa (era il primo). 2 gli euro arrivati in dono dalla Fatina dei denti (1 ce l'ho messo io, 1 Mike Delfino che non ha resistito alla tentazione di fare il raddoppio).
900 grammi l'aumento di peso della Pupa (misurata prima e dopo - in effetti mi sembrava mangiasse come un vitello, nonostante il dente, etc)
500 grammi l'aumento di peso del Pupo (già un toro di suo)
almeno 50 le mappine tirate senza motivo dal Pupo alla Pupa (che sta lì a prenderle perché è troppo buona)
4 i pisolini pomeridiani miei
5 le volte che sono andata a correre
26 circa i bagni in mare
5 i libri letti (tutti thriller/noir, uno più bello dell'altro)
21 (considerando una media di 3 al giorno) le volte che ho spazzato il pavimento
8 i gettoni delle macchinine acquistati per i Pupi
2 i barattoli di Nutella (grandi) spazzolati.
Un piccolo ricordo della mia nonna
Di mia nonna pugliese forse vi ho parlato in un post in cui vi raccontavo della parola "aggigghio" (una sorta di follia improvvisa che colpisce a volte i miei figli e non solo loro, sospetto) e di altri pittoreschi epiteti che usava rivolgerci.
La nonna era del 1913; è morta nel 2004, di Alzheimer, dopo anni di doloroso tormento suo e nostro. L'aspetto folcloristico era che col passare del tempo e con la perdita dei freni inibitori i suoi insulti si facevano via via più vivaci, inaspettati e gratuiti. Le passavi davanti e lei all'improvviso ti urlava "Carnevale!" (giullare, buffone) oppure "Svituprato!" (senza spina dorsale), "Va à scàzze le rìzze c'ù cùle" (vai a schiacciare i ricci di mare col sedere), "Lampasciuni!" (bambascione) e, da ultimo, un bel Vaffangule.
Poi si fissava con alcune persone, senza motivo. Una mia amica, Leonora (che lei insisteva a chiamare "Leonice") era "la figlia della fattucchiera". Un altro amico, Stefano detto Jimmy, "un barbone che vive nelle scatole dietro la Stazione Centrale".
A raccontarlo oggi fa ridere. In effetti riuscivamo a riderne anche allora.
Negli ultimi anni, d'estate, durante il giorno portavamo la nonna in un hospice per anziani dove abbiamo la nostra casa in Liguria. La lasciavamo lì al mattino - come all'asilo - e la riprendevamo al pomeriggio, tornati dalla spiaggia che lei non sopportava più. Villa Rosa, così si chiama, è un bel posto e mia nonna aveva pure un corteggiatore. Un altro signore, in Alzheimer come lei, con cui passava ore a girare in tondo in giardino, a braccetto. Erano molto teneri, tutti e due eleganti e ben pettinati e completamente fuori di testa.
Un giorno andiamo a prenderla e la troviamo senza dentiera. Tipico suo: amava togliersela e tenersela in mano. So che alcuni diranno "bleah" ma vi assicuro che questo è uno dei risvolti meno schifosi dell'Alzheimer. Così andiamo a casa, lei con la dentiera stretta tra le nocche. Insistiamo un po' perché la molli e la rimetta in bocca, altrimenti come farà a cenare? Lei resiste più del solito (immaginatevi i capricci di un bambino). Proviamo a metterle la dentiera. Non entra. Non calza. Accidenti, com'è possibile?
Mistero svelato la mattina dopo: era del suo corteggiatore. Era un pegno d'amore. C'è chi si scambia gli anelli e chi le dentiere. Abbiamo riso molto, e anche un po' pianto. Ci penso tutte le volte che, come ieri sera tornando dalla Liguria dove ho lasciato i Pupi, passo davanti a Villa Rosa.